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La Sala Stampa “Sergio Vantaggiato”

LECCE (di M. Cassone) – Nell’ultima conferenza del campionato, aspettando Franco Lerda nella sala stampa “Sergio Vantaggiato” dello stadio “Via del Mare“, a tratti il silenzio è stato surreale, interrotto soltanto da qualche domanda tra giornalisti sulle reciproche modalità del viaggio nel Lazio da affrontare.

L’ansia per l’attesa della finale di domani, che il Lecce giocherà a Frosinone, è solida come un masso. Tutti sono consapevoli dell’importanza della sfida, tutti camminano sui carboni ardenti, consci che andare in Serie B significherebbe tantissimo. Ovunque lo sguardo si posi accarezza stemmi e colori giallorossi.

Poi arriva lui, il Generale di ferro, colui che esterna emozioni lo stretto necessario per sopravvivere… ma oggi è diverso, ha una luce particolare negli occhi. Sembra sereno, ma ha il fuoco dentro. Sorride ma è teso, è tranquillo ma nello stesso tempo la sua è un’alternanza di stati d’animo, un po’ come tutti i giornalisti presenti, un po’ come tutti i tifosi leccesi. Sull’asse d’equilibrio dei pensieri dei presenti c’è il cuore, sotto c’è il baratro della paura.

L’emozione è tanta e lui, Lerda, parla dei suoi ragazzi come se parlasse dei suoi figli, ed è fiero combattente quando con gli occhi lucidi dice: “Non siamo stanchi né mentalmente, né fisicamente. Siamo pronti a combattere l’ultima battaglia: daremo tutto, anzi, di più”.

Franco Lerda
Franco Lerda sorridente durante una puntata de Leccezionale TV

Prima di una gara le domande che si pongono al tecnico son quasi sempre uguali e lui di solito è stato sempre tanto abbottonato, mai ha fatto trapelare nulla. Oggi ha cambiato registro, stamattina ha liberato i suoi sentimenti. Franco Lerda ha regalato emozioni ai giornalisti presenti, sicché il ghiaccio dell’uomo duro piemontese si è sciolto e gli ha consentito di lasciarsi andare in un discorso meraviglioso, fatto di entusiasmi pur nella consapevolezza che la battaglia di domani sarà decisiva per tutti.

L’allenatore di Fossano emoziona anche quando dedica la gara di domani alle centinaia di tifosi che resteranno fuori e non potranno entrare a causa della Tessera del tifoso, poi volge un pensiero pure ai diffidati; lo ripete diverse volte e si dice ammirato per come i tifosi più veri, così li chiama, hanno tifato e seguito la squadra per tutto l’anno.

È un piacere sentirlo, ed è un peccato lasciarlo andare via… E già, oggi, l’uomo all’apparenza di ghiaccio ha fatto trasparire il cuore che lui stesso definisce così: “Il cuore non ragiona; per far quello c’è la testa, ma ti permette di andare oltre l’ostacolo”.

E il tempo passa… anche se domani resta ancora così tanto lontano.

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