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Miccoli pregaLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Avrebbe pagato chissà quale cifra ed avrebbe rinunciato chissà a cosa pur di poter essere su quel rettangolo di gioco e poter guidare i suoi compagni, i suoi amici, i suoi prodi alla conquista del passaggio del turno. Ed invece… Invece una condizione fisica non ideale, il gran caldo che ieri toglieva il respiro già a quanti assiepavano le tribune del “Via del Mare” ed un insieme di situazioni sfavorevoli hanno lasciato il capitano, Fabrizio Miccoli, relegato al ruolo di impotente spettatore della sfida contro la matricola terribile Pontedera.

Il numero 10 del Lecce, mandato da mister Lerda a riscaldarsi, sembrava tra i più papabili ad entrare in campo e tentare l’assalto alla porta dei toscani. Lui che nel match di campionato aveva regalato ai giallorossi il successo e messo a segno una tripletta, poteva essere l’arma giusta per cambiare gli equilibri “squilibrati” dell’incontro. Il Lecce ha rischiato la più atroce delle beffe, uscire cioè nei quarti di finale contro quella che appariva la più abbordabile delle contendenti al salto di categoria attraverso i play-off, senza che il suo condottiero potesse far nulla.

Tanta, troppa la tensione e la rabbia accumulate prima, durante e dopo la partita, sfociata in un aver dato di stomaco in panchina prima dell’esecuzione dei penalty e poi in un pianto liberatorio che lo ha rinfrancato del grande spavento e della frustrazione provati per oltre 120 minuti di gioco. Se il Lecce, il “suo” Lecce fosse stato sbattuto fuori dal lotto delle squadre che si giocheranno fino alla finale degli spareggi la serie B, per Miccoli avrebbe significato aver fallito la personale “mission” che si è dato fin dal giorno della firma sul contratto col club di Piazza Mazzini: riportare cioè i giallorossi nelle categorie che più gli competono, magari grazie ai suoi gol. Un’impresa riuscita solo in parte e che, per davvero un nonnulla, ieri ha rischiato di restare una grande incompiuta. Si sarebbe vanificato la sua leadership come marcatore-principe della formazione giallorossa, si sarebbe amaramente chiuso un torneo condotto col piglio della grande squadra ammazza-campionato sotto la gestione Lerda. Si sarebbe presto dimenticato il grande recupero realizzato in classifica ed i 61 punti conquistati, partendo ad handicap con i famigerati 5 risultati negativi di fila.

Tatuaggio MiccoliMa scampato per fortuna il pericolo e festeggiato insieme a tutti gli altri i suoi compagni di squadra sotto la Curva Nord, Miccoli ha ora un’intera settimana davanti per ritrovare una buona condizione fisica. Tra l’altro, senza l’assillo della gara da “dentro o fuori”, potrà gestire meglio il proprio recupero, dato che la semifinale prevede (come la finalissima) una sfida di andata ed una di ritorno.

Il Lecce, che giocherà tra le mura amiche il return-match contro i sanniti, Franco Lerda ed i tifosi salentini hanno bisogno del loro beniamino. Lui ha bisogno di sentirsi importante per questa società, questa tifoseria e questo territorio. Da persona sensibile e tutta cuore, quel cuore che si è tatuato per lanciare la scorsa campagna abbonamenti, sa che servirà gettarlo oltre l’ostacolo se si vorrà festeggiare qualcosa di importante a fine stagione.

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