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L’omaggio di Abruzzese allo sfortunato ragazzo

LECCE (di M. Cassone) – Una serata iniziata nel segno del ricordo ma nello stesso tempo della festa, termina con una certezza: per il signor Juan Luca Sacchi di Macerata è stata una serata sfortunata. Il ricordo è quello per Nicolò De Pascalis, il ragazzo scomparso tragicamente per un incidente in moto; Abruzzese depone dei fiori vicino all’immagine posizionata sotto al settore dei Distinti Nord–Est.

La festa è quella dei bambini della Scuola calcioASD Miccoli” che, sfilando a centrocampo, strappano sorrisi di speranza agli 11.863 spettatori presenti al “Via del Mare“.

Lo stadio è subissato dai cori e nei colori sgargianti delle sciarpe e delle bandiere e nell’odore acre dei fumogeni sbiadisce l’attesa e incominciano le danze.

La squadra di Franco Lerda si approccia alla gara in maniera arrembante e mette in serie difficoltà il Frosinone e già al 3° minuto potrebbe passare in vantaggio con Gianmarco Zigoni.

Roberto Stellone arriva nel Salento ed in modo coraggioso passa dal suo solito 4-4-2 ad un 4-3-3 spregiudicato, schierando Paganini in avanti come esterno d’attacco. Nonostante ciò, in tutta la gara il Frosinone crea una sola palla gol, quella del rocambolesco pareggio.

Di questa sfida ricorderemo tanti episodi, ad iniziare dal magnifico gol di Romeo Papini; non potremo dimenticare ovviamente neppure l’arbitraggio alquanto mediocre del fischietto di Macerata che non trova il coraggio di fischiare un calcio di rigore al 43° minuto del primo tempo quando Blanchard atterra Giacomo Beretta. Ad ogni modo, come diceva il grande e compianto Vujadin Boskov: “Rigore è quando arbitra fischia…

Juan Luca Sacchi
L’arbitro Juan Luca Sacchi di Macerata

Ma non finisce qui, il signor Sacchi arbitra all’inglese e permette ai ciociari di giocare “a calci” e non a calcio per gran parte della partita; poi scivola su un errore evitabilissimo: ammonisce Stefano Salvi per un fallo che non commette e lo sbatte fuori dalla finalissima del “Matusa“, poiché il centrocampista romano era diffidato. Un altro grande dubbio è quello legato alla posizione di fuorigioco di Beretta lanciato a rete e abbattuto in maniera netta in area di rigore, correva il minuto 81.

Il Lecce ha giocato meglio del Frosinone, anche se i ciociari sono una squadra forte e arcigna, ben messa in campo ed organizzata; si è visto che stanno bene sia di testa, che fisicamente. Non ha rubato nulla (questa volta) il Frosinone. Tutto si deciderà nel Lazio. Mentre scrivo ciò, ahinoi, ho nelle orecchie ancora il rumore della traversa colpita da Mariano Bogliacino a cinque minuti dal termine.

Nessuna ha perduto, tranne l’arbitro, la sua è stata una serata infelice. Ha vinto il pubblico, ha vinto la Curva Nord che ha dominato come sempre l’incontro e la sfida con i supporters laziali giunti fin nel Salento al seguito della loro squadra del cuore.

Non vogliamo tornare su fascicoli ed indagini, su oscuri segreti e brutte realtà, stendiamo un velo pietoso su tutto ciò che è stato, compreso lo “sfortunato” arbitraggio di Juan Luca Sacchi di ieri sera.

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Antonio Allocca, mitico professore de I ragazzi della III C

 E vogliamo chiudere con una battuta, per sdrammatizzare, citando il Professore (Antonio Allocca) de “I ragazzi della III C” il quale, al suo alunno che di cognome faceva proprio Sacchi (Fabrizio Bracconieri), alzando tre dita, accordava sempre lo stesso voto e, sogghignando, gli diceva: “Sacchi… 3!”

Speriamo invece che a Frosinone, sabato sera, vinca lo sport e la sportività, perché sarebbe avvilente dover ancora raccontare di arbitri ed arbitraggi al di sotto delle attese e dell’importanza della posta messa in palio in questa finalissima, sarebbe bellissimo poter scrivere soltanto una meravigliosa pagina di calcio pulito e “normale”. Che poi è quanto va propagandando la dirigenza della Lega Pro da tanto tempo ormai, nel caparbio tentativo di rendersi sempre più credibile ed appetibile agli occhi di munifici sponsor e dei mass media.

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