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Rotunno 3LECCE (di Gabriele De Pandis) La bella favola della “Berretti”, squadra che sta dominando il proprio campionato, non è stata facile come molti potrebbero erratamente ipotizzare. Il lavoro quotidiano del direttore Matteo Lauriola e di mister Pedro Pablo Pasculli sul campo d’allenamento di Villa Convento ha costruito una corazzata che riesce ad andare avanti a suon di successi. Le tante vittorie non devono sminuire l’apporto dello staff, attività vitale per far raggiungere la giusta quadratura a una squadra che nella propria rosa è carente di interdittori di centrocampo.

Francesco Rotunno, giovane atleta di grandissimo spirito di sacrificio, è l’unico interprete dei Pasculli-Boys dotato del profilo del mediano incontrista “ruba palloni”. Il ragazzo, spesso partito dalla panchina e buttato nella mischia per mettere in ghiaccio qualche risultato utile, ha sempre risposto ‘presente’ alle chiamate del mister.

Centrocampista duttile– Rotunno incarna il prototipo del centrocampista moderno, al servizio della causa della propria squadra: “Sono un centrocampista centrale, ma posso giocare anche da esterno e da terzino. Mi trovo bene nei moduli con i due centrali di centrocampo, come il 4-2-3-1 del mister”. Il ragazzo di Maruggio descrive così le sue qualità: “Mi piace tenere la palla tra i piedi, ma se c’è da correre e da recuperare sono il primo a farlo, a volte anche per i miei compagni”.

Rotunno 2Ottimo campionato– I Pasculli-Boys volano in campionato e Rotunno è felice del successo giallorosso: “Il torneo è impegnativo, ma riusciamo a figurar bene in quasi tutti i campi. Cosa ci manca? Dobbiamo essere un po’ più furbi”. Sul piano personale, il buon rendimento del giovane centrocampista tarantino ha portato alla serie di presenze da titolare: “Sono contento, vedo ripagati gli sforzi fatti da agosto; sono un tipo che dà sempre il massimo in allenamento e penso di meritarmi questa ribalta. In ogni caso devo migliorare molto in ogni aspetto, sia fisico sia tecnico”.

Sempre uomo-ovunque– Rotunno, nato il 2 gennaio 1996, ha costruito la sua elasticità di ruolo fin dai primi passi: “Prima di venire a Lecce ho giocato due anni a Taranto. Lì, nelle squadre ‘Giovanissimi’ e ‘Berretti’ ho giocato esterno sinistro alto e terzino sinistro”. Il passaggio nel ruolo di centrocampista centrale costringe il ragazzo a studiare i trucchi del mestiere dal “signore” dei centrocampisti azzurri: “Il mio modello è Pirlo, l’eccellenza dei centrocampisti europei”. Il tanto spirito di sacrificio, qualità peculiare di Rotunno, si nota anche nelle ambizioni extra-calcistiche: “Desidero trasferirmi qui anche per motivi di studio, vorrei studiare giurisprudenza dopo il diploma”.

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