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sciarpata ultrà curva nord lecceLECCE (di Massimiliano Cassone) – Brividi al “Via del Mare” e non certo per il freddo, che nel Salento non punge mai come in altre parti d’Italia, e nemmeno per la pioggia, che in modo moderato è caduta sul capoluogo salentino negli ultimi due giorni; i brividi sono per la grande sfida tra Lecce e Perugia. Indubbiamente due formazioni di ben altra categoria che rivangano gli anni in cui spopolavano nelle serie maggiori regalando ai propri tifosi il palcoscenico del grande calcio. 41 punti per la capolista e 34 per il Lecce; la squadra di Camplone giunge nella terra dei due mari con un doppio risultato utile da centrare, anche un pareggio per i biancorossi potrebbe essere la panacea domenicale alle “vertigini” da vertice. Il Lecce deve soltanto vincere. Vincere per continuare a sognare, vincere per accorciare le distanze, ma non riesce a farlo. E in una gara che regala tantissime emozioni, s’impone 3-4 il Perugia che dimostra di essere, non a caso, la prima della classe. È forte l’undici umbro, si sapeva, non serviva questa vittoria al Via del Mare, c’è da dire però che il Lecce non demerita, gioca bene e avrebbe potuto almeno raccogliere un punto, ma è vittima non solo della scaltrezza e della potenza dell’avversario ma anche di una serie di episodi di una domenica “no”.

Mister Camplone fedele al 4-3-3 manda in campo: Koprivec a difendere la porta; Vitofrancesco a destra, Massoni e Scognamiglio centrali, Comotto a sinistra; Nicco, Gomes Filipe, Moscati a centrocampo; Mazzeo, Eusepi ed Ayres Fabinho sulla linea offensiva.

Franco Lerda oppone, al volo del grifone, il suo solito credo e getta nell’arena: Perucchini; D’Ambrosio a destra, Diniz ed Abruzzese centrali, W. Lopez a seminar terrore a sinistra con Salvi e Amodio ad interdire dietro ai trequartisti Bogliacino, Ferreira Pinto e Doumbia e in attacco il capitano, Fabrizio Miccoli che scende in campo, attesissimo, dopo l’acciacco di metà settimana.

PRIMO TEMPO –  A dispetto di quello che si potesse pensare alla vigilia, il terreno di gioco sembra aver drenato abbastanza bene l’acqua delle ultime ore ed appare in condizioni sufficientemente accettabili. Pioviggina al fischio d’inizio e il vento rinfresca l’aria.

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Il rigore di Miccoli

La partita incomincia con una sortita offensiva degli ospiti e con Fabinho recuperato in corsa da Diniz che, in scivolata, gli estirpa la sfera dalle gambe, il centrale brasiliano fa però temere per il peggio per un problema ad un ginocchio ma dopo le cure sanitarie rientra nell’arena.

I grifoni però insistono ed al 4° minuto D’Ambrosio prima sbaglia un disimpegno e poi atterra Fabinho in area. Cifelli ammonisce il giallorosso e fischia il penalty che Eusepi non sbaglia. Perugia in vantaggio e gara subito in salita per i giallorossi.

I ragazzi di Lerda, per nulla intimoriti o intontiti, si riversano nella metà campo avversaria e la gara diventa subito ispida e nervosa, con i calciatori che non si risparmiano sportellate a centrocampo.

Al 13° Bogliacino viene atterrato in area da Massoni ma per Cifelli non è rigore; la sfera carambola sui piedi di Doumbia che lascia partire un missile che scheggia il palo della porta avversaria. Al 15°, decisione molto discutibile dell’arbitro che, su segnalazione dell’assistente, fischia a Miccoli un fuorigioco molto dubbio. Un minuto dopo è ancora il Lecce ad attaccare; Bogliacino, servito da Doumbia, spara in porta ma la palla carambola tra le gambe dei due centrali. Al 17° Fabinho corre tra le linee, ha un altro passo rispetto a Diniz, ma Perucchini esce a kamikaze ed evita il peggio. Partita avvincente, ritmi alti con continui capovolgimenti di fronte. E nella baraonda di gioco è il Perugia a trovare il raddoppio con Moscati al 25°; il numero 7 perugino, da fuori area, disegna una parabola imprendibile per Perucchini, dopo aver raccolto un passaggio di Fabinho a Eusepi che, con un “velo”, lo mette in condizioni di calciare e di battere a rete dal limite.

Nonostante il Lecce tenti di giocare senza paura, consapevole di poter raddrizzare la partita, la squadra di Camplone, velocissima nelle ripartenze, va vicina al terzo gol ancora con Moscati al 38° che in contropiede impegna severamente Perucchini. Al 42° è calcio di rigore per il Lecce, Doumbia entra in area e Vitofrancesco lo “stende”; Cifelli non può fare a meno di fischiare. Miccoli cattura la sfera, l’accarezza e la posiziona sul dischetto, il tempo si ferma al “Via del Mare” mentre il numero 10 calcia; batte il portiere, gonfia la rete e accorcia le distanze suonando la carica. Il Lecce c’è. Il primo tempo termina dopo due minuti di recupero con i giallorossi proiettati in avanti e lasciando presagire ad un secondo tempo spettacolare.

SECONDO TEMPO – Lerda stravolge la formazione e manda in campo Beretta al posto di Ferreira Pinto e Barraco al posto di Salvi. Trazione anteriore per i giallorossi che trovano subito il gol. Passa appena un minuto e Barraco crossa al centro, Scognamiglio alza la sfera di testa, Beretta stoppa di punta e calcia in porta sul secondo palo di potenza e realizza un gol bellissimo all’incrocio dei pali: è il 2-2 e gara tutta ancora da giocare. Il Perugia s’innervosisce e dopo due minuti l’arbitro commette un altro errore espellendo Lerda entrato in campo per calmare Comotto. L’esterno perugino lo spinge ma per Cifelli è il tecnico di Fossano ad aver torto. Subito dopo, la squadra di Camplone trova il terzo gol con Scognamiglio che, su calcio d’angolo, incorna e batte Perucchini. E’ il 2-3, in una partita che regala emozioni a non finire.

Il Lecce attacca con tutti gli effettivi ed al 63° Doumbia riceve un pallone con il contagiri da W. Lopez, dribbla l’avversario e tira in porta ma Koprivec si salva. Un minuto dopo è ancora la squadra giallorossa ad andare vicina al gol con D’Ambrosio che arriva però in ritardo sul pallone. Al 65° Miccoli raccoglie un invito a centro-area ed in mezza rovesciata manda di poco a lato. È la squadra di casa a fare la partita con gli ospiti che, forti del vantaggio, giocano di rimessa. Camplone al 65° richiama in panchina Mazzeo e manda in campo Sprocati. Al 69° espulsione per D’Ambrosio che, già ammonito, atterra Comotto e l’arbitro lo butta fuori. La partita è di nuovo in salita per la squadra salentina.

Al 73° esce Miccoli stanchissimo ed entra Zigoni. Lerda dalla tribuna le tenta tutte per tutte e si sbraccia incoraggiando i suoi ragazzi.

Mentre la squadra di casa tenta di recuperare senza timore, subisce il quarto gol ad opera di Sprocati al 75°, che in contropiede batte Perucchini.

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I giallorossi escono tra gli applausi dei tifosi

Questo Lecce, però, non s’arrende mai ed al minuto 87 accorcia le distanze con Zigoni che raccoglie un cross di Doumbia e di testa batte Koprivec per il 3-4 che regala gli ultimi minuti al cardiopalma. Le emozioni non finiscono più e al minuto 89 Amodio impegna severamente il portiere ospite. Ci prova davvero fino all’ultimo minuto il Lecce con Beretta che, da fuori area, calcia ma trova Koprivec che in due tempi blocca consegnando di fatto i tre punti alla sua squadra.

La truppa di Lerda esce tra gli applausi dello stadio; è una sconfitta ma non una resa. La squadra salentina ha tutte le carte in regola, compreso un gran cuore, per andare in serie B.

TABELLINO

LECCE-PERUGIA 3-4

LECCE (4-2-3-1) Perucchini; D’Ambrosio, Diniz, Abruzzese, Lopez; Salvi (46° Barraco), Amodio; Ferreira Pinto (46° Beretta), Bogliacino, Doumbia; Miccoli (75° Zigoni). A disposizione: Caglioni, Vinetot, De Rose, Rullo. Allenatore: Lerda.

PERUGIA (4-3-3) Koprivec; Vitofrancesco, Massoni, Scognamiglio, Comotto; Nicco, Gomes Filipe (79° Carcione), Moscati; Mazzeo (65° Sprocati), Eusepi (80° Henty), Ayres Fabinho. A disposizione: Stillo, Sini, Barison, Conti. Allenatore: Camplone.

ARBITRA: Giuseppe Cifelli della sez. di Campobasso

ASSISTENTI: Enrico Caliari della sez. di Legnano e Oreste Muto della sez. Torre Annunziata

MARCATORI: 5° Eusepi su rig. (P), 25° Moscati (P), 43° su rig Miccoli (L), 46° Beretta (L), 51° Scognamiglio (P), 75° Sprocati (P), 87° Zigoni (L)

AMMONITI: 4° D’Ambrosio (L), 28° Moscati (P), 43° Vitofrancesco (P)

ESPULSI: 48° Franco Lerda (L), 69° per doppio giallo D’Ambrosio (L)

 

 

 

 

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