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festa giallorossa LecceLECCE (di Massimiliano Cassone) – È ora di dire basta. Basta chiacchiere ed anatemi; basta perché, per ogni rondine che non fa primavera, non si può perder tempo a dannarsi l’anima. Basta. É un invito rivolto a tutti coloro che hanno, pur un minimo, a cuore la squadra del Lecce, indistintamente. Basta! Il Lecce ha perso contro la Lupa Roma, è fastidioso, ma ci può stare. Va bene, è vergognoso essere sconfitti da una neopromossa che arriva dalla Serie D, concordiamo. Però, ora basta con tutte le pretestuose polemiche, basta con le supposizioni, basta con i calcoli matematici che vedono e condannano il club salentino al fallimento a causa del fattore anagrafico della sua “rosa”. Basta, per favore, basta. Il gruppo allestito per formare il Lecce 2014-’15 è il migliore di tutta la Lega Pro, a nostro parere. Parlerà solo l’unico in grado di risultare inappellabile, ossia il campo, per dare ragione o meno a tale affermazione.

Facciamo un fioretto, tutti insieme, per amore dell’unico valore sacro che dovrebbe avere un tifoso: la maglia. “Basta” va detto anche a tutti i calciatori del Lecce ed ai componenti dello staff dirigenziale. Chiudete la porta dello spogliatoio, sigillate ogni crepa che possa generare “spifferi” e preparate col coltello tra i denti la prossima gara. Contro il Barletta bisognerà vincere e convincere, prima di ogni altra cosa, per non alimentare fantomatiche tesi che riemergono dopo ogni piovasco scambiato per un diluvio.

follaBasta ai “tifosi da tastiera” che pare non abbiano altro da fare nella loro vita se non creare tensioni sui social network. Basta a chi pensa di poter destabilizzare l’ambiente sbandierando un attaccamento in realtà fittizio a questa squadra. Basta, il presidente del Lecce è Savino Tesoro. Spetta a lui, come fatto oggi al “Via del Mare“, mettere tutti in riga e far quadrare il cerchio.

I tifosi, quelli veri, quelli che soffrono, piangono e gioiscono per i risultati del proprio Lecce, meritano rispetto; così come la maglia a strisce giallorosse merita “devozione” da parte di chi la indossa: basta disattenzioni e superficialità fuori e dentro al campo, indipendentemente dal nome e dal cognome. Basta.

Dopo la sconfitta di Frosinone (seconda finale play-off persa in due anni), a parte l’amarezza ed il dolore, nessuno ha mosso alcuna critica cieca o preteso il taglio di qualche testa (tranne i ben noti disfattisti), perché il calcio è un gioco e ci sta il fatto di poter perdere. Si ha un avversario di fronte che può avere la meglio, è giusto così, quando solo uno dei due avversari (come nel caso di una finale) sprofonda nella disperazione di un’occasione fallita, ma è già pronto a lanciarne una nuova. La bellezza della vita sta proprio nel ricominciare a sperare, a sognare, a combattere. Bisogna farlo con ottimismo però ed essere possibilmente equilibrati sia nelle speranze, che nei giudizi.

Franco Lerda in Piazza S. OronzoEra impensabile fino a qualche giorno fa che potesse succedere quel che sta accadendo da domenica pomeriggio ad oggi… Stamane, sia Romeo Papini che il presidente Savino Tesoro hanno affermato che non esiste alcun problema nello spogliatoio leccese. Qualcosa invece deve pur essere successo, ne siamo certi, e per questo diciamo, ripetiamo, scriviamo “basta”. Grande stima sia per Papini (un potenziale grande capitano), che per il massimo dirigente del club che si dimostra un buon padre di famiglia ed allunga la sua ala protettrice sulla squadra intera. E non dimentichiamo il lavoro del diesse Antonio Tesoro, che sicuramente ha contribuito a gettar acqua sul principio d’incendio o fuoco di paglia che sia. Per questo diciamo basta a tutti, basta a tutto.

Abbiamo constatato di persona e sentito spesso ribadire da chi nel Lecce ci lavora e spende i propri denari e tempo che l’attuale è un grande gruppo, formato da grandi uomini. E noi non ne dubitiamo, siamo convinti che sia davvero, ancora così; ora, però, bisogna dimostrarlo in maniera più vigorosa di prima. È finito il tempo delle lune di miele e dei tentennamenti. Lo dimostrino tutti in campo, compresi i tifosi, che magari farebbero meglio a staccarsi da internet e recarsi a sottoscrivere l’abbonamento. Uniti si vince. Non ci sono altre ricette.

Capo chino e duro lavoro. Ci vuole tanto sforzo, almeno la metà di quello che compiono i tifosi del Lecce per reperire le risorse e seguire la squadra in ogni dove. Basta “capricci”, umori altalenanti, ripensamenti o tentennamenti. Basta e, come dice la Fifa nelle occasioni ufficiali, valga un solo concetto: “Respect”.

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