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Conte - TavecchioLECCE (di M. Cassone) – A Lecce si litiga per Antonio Conte, “guelfi” e “ghibellini” sembrano scatenati, chi a dare la palma del “leccese doc” al neo-cittì della Nazionale italiana di calcio e chi, invece, proprio non riesce a perdonargli determinati atteggiamenti passati (esultanza dopo il gol in uno Juventus-Lecce, il coro da allenatore del Bari e chi più ne ha più ne metta…) Ma oltre queste beghe, che sono del tutto campanilistiche, c’è qualcos’altro che qualcuno non perdona a Conte? Cosa può essere che avvalora queste posizioni?

Proviamo ad analizzare la questione al di fuori di certe logiche, partendo dall’assunto che Antonio Conte è uno dei migliori allenatori italiani; qui già qualcuno potrebbe asserire che è il migliore in assoluto, e può starci; bisogna aggiungere poi che la FIGC con il bell’Antonio leccese (e nessuno può dire che non sia leccese…) ha fatto un vero e proprio “colpo” in termini sportivi ed economici, perché gran parte dell’ingaggio (3,5 mln di euro) sarà pagato dalla Puma, lo sponsor tecnico con la quale il neo-presidente Carlo Tavecchio ha fatto un accordo capolavoro (2,5 mln di euro a carico della azienda tedesca).

Ma la domanda che sorge spontanea è una ed ha un perché: da oggi in poi, la Nazionale potrà o no far valere il proprio codice etico? La risposta è presto data: il nuovo Commissario Tecnico ha ricevuto sì una squalifica in ambito calcioscommesse pari a 10 mesi e quella pena gli fu comminata, guarda caso, da quel “palazzo” che oggi lo ingaggia e lo ostenta orgoglioso, cioè la FIGC. Antonio Conte subì anche un deferimento per giudizi lesivi sulla stessa Federazione proprio in merito a quella squalifica, col buon Stefano Palazzi che non tardò a fargli cadere addosso la sua scure purificatrice. Vero è, però, che il nuovo C.T. ha scontato la sua condanna, come è vero che sia lui l’allenatore più vincente degli ultimi anni (in Italia).

carlo_tavecchioA tutto questo aggiungiamo poi che anche lo sponsor istituzionale, Carlo Tavecchio, seppur il suo casellario giudiziario risulti essere pulito (dopo la riabilitazione), ha delle macchie nere nel suo passato. E non ci riferiamo di certo alle frasi razziste sui calciatori extracomunitari che pronunciò nel periodo della campagna elettorale per la poltrona presidenziale della Federcalcio, ma ad una serie di vecchie sanzioni subite (cinque condanne penali maturate tra il 1970 e il 1998).

Quindi, tornando al presente, come direbbero gli avvocati: nulla questio? Beh, non proprio, perché sarebbe interessante sapere se il nuovo duo del calcio italiano potrà mai applicare il codice etico e bacchettare qualcuno per comportamenti poco sportivi o eticamente scorretti. Questa è la curiosità professionistica che ci portiamo dentro, certi che la risposta possa arrivare soprattutto dal campo da gioco.

Curva Nord no limitsSpesso in Italia accade che in caso di vittorie (vedi i Mondiali del 2006 conquistati dagli Azzurri di Marcello Lippi in piena Calciopoli), pian piano la polemica si annacqui ed avvenga una remissione generale dei “peccati”Così pare proprio non accadrà però per i tifosi giallorossi, che non riusciranno mai a cancellare l’onta (indelebile) di taluni atteggiamenti che forse il tecnico salentino si sarebbe potuto risparmiare. Ma Antonio Conte è così, è caldo in petto come tutti i salentini e, forse, in quegli episodi che in tanti gli rinfacciano, non pensava alle conseguenze, ma gioiva per i risultati raggiunti. Questa, a Lecce, sarà una questione che durerà in eterno, nonostante l’intervento del sindaco Paolo Perrone su Twitter e di varie personalità sportive che tentano di spegnere un fuoco che arde ormai da troppi anni. Tra l’altro, senza dimenticare il tentativo di aggressione (azione comunque da condannare)che l’ex tecnico della Juve subì a Spiaggiabella alcune estati fa, quando fu circondato ed inseguito fino alla sua casa nella marina da alcuni pseudo-tifosi giallorossi che volevano farsi “giustizia” sommaria.

Sono punti di vista e nella libertà e nella pluralità di pensiero, ognuno pensi e faccia ciò che reputa più giusto, ma sempre nel rispetto altrui perché, è bene ricordalo, di semplice gioco del calcio si tratta.

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