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Chevanton (foto Giulio Paliaga)

LECCE (di Massimiliano Cassone) – Ha poca fortuna la bandiera che i tifosi del Lecce non ammaineranno mai. È di nuovo senza squadra Ernesto Chevanton, cuore della città barocca, anche al Queens Park Rangers non trova pace e dopo solo tre mesi e due misere presenze non rinnova il contratto. Sembrava molto rilassato quando in ottobre firmò per gli inglesi, sembrava che, raggiungendo il Regno Unito, avrebbe risolto i problemi, e invece no. Giornalisticamente questa è una notizia già vecchia, è del 24 dicembre l’indiscrezione che poi ha trovato conferme con il passare delle ore, ma ora a bocce ferme è naturale chiedersi il motivo per cui un calciatore, di quelle dimensioni, che fisicamente sembra in ottima forma, non riesca a trovare continuità e serenità. Ha i numeri da grande campione, lo ha dimostrato in patria, in Italia, in Spagna, in nazionale ma questo non basta, evidentemente, per riavere la fiducia di un allenatore che gli permetta di esprimersi al meglio.

È un trascinatore in campo, il suo cuore di solito ha sempre battuto in sintonia con i propri tifosi ma non basta, non basta mai … E in tanti si domandano il perché: sarà per caso una questione caratteriale? Ha una personalità troppo forte? La sua voglia di giocare sempre cozza, a volte, con le scelte degli allenatori?

E mentre i tifosi del Lecce lo sognano ancora in maglia giallorossa, con la sessione invernale del mercato alle porte, chissà a cosa starà pensando lui. Appenderà le scarpe al chiodo? Oppure cercherà di rimettersi in gioco, ancora una volta, ringhiando al suo futuro e mordendo il suo presente?

Non saranno solo i suoi gol a essere ricordati per sempre ma l’immagine più nitida è quella di un gladiatore ferito che entra in campo per cercare di risollevare le sorti della propria squadra; nella partita contro il Carpi, con una lussazione alla spalla, indossò come un’armatura quella maglia …

Certo è che un interessamento della società di Piazza Mazzini, per Cheva, è da escludere categoricamente per evitare di creare telenovele senza capo né coda.

Come certo è che Lecce, sia come città, sia come tifosi sarà sempre una culla pronta ad accogliere e amare il suo campione nonostante tutto … Perché chi ama credere nell’impossibile ama per sempre.

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