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pallone Lega pro 2013-2014LECCE (di Italo Aromolo) – E play-off siano. Dopo un’entusiasmante rimonta in campionato, il Lecce ha ceduto il passo al Pisa di mister Menichini e ha visto svanire il sogno della promozione diretta: l’approdo in Serie B passerà ora per le forche caudine degli spareggi, che la squadra di mister Lerda disputerà dall’alto di quel terzo posto finale ormai matematicamente acquisito nonostante il turno di riposo ancora da osservare. Gli spareggi dalle mille variabili, non a caso da tutti etichettati come “un campionato nel campionato”, presentano in questa particolare edizione di Lega Pro 2013/’14 ulteriori anomalie rispetto al di per sé discutibile “dentro o fuori”: parliamo dell’inedita formula che prevede la disputa dei quarti di finale e del mancato vantaggio effettivo per chi si fosse meglio piazzato in classifica al termine della regular season. In previsione di un auspicabile cammino a lungo termine dei giallorossi salentini, è bene fare il punto della situazione su punti di forza e debolezze delle final-eight che si contenderanno l’accesso in Cadetteria, in attesa di conoscere il risultato dello scontro diretto tra Perugia e Frosinone che completerà la griglia.

SALERNITANA- Punti: 46. Posizione: 9^. Top-scorer: Mendicino (8). Condizione: medio-bassa.

salernitana greenCosa va. L’indiscusso valore di una rosa molto esperta che è stata allestita per vincere il campionato, insieme al fattore “Arechi” capace di rendere una bolgia infernale anche la più blanda delle amichevoli estive, sono soltanto due tra i motivi per cui la Salernitana sia ritenuta dagli addetti ai lavori come l’avversario più temibile delle otto pretendenti. Caricata a pallettoni dal presidente Claudio Lotito e dal neo-tecnico Angelo Gregucci, viaggia sulle ali dell’entusiasmo per la recente conquista della Coppa Italia di Lega Pro.

Cosa non va. L’effetto Gregucci sembra si stia lentamente dileguando, come testimonia il solo successo contro il Pisa nelle ultime 5 apparizioni. Ad una condizione fisica in leggera fase calante, si aggiungano i problemi strutturali nell’impostazione del gioco: raramente si è visto quel collettivo che crei avvolgenti trame offensive, a scapito di un gioco la cui efficacia passa soprattutto per le intuizioni dei singoli e le azioni di contropiede.

PONTEDERA- Punti: 46. Posizione: 8^. Top-scorer: Grassi e Arrighini (14). Condizione: media.

Pontedera, leccezionaleCosa va. Sembra aver pienamente superato la lunga crisi autunnale quello che con ogni probabilità sarà il primo avversario del Lecce: forte di una condizione in crescita esponenziale (3 vittorie nelle ultime 4 partite, unica sconfitta nella tana della capolista Perugia), il Pontedera può fare affidamento su un attacco di assoluta qualità, rappresentato dai gemelli del gol Luigi Grassi e Andrea Arrighini (28 gol in due, equamente distribuiti). Da non trascurare anche la spensieratezza con cui la matricola di turno può affrontare i titani del torneo senza alcunché da perdere.

Cosa non va. Una difesa da horror al cui cospetto si invocherebbe Zeman come maestro del catenaccio: con 45 gol incassati (peggior difesa del campionato), della retroguardia granata si ricordano soprattutto le figuracce contro Frosinone (0-5) e Prato (2-4). In gare secche ad alto rischio di tensioni e nervosismi, pagherà l’inesperienza dei suoi 22,8 anni di età media che la fanno la squadra più giovane tra le prime nove. Lo scarso seguito di pubblico potrebbe far sì che anche le gare al “Mannucci” si trasformino in insidiose trasferte con il pubblico di fede avversaria presente in netta maggioranza.

PISA- Punti: 49. Posizione: 7^. Top-scorer: Arma (15). Condizione: alta.

Pisa-Lecce 2013-14Cosa va. Il fotogramma della squadra che festeggia sotto la curva l’impresa contro il Lecce è il termometro dell’entusiasmo che si respira in Toscana, dove la voglia di riscatto per la finale play-off persa amaramente lo scorso anno, la nuova linfa portata da mister Menichini, il ritrovato stato di forma di alcuni elementi-chiave come Giovinco e Arma e il clima di festa per i 105 anni di storia del club rappresentano il miglior biglietto da visita (il peggiore per gli avversari…) di questo Pisa. Ha costruito le sue fortune sulla base di un fortino difensivo con appena 26 gol al passivo (terza miglior difesa del torneo).

Cosa non va. Squadra anch’essa molto giovane (età media pari a 23, 7 anni), il suo potenziale realizzativo resta fortemente condizionato dall’Arma-dipendenza: dietro al marocchino, autore di 15 gol in stagione (9 nelle ultime 11 gare) si apre una voragine di sterilità tra gli altri 4 attaccanti, capaci di raggranellare in tutto soltanto 11 gol. In picchiata le quotazioni dei cosiddetti senatori, tra cui i deludenti over-30 Favasuli, Mingazzini, Sabato e Mannini.

BENEVENTO- Punti: 50. Posizione: 6^. Top-scorer: Evacuo (13). Condizione: media.

Curva Benevento striscioni vs LegaCosa va. Il suo reparto offensivo è un rullo compressore di rara potenza ed efficacia: capeggiato dal bomber Evacuo, ha all’attivo la cifra-record di 55 gol realizzati (nessuno meglio nei due gironi). Dà il meglio di sé tra le mura amiche del “Vigorito” (dove ha conquistato ben 10 vittorie e 34 punti). Reduce da un filotto di 10 punti nelle ultime 4 partite, può contare sull’esperienza del tecnico Fabio Brini, autentico mago di promozioni in Serie B (ne ha già conquistate 4 con Ancona, Salernitana e Carpi, delle quali 3 passando proprio per i play-off).

Cosa non va. La grande spada di Damocle del Benevento è quella discontinuità di rendimento che non gli ha mai permesso di fare il salto di qualità verso le primissime posizioni in classifica: anche nel corso della stessa partita, alterna perle di calcio-champagne ad attimi di totali black-out. A fare da contraltare alla splendida cavalcata casalinga si registra un pessimo ruolino in trasferta: soltanto 16 punti e 3 vittorie, meglio del solo Barletta.

L’AQUILA- Punti: 52. Posizione: 5^. Top-scorer: De Sousa (10). Condizione: medio-alta.

l'aquila foto 1Cosa va. Il suo gioco operaio e al tempo stesso sbarazzino, caratterizzato dalla capacità di difendersi tipica della “provinciale” che attende l’avversario per poi ferirlo in contropiede con le folate offensive dei suoi uomini migliori (De Sousa e Del Pinto), ha meravigliato gli occhi di quanti la matricolavano per meteora dopo i primissimi exploit: la creatura di mister Pagliari, che ha dalla sua l’amalgama di un gruppo che già lo scorso anno ha vinto gli spareggi con lo stesso tecnico alla guida, è inarrestabile quando gioca lontano dal “Fattori” (9 vittorie e 30 punti in 16 gare, record del girone).

Cosa non va. Ai fisiologici limiti tecnici di una neo-promossa, si sommano preoccupanti deficit caratteriali nel cambiare l’inerzia delle gare: il L’Aquila non ha mai vinto dopo che l’avversario è passato in vantaggio. Potrebbero costare care agli abruzzesi quelle reiterate distrazioni nei finali di partita che li hanno visti incassare ben un terzo dei gol (9 su 28) nell’ultimo quarto d’ora di gioco.

CATANZARO- Punti: 54. Posizione: 4^. Top-scorer: Fioretti (12). Condizione: alta.

Cosa va. La miglior difesa d’Italia (media di 0,54 gol subiti a partita) è non a caso la leccezionale.itquarta forza del campionato: rivale coriaceo e molto ben organizzato, ha perso soltanto 3 partite, l’ultima delle quali il lontano 19 gennaio al “Matusa” di Frosinone (3-0). Non c’è nessun calciatore che risulti imprescindibile per le alchimie di mister Brevi: il surplus, in ottica play-off, può essere la forza del collettivo.

Cosa non va. Se una squadra colleziona “under” a ripetizione (22 su 31 gare), è anche demerito dell’attacco, il peggiore tra le prime 12 classificate (media 1,1 gol realizzati a partita). I gol su calcio piazzato sono centellinati, così come è del tutto nullo l’apporto dei difensori alla causa del gol. I pareggi contro Gubbio, Barletta, Viareggio e Ascoli, insieme agli zero nelle caselle rimonte “sconfitta al termine del primo tempo-vittoria finale” e “sconfitta al termine del primo tempo-pareggio finale” rivelano le difficoltà calabresi nel fare la partita contro avversari chiusi a riccio, debolezza che potrebbe risultare fatale nel caso di eventuale svantaggio nel turno secco.

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