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10443989_10202391392881996_9037341062924642048_nNOVOLI (di Massimiliano Cassone) – Una serata tra amici, un incontro tra persone che si conoscono da sempre, una pedalata metaforica nella storia, una passeggiata nel tempo a suon di ricordi belli, di quelli che fanno pensare e sorridere. Vi raccontiamo dell’evento svoltosi al Teatro Comunale di Novoli, sabato 21 giugno con inizio alle ore 20:00, nel corso del quale è stato presentato il catalogo fotografico Due ruote per diletto e per necessità”, propedeutico alla mostra di biciclette d’epoca inaugurata subito dopo nei locali della “Drogheria delle arti” (ex mercato coperto), in piazza Regina Margherita. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione culturale “Il Parametro” e dalla Fondazione “Fòcara di Novoli”, il catalogo è stato curato da Mario Rossi.

L’incontro nella “bomboniera” novolese è stato moderato dalla giornalista Cecilia Leo e ha visto gli interventi di Rossella Barletta, Michele Mainardi, Eugenio Imbriani, Alessandro Laporta, Elio Donno, Oscar Marzo Vetrugno, sindaco ed assessore alla cultura di Novoli e, in chiusura, del presidente dell’Associazione il Parametro, Donato Guerrieri.

Cecilia Leo ha aperto le danze ponendo l’accento sull’importanza della bicicletta nella storia come strumento di emancipazione per la donna e da qui la parola è passata subito a Rossella Barletta: “Si parla di emancipazione ogniqualvolta una donna incominci ad usare uno strumento che, prima, era ad uso e consumo dell’uomo. Sono stata una delle prime a promuovere l’uso della bici a Lecce, organizzando una manifestazione in Piazza Duomo, ci fu una grande partecipazione. E poi invito a usarla contro l’inquinamento. Non finirò mai di raccontare come, grazie alla bici, ho potuto scoprire vie di Lecce nelle quali con l’auto non sarei mai potuta arrivare”.

Michele Mainardi ha parlato invece del primo approccio delle due ruote con la vita di tutti i giorni: “Mi sono occupato di fare ricerche sul velocipede, l’antesignano delle biciclette, ho spaziato dai primi anni dell’800 fino alla rivoluzione che portò l’uomo al passaggio dalla bici all’auto. Perché nei nostri giorni stiamo riscoprendo l’uso della bici ma ad un certo punto passare ai mezzi a motore fu come innalzarsi a una situazione sociale migliore”.

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Una bicicletta dei Vigili del Fuoco

Gli fa eco Eugenio Imbriani: “La bicicletta è stata il primo mezzo di locomozione e come tale era importantissima anche nella vita lavorativa delle persone; ricordiamo che era usata dall’arrotino al gelataio, dal contadino al pompiere, e proprio in questa mostra vedremo tantissimi esemplari di bici da lavoro”.

Alessandro Laporta, invece evidenzia il ruolo della bicicletta nella cultura e di come sia stata musa di tanti scrittori e poeti: “È bellissimo poter vivere questa riscoperta della bicicletta che è stata cantata e scritta da poeti, scrittori e registi; da Pascoli a Marinetti fino ad Alfonso Gatto. Un neorealismo che ha posto questo strumento di locomozione al centro di tante storie. Mai si potrà rinunciare a questo grande patrimonio che rappresenta per l’umanità. E questa mostra descrive al meglio, grazie a Mario Rossi, tutto quello che serve per ricordare, sapere e non scordare”.

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L’intervento di Elio Donno, decano dei giornalisti sportivi salentini

La moderatrice, prima di chiudere il dibattito e invitare tutti i presenti a spostarsi a pochi metri, nell’ex mercato coperto per vedere gli ottanta esemplari e tutti i pannelli fotografici sistemati con arte, ha chiamato sul palco Elio Donno (sarà lui a tagliare il nastro e aprire la mostra, pochi minuti dopo). Il decano dei giornalisti sportivi salentini, come sempre sagace e attento, ha prima salutato i presenti e poi ha raccontato delle sue esperienze come inviato del Corriere dello Sport: “Ho avuto la fortuna di raccontare due giri di Puglia. Uno spettacolo indimenticabile, una bellissima esperienza. E poi la bicicletta ha avuto sempre un ruolo importantissimo nella storia. Vi racconto ad esempio l’episodio legato a Gino Bartali che nascondeva nei tubolari della sua bici, i permessi per salvare gli ebrei durante la guerra. Voglio unirmi a questo coro di esaltazione della bicicletta, chiudendo con la più classica delle battute dialettali: t’ha piaciuta la bicicletta… e mo’ pedala”.

Subito dopo, il Sindaco Oscar Marzo Vetrugno ha salutato i presenti, e poi ha ringraziato Mario Rossi per l’impegno profuso: “Questa è una bellissima operazione culturale; è una mostra di grande prestigio”.

In chiusura, Donato Guerrieri ha detto, sorridendo: “Ringraziamo Mario Rossi che più di una bici è un treno quando decide di creare qualcosa. Posso dire con orgoglio che è la prima volta che si inaugura una mostra del genere. È stato fatto un lavoro importantissimo… ringrazio tutti i presenti e anche Pier Giuseppe De Matteis che per motivi personali non è potuto stare qui con noi oggi”.

La serata è proseguita col taglio del nastro e l’apertura al pubblico di quella che è la prima vera mostra di bici d’epoca nel Salento.

Con un pizzico di nostalgia, affacciati sul balcone del passato, ma con vista sul futuro, si potranno ammirare, anche nei prossimi giorni, nei locali di Piazza Regina Margherita, le compagne di viaggio di diverse epoche storiche… e siamo certi che questo è solo l’inizio di una riscoperta importante di uno dei primi mezzi di locomozione su ruote che l’uomo ricordi.

Commenti

1 commento

  1. Complimenti a mio fratello Mario per come ha organizzato questo evento, uno dei pochi a Novoli a organizzare eventi simili. Complimenti anche a chi ha collaborato a questo evento e al Comune di Novoli.

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