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Lecce, leccezionale.itLECCE (di Carmen Tommasi e Gabriele De Pandis) – Una promozione annunciata in serie B, conquistata prima dal Trapani e poi dal Carpi, e mancata per poco. Tre allenatori diversi, Lerda, Toma e Gustinetti, non sono bastati a raddrizzare le sorti di una stagione maledetta culminata nella sconfitta (sui 180’) nella finale col Carpi e con i successivi “fattacci” del post match. Reset, quasi totale, della rosa voluto in estate dalla famiglia Tesoro. Un inizio di campionato choc lo scorso agosto con Francesco Moriero, leccese doc, sulla panchina giallorossa che ha rattristato anche i più ottimisti. Ma l’arrivo, o meglio, il ritorno di Franco Lerda nel Salento si sta dimostrando fortemente efficace per la rimonta in classifica, con l’aggancio dei playoff che hanno chiuso in positività il 2013.

Con questi presupposti, il 4 gennaio si aprirà il girone di ritorno con Lecce-Salernitana, la prima gara del nuovo anno, ma senza dimenticare quello che è accaduto nel 2013. Abbiamo “stilato”, anche per questo, una classifica per reparto dei calciatori giallorossi che hanno contrassegnato in positivo, ma non solo, la stagione calcistica del Lecce in Prima Divisione (facendo il confronto tra i due semestri del 2013) nell’anno solare che sta per lasciarci.

LA PORTA

Massimiliano Benassi: ON-OFF. Trentacinque presenze e 38 reti per una media di 1.8 gol incassati a partita. Era tra gli eroi dei tifosi giallorossi, quel gruppo di calciatori capaci di rimanere a vestire la maglia del Lecce nonostante il doppio salto in basso dal paradiso della serie A all’inferno della Lega Pro. Il campionato di Max Benassi, però, è stato diametralmente diverso rispetto all’annata 2011-2012 che vedeva un BatMax (come lo avevano soprannominato i tifosi salentini) pazzesco nei voti in pagella. La sua seconda parte di stagione altalenante, con più bassi che alti, incarna il leitmotiv di un girone di ritorno dove il Lecce ha perso troppi punti già dall’atteggiamento nel tunnel. Quella barriera che si sfalda sulla punizione di Kabine poi evidenzia un campionato dove sarebbe bastato poco per trasformarlo in un successo. Per lui il periodo nero è continuato anche nella seconda parte del 2013 con tante difficoltà con la maglia della Reggina, problemi che porteranno al più che probabile saluto tra l’estremo difensore frusinate e il club calabrese. TORNA A VOLARE MAX.

Filippo Perucchini: ENFANT PRODIGE. L’eredità tra i pali era di quelle pesanti e, si sa, a Lecce non è mai facile essere un portiere. Il “gigante” di Bergamo, con alle spalle il buon campionato di Como, ha raccolto senza patemi il posto di Benassi e ad un inizio senza picchi di rendimento, ha affiancato prestazioni salva-risultato, quella di Lecce-Grosseto su tutte. È forte tra i pali ed è un instancabile comunicatore, sa bene quanto sia importante l’esperienza a Lecce, anche nell’economia della sua carriera, che merita certamente il salto di qualità. MANI GIOVANI ED AFFAMATE DI SUCCESSO.

LA DIFESA

Gilberto Martinez: AFFIDABILE. L’esperienza del “tosto” difensore costaricano ha garantito nello scorso campionato a tutto il “ballerino” reparto difensivo giallorosso, che ha patito le difese avversarie, grinta, determinazione e concretezza. L’ex capitano del Brescia è stato l’uomo in più in casa Lecce, quello su cui tutti e tre gli allenatori in panchina (Lerda, Toma e Gustinetti) hanno cercato di fare sempre affidamento. Nella gara con il Carpi, valida per l’andata dei playoff, si fa male al ginocchio e in quella di ritorno il Lecce subisce a dismisura la sua assenza. CON “EL TUMA” LE INSIDIE SONO DIMEZZATE.

Walter Lopez: VERSATILE. L’uomo jolly del Lecce di Franco Lerda è la vera sorpresa arrivata a campionato in corso dall’Uruguay dopo una serie di esperienze non esaltanti al West Ham e al Brescia. Sempre generoso quando viene chiamato in causa, volenteroso in allenamento e grintoso la domenica in campo. Si è preso la fascia sinistra giallorossa e la sta guidando verso la risalita in classifica, senza mai tirare la gamba indietro. Elemento vitale in entrambe le fasi di gioco. INNAMORATO A PRIMA VISTA DEI COLORI GIALLOROSSI E ORA LA CONFERMA A GENNAIO SEMBRA ASSICURATA.

IL CENTROCAMPO

Mariano Bogliacino: GOLEADOR A SORPRESA. Dodici gol nello scorso campionato e tanti assist per i compagni di reparto. Il trequartista di Colonia del Sacramento, ex Napoli, ha dimostrato di essere il valore aggiunto della mediana giallorossa, capace di calarsi in pieno nello spirito della terza serie nazionale: versatile, concreto e con quei piedi buoni che sono un vero lusso per la Lega Pro. Il simbolo del suo successo, rivelatosi inutile per la promozione, è il gol-illusione della maledetta finale di ritorno del 16 giugno. Ora gli è stata affidata, con giuste cause, la fascia di vice-capitano. ENCOMIABILE PER IMPEGNO E SERIETÀ: CLONATELO.

Romeo Papini: ALTALENANTE. Antonio Tesoro ha deciso di rinforzare la mediana giallorossa con uno dei mattatori del Carpi di Brini capace di soffiar la promozione in B. Ma, maledetti acciacchi fisici perché il centrocampista romano se fosse stato sempre a posto fisicamente avrebbe, quasi sicuramente, giocato tutte le partite da titolare nel girone d’andata. Anche perché, quando è sceso in campo ha dimostrato di avere gamba, corsa e di essere in grado di dare quelle geometrie e quella sostanza di lusso al centrocampo giallorosso. TANTA SALUTE PER IL 2014 AL BUON “PAPO”.

L’ATTACCO

Salvatore Foti: LUCI E OMBRE. Il 2013 del Lecce è coinciso con l’inizio dei guai fisici per “Lillo” Foti. Lo stop dell’ariete scuola Sampdoria, prima formidabile sottoporta grazie anche alla quantità industriale di palloni forniti dagli esterni Falco e Chiricò, è coinciso con lo stop offensivo di un Lecce che, senza il suo faro davanti, faticava a costruire e soprattutto sfruttare palle gol, specialmente nei match più spigolosi. Il poco cinismo ha portato alle susseguenti reazioni a catena di punti persi e primo posto sfuggito. Il suo rientro nei playoff, con la schiena ancora claudicante, è stato un infruttuoso trotterellare in mezzo al campo. CRAC FOTI, CRAC LECCE.

Fabrizio Miccoli: COLPO DI FULMINE. Il diesse Antonio Tesoro ha optato per lui come ariete offensivo e uomo simbolo per il rilancio sportivo di una squadra e di una città ferita dai fatti di giugno. L’avvio disastroso della squadra e le non perfette condizioni del “Romario” del Salento hanno ritardato l’apporto ottimale del neo-capitano, aiuto che pian piano si sta rivelando sempre più vitale nelle scelte offensive di Franco Lerda. Il girone di ritorno ed i primi sei mesi del 2014 dovranno far entrare nella storia il Lecce di Fabrizio Miccoli. CAPITANO DI TANTE BATTAGLIE A VENIRE.

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