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Romeo Papini, centrocampista U.S. Lecce

SQUINZANO (di Carmen Tommasi) – Lui è pronto e non vede l’ora di scendere in campo. Perché il Lecce è stata la sua prima scelta e ne va orgoglioso. Romeo Papini è stato il primo a firmare il rinnovo, di due anni, con la maglia giallorossa e nel farlo non ha mai avuto il minimo dubbio di voler continuare la sua avventura nel Salento: “Ci risiamo, ora inizia la nuova stagione e le partite ufficiali. Non vediamo l’ora di ripartire, perché tutti noi vogliamo misurarci con gli avversari per vedere a che punto siamo. Essere rimasto in giallorosso mi responsabilizza ancor di più rispetto allo scorso anno e per me questo è un motivo di orgoglio. Il giorno dopo la batosta di Frosinone, il direttore Antonio Tesoro -spiega il centrocampista romano, classe ’83- mi ha chiamato, ci siamo subito incontrati per fare il punto della situazione e per capire se proseguire l’esperienza insieme. Ho dato immediatamente la mia disponibilità a restare ed abbiamo trovato l’accordo. Mi sento orgoglioso di indossare nuovamente questa maglia, come lo sono tutti i miei compagni che hanno deciso di restare”.

Si aspettava l’accoglienza così calorosa degli ultras giallorossi lunedì alla ripresa della preparazione a Squinzano?
Venivamo dalla finale persa al ‘Matusa’ e ricordo ancora che quando siamo tornati da Frosinone i tifosi che ci hanno fermato in autogrill per incoraggiarci e non ci aspettavamo una cosa del genere; un’emozione incredibile. Poi l’altro giorno, alla ripresa, erano davvero in tanti in tribuna e per noi è stato motivo di grande orgoglio. Ci sentiamo, quindi, ancora più responsabilizzati a dover fare bene“.

Quanto è stato importante riconfermare mister Franco Lerda per la prossima stagione?
La scelta di confermare il nostro allenatore è stata quella più giusta. Una decisione importante perchè si è trattenuto un allenatore che ha dimostrato sul campo e con i risultati tutto il suo valore. Siamo contenti della sua conferma perchè trasmette alla squadra una mentalità vincente. Ci ha fatto capire cosa vuol dire giocare nel Lecce e tutte le domeniche ci ha portati in campo sapendo cosa dovevamo fare. Il modulo? In queste prime amichevoli abbiamo provato il 4-4-2 e il 4-2-3-1, quest’anno abbiamo un’ampia batteria di giocatori e il mister ha solo l’imbarazzo della scelta dal punto di vista tattico “.

Che tipo di giocatore è Davide Moscardelli?
Un ragazzo molto umile, un anti-divo e non di certo solo per la barba, un professionista vero. Mi ha colpito molto questo suo aspetto caratteriale. In campo negli allenamenti e durante l’ultimo test amichevole in famiglia si è potuta notare la sua forza fisica e i suoi tiri, aspetto questo da non trascurare. Poi, è importante la sua voglia di aiutare la squadra: torna spesso a centrocampo per dare sostegno, cosa non da tutti”.

Luigi Della Rocca, invece, è una sua vecchia conoscenza?
Con Gigi sono stato sei mesi nel Carpi e ricordo che ha fatto molti gol e che è molto bravo anche a servire i compagni. Se l’ho consigliato io al diesse Tesoro? No, faccio il calciatore e non il consulente di mercato (sorride, ndr). Quando, però, il mio compagno mi ha chiesto del Lecce non ho potuto altro che parlare bene di questa società e squadra, gli ho consigliato di venire. Si tratta di un grande professionista e di una bella persona. Sarà importante per noi. Poi a Carpi mi fece un bell’assist e visto che segno poco non posso dimenticarlo (scherza, ndr). Carrozza? Non ha bisogno di presentazioni, la sua carriera parla per lui. Si tratta di un esterno che ci serviva, salta l’uomo e sa calciare in porta. Nel 4-4-2 che stiamo provando si potrebbe esaltare, spero che faccia tanti gol ed assist”.

Cosa ne pensa delle difficoltà del girone C?
Sinceramente, mi aspettavo che fossimo inseriti in questo girone e non credevo che si potesse procedere con la suddivisione verticale. Sicuramente sarà un campionato equilibrato dove si deciderà tutto alla fine e nelle ultime gare. Le squadre favorite? Salernitana e Benevento hanno un organico importante, ma ci saranno delle sorprese. Questo anche per il calore delle piazze come Messina o ad esempio il ritorno del Savoia. Per noi il vantaggio di questa stagione sarà costituito dalle motivazioni di chi c’era l’anno scorso. Tutti siamo voluti fortemente rimanere in giallorosso e questo, unito ad un gruppo sano e alla conoscenza in campo, sarà un elemento importante. Lo abbiamo gia visto in ritiro, certe giocate ci vengono automatiche e non è un aspetto da trascurare…”.

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