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pistaLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Altri veleni, altra adrenalina, altre polemiche ma anche tentativi di riportare la quiete nelle tre piazze coinvolte nella volata-promozione in Cadetteria dopo il 30° turno del girone B del campionato di Prima Divisione di Lega Pro. Il Lecce è stato semplice spettatore (“comoda” vittoria 3-0 a tavolino con la Nocerina radiata), ma interessatissimo, della bagarre in vetta alla classifica in cui la capolista Frosinone e la sua immediata inseguitrice Perugia hanno fatto punti nei recuperi dei rispettivi match con Salernitana ed Ascoli.

Un clima infuocato a poche giornate dal termine di un campionato tra i più anomali che si ricordino e che rischia di diventare incandescente da qui fino alla fine della stagione. La lotta per la promozione diretta in Serie B, ma anche quella da conquistare attraverso la lotteria dei play-off è un bene troppo importante per lasciarselo sfuggire dopo una stagione da protagonisti ed il clima di sospetto ed i malumore che si generano domenica dopo domenica fanno sì che nei tre grossi capoluoghi di provincia la “febbre” da salto di categoria possa provocare rivalità che vadano ben oltre il semplice antagonismo sportivo.

E così, registriamo le ennesime “chicche” degli arbitri, dei tifosi che si accapigliano sui forum dei social network ed dei dirigenti dei club che non mancano occasione per lanciarsi cannonate ad alzo zero. Ieri, ad esempio, in occasione della rete dell’1-1 ciociaro con la Salernitana, le immagini televisive mostrano l’arbitro portare il fischietto alla bocca per (sembrerebbe) fischiare una punizione in favore dei campani per un fallo al limite dell’area. Nell’esitazione avuta, Sacchi di Macerata non usa il fischietto ed ecco che Daniel Ciofani sigla implacabile il pari con la gara cambia inerzia.

Ad Ascoli, con i bianconeri in vantaggio di un uomo e che avevano sprecato per tutta la partita almeno 3 nitide occasioni da gol, l’arbitro Marini di Roma espelle due giocatori per parte, assegna 5 minuti di recupero ed i biancorossi di Camplone acciuffano la vittoria nel… recupero del recupero, ben oltre cioè il 50°, con Sprocati entrato in campo da pochi minuti. Ci sta. Ci può stare tutto. Ma appare “strano” che nella domenica in cui stava per succedere quel “terremoto” che a Lecce si attende invano da mesi, a gare abbondantemente finite, si sia riscritto il finale di questa stagione che si presta a troppe interpretazioni per non creare dubbi e sospetti. Il che equivale alla ricetta meno indicata per l’albagia dei vertici della Lega Pro che intanto sbandierano ancora la presunta spettacolarità e regolarità di questo campionato senza retrocessioni e con una formula assai discutibile dei play-off.

Nicola Ottaviani sindaco FrosinoneAd ogni modo, assistiamo su altri fronti alla pur lodevole iniziativa del sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani che ha inviato una lettera aperta ai suoi colleghi di Lecce, Paolo Perrone e di Perugia, Wladimiro Boccali in cui invita le parti chiamate in causa a fungere da calmieratori in una situazione che rischia di diventare ben più esplosiva di quanto non lo sia stata finora. Una sorta di mettere le mani avanti, insomma, anche in prospettiva futura, visto che i “canarini” sono attesi tra soli 15 giorni dalla trasferta-verità al “Via del Mare” e lì sì che si potrebbe decidere buona parte della lotta per la promozione.Paolo Perrone

Nella sua missiva, il primo cittadino frusinate scrive: “Credo che il calcio sia prima di tutto un gioco, oltre che una fede sportiva e, quindi, il tutto debba essere riportato su un piano di rispetto delle forme e dello stile. Mi sembra che in questo ultimo scorcio del campionato si stiano ponendo problemi di ordine pubblico che condizionano, più che il risultato, lo steso diritto dei tifosi e delle compagini sociali a seguire i propri beniamini in trasferta. Abbiamo ancora molto da apprendere, nell’ambito del calcio, da ciò che avviene in altri sport di squadra a grande vocazione popolare, come lo stesso rugby, dove in campo volano anche colpi duri, ma fuori dal rettangolo di gioco regna il rispetto tra tifosi, pure nei derby”.

Wladimiro Boccali sndaco PerugiaLa lettera del sindaco prosegue poi così: “I sindaci di Perugia e Lecce faranno il possibile perchè anche l’ultima parte di questo campionato sia un’occasione di festa per i tifosi e per le famiglie e non invece, motivo di criticità per i nostri territori. Del resto dobbiamo promuovere il calcio come veicolo di formazione sociale e culturale e non come presupposto di contrasto viscerale“.

Parole su cui non si può eccepire e che vanno applaudite. Però, provi il buon Ottaviani a convincere i tifosi ed i dirigenti dell’U.S. Lecce (e non solo loro…) che le partite vinte oltre il tempo di recupero, o con magnanimi rigori concessi, espulsioni decretate “allegramente”e gesti antisportivi possano essere digerite come un omogeneizzato da un neonato. Magari avrebbe fatto meglio il primo cittadino laziale ad invitare il D.G. Salvini a dichiarare pubblicamente di quali “oscuri segreti” sia mai a conoscenza o di smentire tali e gravi affermazioni che, nei fatti, hanno avvelenato i rapporti con Perugia e Lecce ed alimentato l’odioso clima da caccia alle streghe.

leccezionale.itDa parte sua, la famiglia Tesoro resta trepidante alla finestra, in attesa di arrivare alla sfida-verità col Frosinone e fare del silenzio la migliore virtù. Se poi sarà stato o meno un atteggiamento “pagante” lo dirà il campo prima ed il tempo poi. Nel bel mezzo c’è la prossima tappa, fondamentale, di Grosseto. Si torna in Maremma dopo l’amara parentesi in Coppa Italia di Lega Pro in cui i toscani sconfissero i giallorossi senza attenuanti. Ma stavolta sarà campionato ed il Lecce non intende lasciarsi scappare la ghiotta occasione di presentarsi alla gara contro la compagine di mister Roberto Stellone magari con solo un clamoroso -1 in classifica e giocarsi lì tutte le chance di tornare in serie B.

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