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caglioni rigori(di Carmen Tommasi) – Niente da fare: il Lecce non riesce, nemmeno questa volta, a sfatare il “tabù” Benevento. La comitiva giallorossa torna a casa con un prezioso 1-1 e  domenica tra le mura amiche del “Via del Mare”, si giocherà il passaggio del turno in finale, in un match ancora del tutto aperto contro un avversario ostico e volenteroso. Dopo il gol momentaneo di capitan Miccoli su punizione, deviato in rete da Di Cuonzo, e le super-parate di Caglioni, il peperino Mancosu ha pareggiato i conti nella ripresa. Il Lecce tiene botta, ma non riesce a trovare la rete del vantaggio. Migliore in campo, anche oggi, il portiere di Seriate che ha salvato in più di un’occasione le mancanze della sua linea difensiva.

DIFESA – Il “gigante buono” Nicholas Caglioni, dopo la partita impeccabile di domenica scorsa contro il Pontedera nei quarti di finale playoff,  si è reso protagonista di una prestazione da applausi. L’ex Crotone in almeno tre occasioni tiene a galla il suo Lecce e si supera su una deviazione al veleno del compagno Walter Lopez. Sull’1-1 di Mancosu non può, però, fare il miracolo. La mano della provvidenza, chapeau: trascinatore. Il centrale mancino Giuseppe Abruzzese, autore del “destro magico” (come lo ha ribatezzato Bogliacino) nell’ultimo rigore decisivo di domenica scorsa contro i toscani, non sempre è sul “pezzo” e in alcune occasioni appare poco concentrato. Insieme al rientrante dalla squalifica Romeo Papini si rende complice del pari del Benevento. Da uno con la sua esperienza ci sia aspetta molto di più, anche se Evacuo non è di certo un cliente facile da gestire (e ne sa qualcosa anche l’esperto compagno di reparto, “El Tuma” Martinez). Rimandato alla prossima. “SAN” NICHOLAS ANCORA PROTAGONISTA, MA “ABRU” E SOCI, A VOLTE, BALLANO.

CENTROCAMPO – L’esperto trequartista uruguaiano, Mariano Bogliacino, non sembra essere mai entrato in partita: l’ex Napoli è impacciato e fuori dalle dinamiche di gioco. Al Lecce sono mancate le sue geometrie e la sua personalità. Lento e impreciso, non pervenuto. Stefano Salvi, con la solita grinta, fa legna a centrocampo e il suo lavoro sporco è utilissimo per gli equilibri della mediana giallorossa: spesso e volentieri è impreciso e arruffone, ma comunque prezioso. “BOGLIA” A MARCIA INDIETRO, GUERRIERO-SALVI GENEROSO.

ATTACCO – Capitan Fabrizio Miccoli è autore di una prestazione di sofferenza con il merito, però, di  essere riuscito ad andare a segno su una fortunosa punizione da posizione defilata e a portare in vantaggio i suoi nel miglior momento del Benevento. Nel secondo tempo gioca sulla linea del fuorigioco, ma è isolato, non servito a dovere dai suoi e canta fuori dal coro. Efficace e concreto. Così come il “baby” prodigio Giacomo Beretta: l’ex Milan quando ha il pallone tra i piedi è davvero un belvedere e fa ammattire Di Cuonzo per tutti i primi 45’. Nella ripresa, poi, il tecnico Franco Lerda lo sostituisce con Doumbia al 14’. IL CAPITANO È TORNATO E “JACK” È DAVVERO “TANTA ROBA”.

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