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Arbitro CifelliLECCE (di Pierpaolo Sergio) –  Un anno è passato, ma se il buongiorno si vede dal mattino, il rapporto tra l’U.S. Lecce e gli arbitri rischia di segnare un’altra annata di sospetti e polemiche. La gara del “Via del Mare” tra i giallorossi ed il Barletta è stata diretta da Giuseppe Cifelli della sezione di Campobasso, lo stesso che, nello scorso torneo, in occasione della sfida nei play-off tra il Lecce e il Benevento al “Vigorito“, mise a referto una doppia, presunta bestemmia pronunciata da mister Franco Lerda che costò al tecnico piemontese una giornata di squalifica.

Si è assistito ieri sera ad un arbitraggio lacunoso, incerto e largamente insufficiente che ha creato non pochi malumori in seno al club salentino per due episodi in particolare. La svista più grave è avvenuta in occasione della seconda ammonizione comminata a Nicolò Donida. Il difensore leccese, non solo viene strattonato e tenuto per la maglia dall’attaccante Fall, ma si becca la seconda sanzione tra l’incredulità generale e la conseguente espulsione. In quel momento, la gara era sull’1-0 per i padroni di casa e gli ospiti hanno seriamente “rischiato” di pareggiare nei minuti immediatamente successivi all’allontanamento del terzino dal campo. Solo un super-Caglioni ha detto di no alle minacce barlettane ed il risultato finale ha visto gli uomini di mister Chini portarsi in classifica a quota 3 punti.

Ma non è solo questo il motivo del “mal di pancia” della società giallorossa. Sul finire dell’incontro, infatti, un rude intervento di capitan Radi ai danni di Stefano Salvi non è stato adeguatamente sanzionato dall’arbitro molisano. Il difensore ospite scalcia da terra il centrocampista leccese, si rialza e gli mette una mano sul petto. Salvi gliela allontana e cammina all’indietro per non entrare ulteriormente in contatto con l’avversario che, non soddisfatto, gli dà un buffetto sul viso. Il tutto, sotto gli occhi del direttore di gara e del guardalinee che agiva sotto la Tribuna Centrale, ossia Oreste Muto della sezione di Torre Annunziata il quale, nomen omen, non segnala nulla all’arbitro che, a sua volta, non trova di meglio che ammonire pilatescamente entrambi per scorrettezze.

Se si aggiungono poi un paio di ammonizioni risparmiate durante il match al Barletta per entrate al limite del regolamento ed un atteggiamento che non ha certo dimostrato concentrazione ed un buon stato di forma del “fischietto” di Campobasso si possono capire i cori di scherno e di rabbia piovuti dagli spalti all’indirizzo del direttore di gara e le garbate proteste dello steso Salvi a fine match..

Rosetti arbitroLo scorso anno toccò all’arbitro Rosario Abisso di Palermo macchiarsi di una direzione di gara ampiamente insufficiente e motivo di un esposto da parte della società di Piazza Mazzini in Lega ed all’Aia. L’avvento come nuovo designatore delle “giacchette nere” in Lega Pro dell’ex fischietto Roberto Rosetti fu sottolineato dall’ex designatore del campionato russo con queste parole: “Sto lavorando con i miei colleghi che trovo molto giovani, ma determinati e consapevoli del loro compito. Possiamo migliorare giorno dopo giorno e la struttura arbitrale italiana è una struttura di riferimento per molti paesi esteri per organizzazione, professionalità e funzionalità. Ricordatevi che gli arbitri sono dell’Aia ma sono anche della Lega Pro. Se sbaglieranno, lo faranno con assoluta buona fede. Sarà compito di tutti metterli nelle migliori condizioni di arbitrare e fare bene“.

Mettere “nelle migliori condizioni” di dirigere, soprattutto un derby e dopo una settimana tutt’altro che serena in casa-Lecce, significa designare elementi in forma, come pure la crescita dei giovani arbitri che si cimentano nel terzo campionato italiano passa attraverso qualche “tiratina” d’orecchie a chi non si distingue per preparazione e lucidità. Il tempo per rimediare c’è. Dar vita ad una stagione di polemiche e sospetti come quella appena messa in archivio non fa certo bene alla credibilità della Lega Pro Unica, del designatore torinese tornato dalla steppa e di tutte le innovazioni illustrate con titoli roboanti dai vertici del Palazzo.

Commenti

1 commento

  1. Per la cronaca ci sarebbe da segnalare anche che il gol di Della Rocca è viziato da un fuorigioco di un giocatore del lecce che al momento del tiro in porta è in fuorigioco e sulla traiettoria.

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