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esutanze MiccoliLECCE (di Massimiliano Cassone) – Ci sono schiaffi nella vita che servono per svegliarti dal torpore dell’abitudine. Ci sono schiaffi che seppur dolorosi sono utili a farti ritornare con i piedi per terra. Il Lecce domenica è stato ripetutamente schiaffeggiato dal Pontedera, squadra giovane e propositiva che al “Via del Mare” ha fatto la figura del gladiatore sfortunato.

L’altro schiaffo (morale) è stato subito da mister Paolo Indiani, in maniera umile in sala stampa, ha commosso i giornalisti presenti che gli hanno dedicato un lungo applauso; la verità è che il Pontedera avrebbe meritato non per il piazzamento in campionato ma per il coraggio dimostrato ed il gioco espresso nell’arena salentina.

Passata la tempesta, in casa-Lecce è tornata la quiete. I giallorossi hanno incominciato a lavorare; devono recuperare la fatica accumulata nei 120 minuti e la tensione condita dalla paura che hanno vissuto nel vortice di emozioni che si sono succedute domenica.

Miccoli c’è; ora deve prendere per mano i compagni come ha quasi sempre fatto, lui sa che non può permettersi nessun “rilassamento” e deve seguire alla lettera le linee guida dell’allenatore.

Lerda mani in tascaOra più che mai bisogna stare accanto alla squadra ad incominciare dai tifosi che dopo due anni e mezzo di passione per le vicende note di cui non vogliamo più parlare, devono ancora riuscire ad avere pazienza, ancora un pochino, siamo certi che i giallorossi hanno imparato la lezione.

Di fronte ci sarà l’ex Melara che vorrà provare di non aver avuto il tempo necessario per dimostrare il suo vero valore; di fronte ci sarà il Benevento di mister Fabio Brini, esperto in play-off, di cui il Lecce ha un bruttissimo ricordo (finale con il Carpi). Di fronte ci saranno tanti fantasmi da scacciare. Addosso i giallorossi avranno la paura di sbagliare ancora. E potrebbe essere proprio quella paura il trampolino di lancio verso la conquista della finale. Al “C. Vigorito” il Lecce può vincere; si deve andare in casa degli “stregoni” per fare risultato, fare almeno un gol e non prenderne questo deve essere l’obiettivo, il resto sono soltanto scanzonate ipotesi da “Bar dello Sport”.

L’infermeria, Dario D’Ambrosio a parte, dovrebbe svuotarsi del tutto; Abdou Doumbia, Walter Lopez, Tommaso Bellazzini hanno sofferto soltanto di crampi; recuperata la fatica e lo sforzo fisico, sicuramente domenica saranno pronti a scendere in campo.

E poi, vogliamo ripeterlo fino allo sfinimento, c’è lui, Fabrizio Miccoli che dovrà indicare la via giusta per fuggire da questa Lega Pro. Avanti con il capitano. Avanti verso la conquista della serie B insieme al “generale Lerda, uomo vero e giusto al servizio della squadra, nessuno potrà dire di lui che, nella stagione 2013-’14, non abbia lasciato il segno o non sia stato coerente, deciso e giusto con i suoi calciatori. Avanti tutti insieme verso l’ambito traguardo; mai, come in questa settimana, si è sentito il bisogno dell’unità d’intenti per scalare la più alta delle vette.

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