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DSCF3817LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Ormai giunti all’immediata vigilia della sfida tra il Lecce ed il Benevento che mette in palio l’accesso alle finali dei play-off di Lega Pro 2013/’14, la domanda che torna a far prepotentemente capolino nella testa di molti tifosi leccesi è se davvero questa squadra sia “figlia di un Dio minore”. L’atteso match tra salentini e campani non vedrà, infatti, in panchina il condottiero piemontese che ha guidato la squadra leccese alla clamorosa rimonta fin quasi alle porte della possibile (e sarebbe stata davvero miracolosa…) promozione diretta in serie B.

Lerda nervosoFranco Lerda, domani pomeriggio, dovrà giocoforza seguire la semifinale di ritorno dalla tribuna del “Via del Mare” in virtù della squalifica piombata a ciel sereno su lui e su tutto l’entourage giallorosso subito dopo la gara d’andata allo stadio “Ciro Vigorito“.

Non ho affatto bestemmiato – ha ripetuto oggi in conferenza stampa il tecnico di Fossano – Il quarto uomo (Cifelli di Campobasso, ndr) l’ho sempre avuto a pochi metri da me eppure non mi ha mai richiamato. La società ha provato a dimostrare che quanto affermo corrisponde a verità. In base al referto costatomi la squalifica, al 4° ed al 41° minuto io non ho profferito affatto alcuna bestemmia. Abbiamo prodotto una testimonianza giurata, ma non è servita a farmi revocare il turno di stop. Pazienza. Di certo, mi dispiace non poter essere vicino ai miei ragazzi in questo momento così delicato, ma il mio vice Giacomo Chini è pronto e sa cosa fare durante la partita“.

Resta insomma il forte dubbio che si siano usati, ancora una volta, due pesi e due misure nel sanzionare un tesserato dell’U.S. Lecce. Privare i giallorossi di casa del proprio allenatore equivale un po’ come al negare ad un generale di assistere e partecipare ad una battaglia che decide una guerra. Per carità, qui si tratta pur sempre di sport e siamo ben lieti che non ci siano di mezzo battaglie. Eppure, l’amaro in bocca resta, eccome.

Lerda, leccezionale.itDomani pomeriggio, capitan Miccoli e compagni dovranno vincere per garantirsi la chance di disputare le finali che mettono a disposizione il secondo posto per andare tra i Cadetti. Avere Franco Lerda in panca è garanzia che nessuno si possa deconcentrare. Se è vero che gli allenatori non scendono in campo, lo è pure il dato che vede nel ritorno dell’allenatore piemontese alla guida del Lecce uno dei principali artefici dell’eccezionale recupero in classifica da ottobre ad aprile. Ecco perché l’aver privato la squadra del suo leader che staziona appena fuori dal rettangolo di gioco assomiglia ad uno sgarbo riservato al club guidato dalla famiglia Tesoro.

La bestemmia in sé è un’odiosa ed offensiva abitudine che andrebbe sì censurata, ma a patto che le regole valgano, sempre, per tutti. Ancora una volta, invece, a Lecce pare di essere nel centro del mirino di critica, magistratura sportiva ed istituzioni calcistiche. Starà alla squadra (col sostegno che non dovrà mancare dei suoi supporters) regalare a mister Lerda la gioia di poter assistere in prima persona alle finali. Che questa squalifica, insomma, sia di sprone per tutto l’ambiente leccese.

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