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10336664_567218140042146_3408239551796550975_nLECCE (di Massimiliano Cassone) – Troppa sofferenza contro un avversario arrivato lontano anni luce in classifica, troppa sofferenza per i tifosi che da due anni e mezzo sopportano le angherie più brutte per l’amore di una maglia. Lo abbiamo scritto e detto tutti che il Lecce ieri ha giocato male, non ci sono scusanti e la cosa più grave è che non ci sono spiegazioni. Oggi, a mente fredda, non vogliamo ritornare ad analizzare la partita, sarebbe ridondante e poco gratificante per i giallorossi che hanno compiuto un mezzo miracolo arrivando terzi dopo l’inizio obbrobrioso di campionato. Non vogliamo nemmeno appellarci al regolamento “beffa” di questi play-off che, sinceramente, lasciano allibiti per l’ingiustizia meritocratica che esprimono. Non vogliamo ancora scrivere che ieri i “leccesi” tifosi da tastiera, dopo aver predicato per tutto l’anno un amore di cui non conoscono nemmeno i colori, arrogandosi il diritto di criticare, hanno preferito il mare al “Via del Mare”; no, basta così, onore ai presenti, gli assenti stiano in silenzio.

Il Pontedera in modo umile ed intelligente ha confuso, spaesato, e messo sotto un Lecce che ha dimenticato di essere il Lecce. Per pura fortuna e per qualche miracolo di Caglioni si è giunti ai rigori. Una serie interminabile di tiri dal dischetto, cuore e batticuore, fino all’ottavo, fino al destro di Abruzzese che ha tolto le ragnatele dall’immagine di un pomeriggio che rischiava di diventare l’ennesimo incubo.

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La sofferenza di Capitan Miccoli

Il Lecce era a credito con la fortuna, ieri si è ripreso con una grandissima botta di c… ciò che era suo, ora basta, si resetti tutto, ancora una volta, si ricominci da zero dopo aver fatto un bel bagno d’umiltà; non c’è più tempo, il treno per fuggire via da questa categoria passa da Benevento, e lì ci sono le streghe da scacciare, lì ci sono da affrontare le paure più grandi. Il gioco si fa duro, speriamo che i giallorossi capiscano di dover loro diventare duri; duri a morire, duri a mollare.

Si riparta dalla consapevolezza che errare è umano, si riparta dal capitano; e già, perché Miccoli non può rimanere fuori… anche soltanto 10 minuti ma deve entrare e cercare di imprimere il suo marchio; ieri ha sofferto in panchina, non è un eufemismo, ha sofferto, ha “vomitato”, ha pianto, ha pregato, è stato al fianco dei compagni perché questo è il suo Lecce: nessuno lo dimentichi. Questo Lecce è di Fabrizio Miccoli e, nel bene o nel male, o si vola o si affonda, bisogna farlo con il capitano a bordo.

10327063_10202589356987655_1515268732_nLerda, grande allenatore e grande uomo, saprà trovare le contromisure allo scempio visto ieri. Lerda saprà cogliere il treno che passa… Il Lecce non può perderlo, il Lecce deve andare in serie B: per la città, per i tifosi veri e per la società (ieri Antonio Tesoro ha sofferto a pochi metri da noi che eravamo in Tribuna Stampa, era un leone in gabbia, perché vuole la B quanto noi). Lerda saprà come fare per conciliare gambe e testa dei suoi, nonostante ieri, siamo fiduciosi ed ottimisti. Il Lecce deve andare in B.

Comunque di ieri ci sono da segnalare e rimarcare delle iniziative, dei momenti toccanti ed emozionanti: su tutti il lunghissimo striscione esposto nella Curva Nord dedicato alla memoria Mimmo Ricciato, un tifoso scomparso vent’anni fa ma sempre presente nei cuori giallorossi.

Bellissimo anche lo spettacolo dei bambini della scuola calcio “Fabrizio Miccoli” che hanno sfilato in campo bardati con i colori sociali e muniti di palloncini giallorossi che hanno poi preso il largo, baciati dal vento, volando alto nel cielo, su un Via del Mare che aspettava solo di assistere alla gara dei quarti di finale dei play-off di Lega Pro. Sugli spalti della Tribuna Est una rappresentanza di tifosi extracomunitari ha incitato la squadra di casa per tutta la gara. Sono stati inoltre distribuiti ai tifosi di quella stessa tribuna dei cartoncini gialli e rossi per colorare lo stadio.

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Un delegazione della società e dei tifosi del Lecce incontra gli ospiti

Senza dimenticare l’accoglienza riservata dalla società di Piazza Mazzini, in collaborazione con l’ufficio SLO, ai simpatici e correttissimi tifosi del Pontedera che, dopo essersi incontrati con una delegazione della società e delle associazioni di supporters giallorossi prima dell’inizio della sfida, hanno potuto gustare i buonissimi pasticciotti leccesi di cui sono stati gentilmente omaggiati.

Si riparta da tutto ciò e dal risultato ottenuto: il Lecce è in semifinale, questo conta, si riparta dal sorriso di quei bambini e da quei palloncini che sono volati lassù dove a comandare sono i sogni. Si vada in B… si corra via da questa categoria.

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