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i tesoroLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Iniziare il campionato con una sconfitta non è mai piacevole. Figurarsi se lo può essere contro la matricola Lupa Roma per una squadra ed una tifoseria quali sono quelle leccesi, reduci dalla cocente delusione per come si era chiusa la stagione scorsa, ossia il ko nella finale di ritorno dei play-off della Lega Pro contro il Frosinone. Parlando di “passata stagione” sembra di riferirsi a fatti accaduti chissà quanto tempo fa, invece è storia recente di appena due mesi addietro; per il Lecce di acqua sotto i ponti ne è però passata ed ha lasciato alcuni strascichi a cui nessuno può ovviare in maniera radicale, che si chiami famiglia Tesoro o Agnelli, giusto per fare un nome che renda l’idea.

Il riferimento va alla coda al veleno della gara al “Matusa“, all’odiosa caccia all’uomo che si registrò ai danni di chiunque avesse a che fare con il club giallorosso, dentro e fuori il rettangolo verde. Strascichi fatti di squalifiche lunghe (Lerda, fino al 1° ottobre), a medio (Diniz, 2 turni) e corto termine (Caglioni, Bogliacino, Lopez, Abruzzese e Martinez, 1 giornata). Aggiungiamoci poi gli stop che devono scontare alcuni tesserati per questioni non legate direttamente alla società salentina, ma a situazioni pregresse (Vinetot out 3 turni e Lepore fino a fine settembre). Come se non bastasse, la prima giornata ha visto altri calciatori non entrare nella lista dei convocati per la trasferta ad Aprilia (Amodio, D’Ambrosio e Memushaj che, ad oggi, è ancora un elemento dell’U.S. Lecce) a causa di infortuni.prato Via del Mare

Già, la trasferta. La proprietà del club giallorosso si è vista costretta a chiedere di giocare la prima di campionato lontano dallo stadio “Via del Mare” e lontano, di conseguenza, dal suo pubblico in una gara che avrebbe visto i ragazzi di mister Lerda dover fare i conti con un numero impressionante di contemporanee defezioni. Il fattore-campo avrebbe potuto aiutare i leccesi, ma le cure di cui necessita il manto erboso hanno impedito che l’esordio avvenisse tra le mura amiche.

Ultimo dato da tenere nella giusta considerazione per radiografare il ko in terra laziale è che al “Quinto Ricci” è scesa in campo una squadra che vedeva giocoforza titolari elementi che in settimana erano stati alle prese con acciacchi fisici (Moscardelli e Papini), mentre in panchina è stato portato un Fabrizio Miccoli tutt’altro che pienamente recuperato dall’infortunio patito in Tim Cup col Foligno il 10 agosto scorso ed un gruppo di baby (Chironi, Brunetti, Risolo, Rosafio) che non garantivano validissime alternative a Giacomo Chini.

Stefano SalviDetto ciò, non si può certamente nascondere che la Lupa Roma abbia vinto meritatamente al cospetto di un Lecce in palla appena per un tempo e col solo Salvi in forma smagliante. L’atteggiamento mentale della squadra non è piaciuto ed è sacrosanto che scatti qualche campanello d’allarme, ma non certo l’ordine di evacuazione generale, di grazia… Tutti i componenti della “rosa” devono farsi un bell’esame di coscienza e capire che quest’anno il vento può cambiare.

Il lunghissimo calciomercato estivo che si sta per chiudere (era ora!) offre la possibilità di un confronto in extremis tra l’allenatore ed i vertici della società giallorossa. Se Lerda fosse persuaso che questa creatura, fondata sullo scheletro del gruppo della passata stagione, abbia bisogno di nuovi innesti, il diesse Antonio Tesoro è a Milano proprio per chiudere qualche trattativa-lampo e non lesinerebbe un ulteriore sforzo economico.

Qualche interrogativo lo potrà cancellare la sfida in programma già sabato sera, quando al Lecce renderà visita quel Barletta che l’anno scorso portò via un punto in maniera incredibile dopo un match ampiamente dominato dai padroni di casa che avevano il tecnico di Fossano di nuovo seduto in panchina al cospetto del pubblico giallorosso dopo l’esonero di Checco Moriero e il ko nella trasferta di Perugia. Ma questa, ne siamo certi, è un’altra storia, un altro film, un altra realtà. Errare è umano, capita, l’importante è non perseverare e trarre insegnamenti validi da una sconfitta. Fare quadrato attorno al Lecce è invece un dovere di ogni tifoso degno di tal nome. Uniti si vince e insieme si raggiungono i risultati sperati e programmati. Già, perché a Lecce, checché ne pensi qualche esperto dal palato fine e nostalgicamente impantanato nel passato, si programma, con la pubblica ammissione di voler lottare per il traguardo massimo: la  promozione in Serie B sul campo. Persa la prima, restano altre 37 battaglie da affrontare.

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