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Stefano Carrieri 2LECCE (di Gabriele De Pandis) – Il calcio giovanile è visto spesso come un’isola felice popolata di promesse in erba, pronte soltanto al salto verso l’eden del professionismo. Purtroppo non è così e questa visione, totalmente sbagliata, non evidenzia il quotidiano lavoro, che va anche al di là dell’aspetto calcistico, di ragazzi ed allenatori, alle prese con ogni problema che da giovani potrebbe sembrare insormontabile. Stefano Carrieri, portiere brindisino della formazione “Berretti” dell’U.S. Lecce nato il 9 agosto 1995, incarna in sé la voglia di realizzare i propri sogni cercando di superare in scioltezza ogni difficoltà.

Freddo ed elegante– Carrieri, nella sua descrizione, mostra la sua immensa ambizione, tipica dei membri del gruppo dei Pasculli-Boys: “Sono un ragazzo umile, serio e se ho scelto di fare il portiere come professione è perché voglio raggiungere il mio obiettivo più alto. Il segreto nel lavoro quotidiano è la concentrazione: solo così si migliora ogni giorno, in special modo quando si deve ricominciare dopo un periodo negativo. In campo sono un portiere freddo, concentrato, reattivo e istintivo; riesco a comandare la difesa molto bene e mi reputo abbastanza elegante tra i pali”. Sui punti forti e sulle debolezze, proprie del ruolo di estremo difensore, il portiere della “Berretti” giallorossa glissa: “Non giudico gli altri e non riesco a giudicare le mie qualità. So solo che devo migliorare giorno dopo giorno e allenamento dopo allenamento”.

Figure importanti– Nel corso dei suoi tre anni in giallorosso il ragazzo brindisino ha vissuto momenti difficili e momenti belli: “Ho vissuto un periodo di grande difficoltà quando non ho giocato per parecchio tempo, in quanto un po’ rischi di perdere la visione della porta, del campo ed i ritmi della partita: in poche parole non hai più stima di te stesso. Per fortuna i miei genitori, i miei allenatori Pasculli e Dell’Anna e mister Panico (preparatore dei portieri della “Berretti”, ndr) mi sono stati sempre vicino, ed è grazie al loro aiuto che sono riuscito a continuare ad allenarmi in tranquillità, ritrovando quella passione e quella stima in me stesso che mi aiuterà a inseguire, e magari a realizzare, i sogni nel cassetto che ho fin da bambino. In ogni caso, è importante anche l’aspetto personale: devi essere bravo a capire i momenti, a comprendere come ti senti e ad avere forza di cambiare atteggiamento sin dal risveglio mattutino”.

Obiettivi alti– Carrieri è contento della compattezza presente nella truppa dei Pasculli-Boys: “Siamo un gruppo davvero eccezionale, ho compagni umili che lavorano duro e sanno sempre dove vogliono giungere; abbiamo fatto un campionato maestoso, ma il bello dell’annata deve ancora arrivare; vogliamo il titolo di Campioni d’Italia”. Il portiere brindisino spende belle parole anche per la prima squadra, compagine con la quale il ragazzo ha partecipato a una serie di allenamenti: “Nei miei allenamenti con loro ho notato che sono compattissimi, sanno ciò che vogliono e che l’obiettivo più importante si chiama Serie B”.

Stefano Carrieri 3Ritorno in campo– L’ultima giornata della regular season, giocata e vinta in quel di Catanzaro, ha segnato il ritorno in campo di Carrieri; il ragazzo, finalmente raggiante d’entusiasmo, descrive così il suo match: “Sono tornato in campo sabato scorso dopo molto tempo; pur essendo rimasto ai box per tanto tempo ho dimostrato personalità, concentrazione e, soprattutto, mi sono esaltato in parecchi interventi; le mie parate sono state la soddisfazione più bella, non pensavo di riuscire a dimostrare così tanto. Spero che i miei allenatori siano rimasti contenti della mia prestazione”.

Tra sogni e modelli– Stefano, portiere coriaceo e sicuro di sé, descrive i primi passi della sua carriera e i suoi modelli: “Ho fatto tutta la trafila delle giovanili con il Brindisi, la squadra della mia città che mi ha regalato tante emozioni, e poi sono venuto qui. A chi m’ispiro? Cerco di guardare due portieri che hanno fatto la storia del calcio: Gigi Buffon per la sua personalità ed Iker Casillas per la sua eleganza”. I sogni di Carrieri, ragazzo che spesso si è rialzato dopo periodi bui, sono quelli di ogni giovane portiere: “Sogno di giocare in un ‘Via del Mare’ pieno di tifosi che mi caricano, ma il mio sogno più grande (seppur rimarrà tale) è la Juventus, la mia squadra del cuore”.

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