sciarpata ultrà curva nord lecceLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Il tifoso, uno strano “esemplare”… Chi ha nelle vene sangue colorato dei colori della propria squadra del cuore, qualunque sia lo sport in cui essa si cimenta, sa che la vigilia di qualsiasi match la vivrà col cuore in gola. Sono sensazioni uniche che danno incredibili scariche di adrenalina e non importa se si giochi in un campetto di periferia, contro campioni affermati o una semplice gara amichevole: il tifoso, quello vero, se la vivrà sempre al massimo delle emozioni.

Oggi che il Lecce, e parliamo ovviamente di calcio, gioca una delle sue tante partite che contano nella storia sportiva del club giallorosso, il pathos per l’evento crea una tensione tale da poterla tagliare col coltello. Tutti coloro che vedono la formazione salentina alla pari quasi di una ragione di vita stanno vivendo le ore che li separano dalla finalissima di Frosinone con un’ansia che toglie il fiato e la capacità di ragionare a mente lucida.

Sciarpe Lecce in Curva NordChi non tifa non può capire simili situazioni che con la razionalità non hanno davvero nulla a che fare. Non le si può descrivere o far accettare a chi non condivide una passione sportiva tanto grande e importante. Chi non è un supporters vero guarda pertanto incredulo tanti uomini, donne, ragazzi e ragazze trattenere il respiro, star male, passare notti insonni e non si capacita di come possa accadere qualcosa di simile a persone che, di norma, sono raziocinanti, posate, emotivamente equilibrate. Ed invece, accade proprio così. Succede che l’orologio sembri non far girare mai le lancette, che il sole fatichi ad alzarsi in cielo, che il calendario venga dimenticato e si faccia a fatica a distinguere un sabato di giugno da una domenica ormai già estiva.

Curva Nord col Benevento play-offC’è il popolo giallorosso in marcia, oggi, verso la Ciociaria e lo stadio “Matusa” ed un altro ancor più vasto che seguirà la sfida davanti ad un teleschermo. Conta solo questo. E soltanto al fischio d’inizio che ci si ritroverà tra vecchi e nuovi amici, innamorati di una maglia che di più belle non ne sono al mondo. Guardandosi negli occhi e trovandovi le stesse emozioni, la stessa tensione e la stessa feroce voglia di partecipare ad una giornata che entrerà, comunque, negli annali del calcio leccese, si stempererà la paura e si inizierà a pensare alla partita ed a null’altro.

Per almeno novanta minuti, il mondo si bloccherà per chi tifa Lecce. Alle 18:00 scoccherà l’ora fatidica e si farà ricorso a tutto ciò che ciascun tifoso ha nel proprio bagaglio personale in tema di scaramanzia o di fede religiosa affinché l’undici di mister Franco Lerda torni a casa con la Serie B in pugno.

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