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LECCE (di Italo Aromolo) – Gubbio: immagine gubbiouna fame da lupi. E non solo perché si gioca all’orario di pranzo o perché siamo nella cittadina umbra che fa proprio del lupo, legato alla figura di San Francesco, il suo animale simbolo. Il Gubbio, prossimo avversario del Lecce di Franco Lerda nell’inedito lunch-match di domani, è al bivio della sua stagione, trascorsa fin qui nel limbo della medio-bassa classifica ma pronta alla svolta; la formazione eugubina, rivitalizzata dall’arrivo del tecnico Giorgio Roselli al posto dell’esonerato Christian Bucchi, occupa la 12esima posizione in classifica con 29 punti in cascina: rendimento forse non eccezionale, ma del tutto rivalutabile nell’ottica di una squadra costruita al risparmio e infarcita di giovani (età media di poco superiore ai 23 anni), che fino a poche settimane collezionava pesanti sconfitte e che oggi invece, a seguito di una netta inversione di tendenza nel gioco e nei risultati, può dare uno sguardo non certo timido al treno dei desideri dei play-off, distante solo 2 punti (la nona piazza è occupata dalla Salernitana, a quota 31).

roselliL’era Roselli e il mercato di gennaio: nel 2014 è Gubbio-revolution. Lo scorso 15 gennaio, l’umiliante debacle casalinga contro i cugini umbri del Perugia (0-5) è costata la panchina a Christian Bucchi: l’ex tecnico del Pescara, tatticamente fedelissimo al 4-3-3, era riuscito conquistare il discreto bottino di 20 punti in 17 giornate, condito anche da alcune prestazioni particolarmente brillanti, come quelle che hanno fruttato le vittorie contro L’Aquila (2-1) e Pisa (1-0) e i pareggi contro Lecce (1-1) e Catanzaro (1-1). La decisione del presidente Marco Fioriti di dare una scossa alla squadra evidentemente riflette la ferma volontà della dirigenza di voler puntare all’obiettivo play-off: è chiamato a tale impresa Giorgio Roselli, vecchia volpe del calcio italiano con una ventennale esperienza di allenatore alle spalle (lo scorso anno ha affrontato già affrontato il Lecce di Lerda alla guida del Pavia) ed un altrettanto lunga carriera di calciatore (ex centrocampista di Pescara, Bari e Bologna). Con Roselli il Gubbio ha ingranato la quarta e ha incamerato la bellezza di 9 punti nelle ultime 4 partite, ruolino di marcia secondo a nessuno nell’ultimo mese di campionato: alla sconfitta nella tana della Salernitana al debutto del nuovo tecnico (un 2-1 peraltro immeritato, scaturito da due disattenzioni della difesa umbra, che hanno portato alla rimonta dei padroni di casa negli ultimi 10 minuti) sono seguite le convincenti vittorie contro le compagini toscane del Prato (1-0) e del Viareggio (2-0) in casa, e Grosseto (1-2) in trasferta. Nell’ultima giornata di campionato la risalita del Gubbio ha subito una brusca frenata in quel di Benevento, dove i rossoblù sono incappati in un netto kappaò (un 3-0) che ha evidenziato come, per reggere l’urto dinanzi a compagini con un tasso tecnico ben più elevato, non siano pienamente sufficienti la pragmatica organizzazione difensiva, le continue sovrapposizioni degli esterni offensivi e le brucianti ripartenze in contropiede che hanno fin qui caratterizzato il nuovo corso tattico targato Roselli.

CaccavalloOltre alle novità tecnico-tattiche, anche il calcio-mercato invernale ha apportato notevoli cambiamenti in casa rossoblù. Sempre nel segno di una ormai consolidata partnership con il Parma (squadra cui il Gubbio funge da vero e proprio “satellite” a cui inviare giovani da valorizzare) sono approdati in Umbria ben sette nuovi elementi, tra cui il rapido attaccante Marcello Falzerano e la seconda punta, ex Ischia, Antonio Schetter (due calciatori offensivi che hanno la qualità di non dare punti di riferimento alle difese avversarie) e i giovani centrocampisti Badara Sarr, senegalese, e Bright Addae, ghanese, entrambi in prestito dal Parma (come del resto i rimanenti 15/26esimi dei componenti della rosa). A fare da contraltare alla nidiata di nuovi acquisti, si registrano otto cessioni, tra le quali spicca la dolorosa separazione da capitan Briganti, che dopo 7 anni lascia Gubbio, destinazione Monza.

Sistema di gioco e interpreti: duttilità tattica per un 4-4-2 o un 5-4-1. E occhio alle fasce. I calciatori non devono correre troppo, ma bene, e devono sempre giocare in coppia, aiutandosi l’un l’altro” è il mantra che Roselli va ripetendo costantemente fin dai primi giorni della sua esperienza eugubina. Ed in effetti, tale idea di calcio sta trovando la sua perfetta applicazione nei sistemi di gioco adottati fin qui dal mister: un 4-4-2 (o sovente un 4-5-1) che valorizza altamente il lavoro degli esterni sulle corsie laterali, continuamente dediti a inserimenti, tagli, triangolazioni e cross. Non mancano nomi di qualità nel ricoprire i ruoli degli assi laterali: tra i terzini, sono inamovibili i due titolari Andrea Giallombardo, veterano 33enne con un passato tra Serie A e B con le maglie di Ascoli e Livorno, e Giovanni Bartolucci, alla quinta stagione di militanza in maglia rossoblù e migliore del reparto per media voto (6,17). Davanti a loro, agiscono come tornanti d’attacco il 21enne Nicola Malaccari, già autore di un gol contro il Benevento, e Giuseppe Caccavallo, capocannoniere della squadra con 4 centri ed ex della partita (ha giocato in Salento nella stagione di Serie B 2006/’07, quando ha realizzato 2 gol in 11 partite). Emblematica di come siano le corsie esterne il vero punto di forza della squadra umbra è l’azione che ha portato al gol del vantaggio nella gara contro il Viareggio: Giallombardo si avventura sulla fascia sinistra, scambia con Caccavallo sulla destra, taglia tutto il campo ed è riservito dallo stesso Caccavallo: il triangolo si conclude con la conclusione di prima intenzione dell’ex Ascoli che trafigge la porta avversaria.

Contro il Lecce, a protezione della spina dorsale della squadra ci sarà l’estremo difensore 22enne Matteo Pisseri, autentica rivelazione di questo campionato e reduce dall’ottima prestazione (rigore parato per lui) contro il Viareggio; Gianmarco Ferrari, autore del gol nella gara di andata, e l’ex Andria Angelo Tartaglia, andranno a comporre la coppia di centrali di difesa, mentre il polivalente Andrea Baccolo (scampoli di Serie B per lui nel 2009 con la maglia del Padova) e l’ultimo arrivato Addae faranno breccia a centrocampo. In attacco, si contendono due maglie in tre: partono avvantaggiati i due rinforzi di gennaio Falzerano e Schetter, ma ha qualche chance di partire dal’1 anche Alessandro Luperini, i cui 3 gol in sole 7 apparizioni rappresentano una seria candidatura al posto da titolare.

Dal ritiro di Roccaporena, dove per trovare la giusta concentrazione la banda rossoblù prepara la delicata sfida con il Lecce già dall’inizio della settimana, trapelano buone notizie per il regista marsigliese Rodrigue Boisfer (oltre 100 presenze in Serie B), al rientro dopo due mesi di infortunio ma comunque non arruolabile, almeno a pieno regime; out per motivi fisici anche il centrocampista 19enne Michele Moroni e l’attaccante brindisino Vito Falconieri. Nessuno squalificato, statistica che appare piuttosto sorprendente visti i 65 cartellini gialli complessivi che, oltre ai 10 rossi, fanno del Gubbio la squadra più cattiva del torneo.

fioriniL’ambiente: la carica dei 3000 tra vino e porchetta. Non solo l’importanza della posta in palio ed il blasone dell’avversario per caricare di significati particolari questo Gubbio-Lecce e richiamare al “Pietro Barbetti” l’intero popolo eugubino (le presenze medie si attestano sulle 2000 unità, ma contro il Lecce si dovrebbe superare il picco dei 3000). In occasione della prima volta nella propria storia che il Gubbio giocherà una gara ufficiale all’orario di pranzo, il patron Fioriti ha infatti lanciato un’originale iniziativa: offrirà un pranzo a base di porchetta e vino a tutti i tifosi che si assisteranno alla gara: saranno allestiti dei tendoni all’esterno dello stadio presso i quali i tifosi di entrambe le squadre potranno recarsi prima, all’intervallo ed al termine della partita. Gli ingredienti ci sono tutti per una bella giornata di sport, non solo in campo, dove si prevede una gara vivace e combattuta tra due squadre in piena corsa per i rispettivi obiettivi, ma anche e soprattutto fuori, dove le due tifoserie, in perfetto stile British, potranno dar vita a vari momenti di incontro e confronto tra un bicchiere di vino e l’altro.

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