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Lecce, leccezionale.itLECCE (di Massimiliano Cassone) – Il Lecce continua a vincere e ci riesce nel migliore dei modi, calandosi nella mentalità della categoria; e non è da sottovalutare questo, perché l’anno scorso fu proprio quel “quid” che mancò, determinando il fallimento stagionale. C’erano troppe “prime donne”, almeno così si diceva. Superfluo ma obbligatorio ricordare, per onestà intellettuale, che quest’anno, dopo il reset chiesto da tutti e attuato dalla famiglia Tesoro, l’avvio è stato scioccante ed in pochi credevano che potesse accadere quello a cui stiamo assistendo domenica dopo domenica.

Noi ci abbiamo sempre creduto, al punto che qualcuno ci additava come testata “di parte”; ad oggi, i risultati ci danno ragione: la compagine era ben allestita, bisognava avere pazienza. Ora il Lecce non è soltanto una buona squadra, ma è un gruppo di grandi uomini con al comando un generale intelligente ed un capitano dal cuore grande. Ieri, Fabrizio Miccoli è andato in panchina senza proferir parola o “cinguettare” qualcosa ed è stato il dodicesimo in campo, incitando i compagni poi, quando è stato chiamato a fare il suo ingresso sul rettangolo verde, lo ha fatto da professionista immenso, creando in pochi minuti due limpide palle gol. Per non parlare di Beretta e Zigoni. Sono stati zitti e muti lavorando, sudando, dimostrando a Lerda di essere pronti sempre. Complimenti a tutti: comunque vadano le cose, quest’anno i giallorossi stanno facendo vivere ai propri tifosi una stagione esaltante.

Vero è, però, che ancora tutto è possibile, basta vedere la “dea bendata” che ieri ha abbandonato il Frosinone in quel di Pontedera per capire che nulla è ancora scritto in modo definitivo. La capolista infatti, nonostante l’uomo in più per 76 minuti ed il vantaggio iniziale, scivola e perde per 2-1. Sarà stato un colpo d’ansia da prestazione quello accaduto all’undici di mister Stellone? Nelle prossime domeniche capiremo meglio se quel primo posto dei ciociari è più frutto della fortuna oppure d’altro, senza dimenticare che siamo ancora in attesa di conoscere gli oscuri segreti che qualcuno ha detto di sapere. E già perché è proprio dopo quelle dichiarazione, ma è soltanto un caso sicuramente, che il Perugia di Camplone è in caduta libera e non riesce più a vincere. Ora il Grifo è lì ad un centimetro dal Lecce.

Franco Lerda e Antonio Tesoro 2La squadra di Lerda mette in cassaforte la tredicesima vittoria stagionale ricordando a tutti che dall’approdo del tecnico di Fossano è quella che ha collezionato più punti. E non vogliamo ritornare sui torti arbitrali subiti, in primis le decisioni del signor Abisso, non osiamo pensare dove potrebbe essere il Lecce se non fosse accaduto nulla di strano. Oramai è tardi per pensare al passato, includendo anche le cinque sconfitte iniziali; bisogna pensare al presente e chissà, magari, il futuro sarà ridente.

Nessuno pensi che la strada sia in discesa ma bisogna crederci nonostante tutti, e in tanti, predichino prudenza ed umiltà; questo Lecce è più forte delle altre, in questo momento è così. Bisogna pensare gara dopo gara, come piace a Franco Lerda, senza perdere, però, la speranza che il percorso rispetto allo scorso anno è inversamente proporzionale: avvio da urlo l’anno scorso con rush da grida e pianti, avvio da pianto con rush finale da urlo quest’anno. Solo il tempo svelerà l’arcano, ad iniziare da quegli oscuri segreti di cui “qualcuno” sarebbe a conoscenza; ci vuole pazienza…

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