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Quinta serata del 64esimo Festival della canzone italiana - Finale
Arisa, foto fonte web

(di M. Cassone) –  Il 64° Festival della canzone italiana sarà ricordato quale una delle edizioni con le critiche più aspre e come uno tra quelli con gli ascolti televisivi più bassi. Se dovessimo impostare l’ago di un’ipotetica bilancia dalla parte del flop o del top non avremmo dubbi.

Aperto tra le polemiche per  i due “aspiranti suicidi” dalla balaustra e proseguito come una kermesse del ricordo volto a “scongelare” il passato, il palco del Teatro Ariston ha ospitato le gemelle Kessler, Franca Valeri, Claudia Cardinale, Raffaella Carrà, Renzo Arbore e perfino il mago Silvan che si è cimentato nel numero d’illusionismo che ha visto protagonista Luciana Litizzetto.

Alla fine, ha vinto Arisa col brano “Controvento”; la cantante che sa creare un feeling immediato tra lei ed il pubblico, protagonista di un cambiamento multiplo di look in questi anni che ha davvero del sorprendente, ha avuto la meglio sulla coppia Raphael Gualazzi & Bloody Beetroots (con la sua strana maschera a mo’ di Uomo Ragno) e Renzo Rubino.

A risentire le canzoni, a sipario ormai calato, possiamo affermare che sono tutte e tre sufficientemente orecchiabili e sicuramente sono tra le meno peggio. Come ogni anno, però, (ma questo è normale) tutti avrebbero voluto ascoltare altra musica; è dispiaciuto per colui che tutti davano come vincente, Francesco Renga, per Giusy Ferreri e compagnia cantante, ma il Festival della Canzone Italiana è anche questo: la manifestazione degli scontenti.

Bravo come sempre il comico Maurizio Crozza, che nel suo intervento ha  brillato con tutta la sua intelligenza artistica, illuminando un po’ il grigiore di una serata che rischiava di diventare altrimenti assai noiosa.

Sicuramente, di questa 64^ edizione, i momenti più belli che verranno ricordati dagli italiani sono le esibizioni di Claudio Baglioni e Luciano Ligabue, due artisti senza tempo, figli di una nazione (che ormai viaggia a corrente alterna) in cui il talento veniva fuori ed i poeti regalavano emozioni senza tempo.

Vincitore del Premio della critica “Mia Martini” è stato il figlio d’arte Cristiano De André con il brano “Invisibili”, scartato la prima sera (è paradossale); la rivelazione di questo Festival, ossia i Perturbazione vincono invece il premio della Sala Stampa.

Cala dunque il sipario su una certezza che vedrà la luce nei prossimi mesi: l’anno venturo Fabio Fazio e Luciana Litizzetto sicuramente lasceranno il testimone della conduzione ad altri. Quest’anno è andata così, un po’ come va l’Italia, in slalom tra quello che poteva essere e ciò che non è stato. In un futuro prossimo si dovrà pensare a restituire la giusta “etichetta” al Festival di Sanremo, magari ritornando a selezionare in modo più attento ed oculato i brani. Ma si sa: de gustibus

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