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Tesoro, leccezionale.itLECCE (di Carmen Tommasi) – Un 2013 che sta per finire ed un nuovo anno ormai alle porte, con una storia ancora tutta da scrivere, con degli obiettivi, che sono gli stessi dello scorso campionato, da raggiungere, con un sogno di cui non ne parla, ma che chiaramente si chiama serie B. Il diesse Antonio Tesoro tiene i piedi ben saldi per terra in vista dell’inizio del girone di ritorno, ma è più che soddisfatto per la ripresa e la risalita in classifica del suo Lecce. Guai a parlargli, però, di primo posto, perché risponderebbe che “adesso bisogna consolidare i playoff”. La vetta non è nei pensieri dichiarati del direttore sportivo giallorosso. Non lo dice, ma, chiaramente, ci spera.

Qual è il fotogramma più bello del suo 2013 con il Lecce?

“Dico indubbiamente che è stato un anno sfortunato soprattutto tra giugno e settembre, ma se devo scegliere il fotogramma più bello dico, senza dubbio, il primo gol di Miccoli al Via del Mare sotto la Curva Nord nella gara contro il Prato (finita 2-0 per i giallorossi, ndr). Poi, quell’esultanza di Fabrizio è stata davvero una bella emozione”.

Il momento o la partita che, invece, cancellerebbe?

È ovvio dire Lecce-Carpi dello scorso 16 giugno, ma invece dico Lecce-Trapani, partita, o meglio scontro diretto, che abbiamo perso e che poi ci è costato caro. Se è stato quello il momento in cui ho capito che non ce l’avremmo fatta ad andare in B? No, il momento in cui ho pensato che non sarebbe andata nel verso giusto è stato quando Esposito è andato a finire sopra a Martinez che si è infortunato ed è stato poi out nel match di ritorno (nella finale d’andata playoff  Carpi-Lecce finita 1-0, ndr)”.

Da uno a dieci: com’è il bilancio calcistico del suo 2013 da direttore sportivo?

“Sei e mezzo, ma perché sono molto felice per la ripresa della squadra in quest’ultimo periodo, quello che è stato l’anno scorso è un capitolo chiuso, ora bisogna solo continuare così”.

Perucchini, Lopez, Doumbia e Zigoni: chi l’ha stupita di più?

“Quest’anno non vorrei essere ingeneroso con nessun giocatore, perché hanno dato tutti il proprio contributo. Doumbia era da sempre una mia ‘fissazione’ e l’ho portato anche al Como, Diniz sembra un altro giocatore quest’anno, Lopez ha messo in mostra tutta la sua personalità e Zigoni si è fatto trovare pronto. Perucchini si sta confermando, Amodio si diceva fosse un giocatore morto ma ha dato un contributo accettabile, come lo stesso D’Ambrosio. E Miccoli si è adattato alla categoria, cosa che non era facile per un campione come lui. Sono, quindi, molto soddisfatto. Chi mi ha deluso? Dico solo che qualcuno ha giocato di meno, come Bellazzini e Bencivenga, e non ha dato il suo contributo solo a causa dei problemi fisici”.

Quale sarà il primo acquisto del 2014?

“Penso un centrocampista, anche perché Papini a causa degli acciacchi fisici lo abbiamo avuto a fasi alterne, Amodio ora è in netto recupero, ma Sacilotto è ancora infortunato e non sappiamo i tempi per riaverlo. Se arriva Zappacosta? Quando sarà recuperato del tutto dall’infortunio al ginocchio, ne riparliamo”.

Al primo posto ci pensa ancora?

“In questo momento no, perché dobbiamo pensare a consolidare i playoff più che alla vetta. A gennaio abbiamo cinque gare di fuoco in cui scopriremo se andremo in paradiso o inferno. Non facciamo voli pindarici, ma dobbiamo tenere i piedi saldamente per terra. Per altre ambizioni ci aggiorniamo più in là (sorride, ndr)”.

Lecce-Salernitana e subito dopo quattro gare fondamentali: sarà gennaio il mese decisivo?

“Decisivo no, ma sicuramente molto importante per capire quali saranno le nostre ambizioni”.

 

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