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dino pagliariLECCE (di Italo Aromolo) – Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Dopo aver affrontato la corazzata Frosinone, nel momento topico del campionato, si frappone un altro avversario molto insidioso sulla strada del Lecce: al “Via del Mare” arriva il Pisa di mister Dino Pagliari, una delle più quotate candidate alla promozione diretta in Serie B. La formazione toscana, costruita per puntare ad un campionato di vertice, non sta deludendo le attese: con 24 punti conquistati in 14 giornate, il Pisa occupa il 4° posto in classifica, appena a ridosso di Catanzaro (25), Frosinone (26) e della capolista Perugia (28).

La storia recente: dal flagello del fallimento alla sogno sfumato della Serie B. La storia recente del Pisa non rende onore al suo glorioso passato, in cui è stato protagonista per tanti anni in Serie A e in Serie B sotto la presidenza dello storico patron Romeo Anconetani. Nell’estate 2009, dopo due annate altalenanti in Serie B, il Pisa Calcio fallisce e riparte dalla Serie D, nelle mani di un nuovo presidente, Carlo Battini. La scalata è repentina: vinto il campionato di D, i rossocrociati sono promossi in Seconda Divisione sul campo, ed ammessi in Prima a tavolino. Da tre anni i toscani stanziano stabilmente nella terza serie nazionale, dove ha ottenuto discreti risultati: un 10° posto nel campionato 2010/’11 ed un 7° nel 2011/’12. La scorsa stagione invece è stata caratterizzata dalle imprevedibili imprese di un Pisa “pazzo”: partita a mille, tanto da conquistare la vetta poco prima di Natale, la formazione nerazzurra ha poi attraversato un lungo periodo di crisi, che la ha fatta sprofondare nei bassi fondi della classifica: a sei giornate dalla fine, la scossa dell’esonero di Alessandro Pane e la chiamata dell’attuale tecnico Dino Pagliari hanno portato in dote un filotto di sei successi consecutivi, valsi l’insperato accesso ai play-off (da quinti classificati). Dopo aver superato il Perugia in una semifinale di proporzioni epiche, il Pisa, come il Lecce, si è visto sfuggire la promozione in Serie B soltanto nella finalissima, persa ai tempi supplementari contro il Latina (3-1, dopo che la gara d’andata era terminata 0-0).

ac_pisa_calcio_1909La rosa: gli esperti Favasuli, Arma e Sabato alla guida di una terribile baby-gang. Forse influenzata dalla delusione della mancata promozione in Serie B, la società nerazzurra per quest’anno ha assemblato la rosa quasi del tutto ex novo (sono ben 19 i nuovi arrivi, 10 dei quali in prestito), riponendo nei giovani quella grande fiducia di cui tanto si parla in Italia, ma di cui ci si dimentica all’istante nel momento in cui bisogna ambire a qualcosa di prestigioso. Invece il diesse Aringhieri ha coraggiosamente allestito un gruppo di giovanissimi (età media: 23 anni), affiancandoli ad alcuni elementi più anziani in grado di garantire quella giusta dose di esperienza che pure è necessaria in un campionato difficile come la Prima Divisione.

armaTra i veterani troviamo i giocatori dal maggior valore di mercato, uno per reparto: il capitano Francesco Favasuli (30 anni, in Toscana dal 2010), il bomber marocchino Rachid Arma (28 anni, ex Carpi) e il terzino sinistro Rocco Sabato (31 anni, un passato in Serie A con il Catania). Capitan Favasuli, esterno sinistro naturale ma adattabile al ruolo di interno, è un centrocampista goleador: le sue eccelse abilità di inserimento hanno fruttato ben 17 reti nelle ultime 2 stagioni; battitore di rigori e punizioni, è sicuramente lui il “giocatore da togliere” all’avversario. Arma, classico ariete d’attacco (è alto 190 cm), sta attraversando un periodo di appannamento: dopo un inizio di campionato a spron battuto (6 gol nelle prime 7 giornate), è a secco da oltre 2 mesi; al “Via del Mare”conta di sbloccarsi, vista anche una buona tradizione che lo vede come l’autentica bestia nera dei giallorossi (durante la scorsa ha realizzato 3 gol contro il Lecce). E’ invece un incognita la condizione dell’evergreen Rocco Sabato, che domenica tornerà in campo dopo un lungo periodo di infortunio, mentre con ogni probabilità non prenderà parte all’incontro per problemi fisici un altro totem come l’ex Bologna Nicola Mingazzini.

Per il resto degli effettivi, si può parlare di baby-Pisa. A difendere i pali della porta nerazzurra ci sarà il talentino 19enne Ivan Provedel, scuola Chievo Verona: inizialmente secondo di Pugliesi, nel corso delle giornate ha spodestato il collega di reparto a suon di buone prestazioni ed è lui adesso il portiere titolare. In difesa, la ben assortita coppia di centrali è costituita da due ex Primavera del Palermo, entrambi 20enni: Jevrem Kosnic, nativo della Svizzera, e il longilineo Edoardo Goldaniga (193 cm d’altezza). Un altro scuola Palermo presiede il settore difensivo destro: si tratta del 23enne Eros Pellegrini, terzino di spinta reduce da un ottimo torneo disputato a Viareggio (28 presenze per lui). In mediana, la scena è tutta per il talentuoso esterno italo-marocchino Aiman Napoli (24 anni); molto rapido, ha le qualità sia per puntare l’avversario e crossare dal fondo, che per inserirsi in mezzo e rendersi pericoloso in zona gol: dai suoi piedi difatti sono già arrivati 2 gol e diversi assist. Galoppa sulla fascia sinistra Bruno Martella, 21enne scuola Sampdoria che vanta già una buona esperienza in Lega Pro (ex Viareggio e Perugia), mentre al centro, ad affiancare Favasuli, ci sarà Gianluca Sampietro, classe ’93, che lo scorso anno ha già affrontato il Lecce al Via del Mare con la maglia del Portogruaro. In avanti, un’altra batteria di giovani interessanti: un’attaccante di peso come Francesco Forte, classe ’93, proveniente dalle giovanili dell’Inter e già in evidenza in questo campionato con 2 gol messi a segno; una seconda punta dalla gran vena realizzativa come Mauro Bollino, capace di realizzare 33 gol nelle ultime due stagioni nella Primavera del Palermo; un funambolico trequartista come Giuseppe Giovinco, fratello dello juventino Sebastian.

Il cammino fin qui: dopo un inizio sprint, adesso il Pisa è in affanno. Fino ai primi di novembre il Pisa ha marciato alla media promozione di oltre 2 punti a partita, tanto da raggiungere la vetta della classifica e lasciare presagire ad una possibile mini-fuga. Invece, proprio sul più bello, gli uomini di Pagliari hanno cominciato a rallentare, conquistando 4 punti nelle ultime 4 partite, frutto di altrettanti pareggi contro Benevento (1-1), Grosseto (0-0), Prato (1-1) e, nell’ultima giornata, Salernitana (0-0), per un’astinenza dalla vittoria che si prolunga da quasi un mese e mezzo (Pisa-Ascoli 2-1). Reduce dal turno di riposo, la formazione pisana, che ha perso soltanto due volte in questo campionato (Pisa-Pontedera 1-2; Gubbio-Pisa 1-0), ha dimostrato di rendere al massimo soprattutto nelle gare giocate lontano dall “Arena Garibaldi”: fuori casa sono arrivati successi contro avversari proibitivi come L’Aquila e Perugia (entrambi per 1-0) e pareggi su campi altrettanto difficili come quelli di Benevento, Catanzaro e Prato.

4-4-2 pisaLa tattica e i reparti: 4-4-2 Arma-dipendente. Mister Dino Pagliari, eccentrico tecnico d’esperienza (tra carriera di allenatore e giocatore è nel calcio da 40 anni), è uno sviscerato fautore del 4-4-2, sistema di gioco che l’ex allenatore del Lanciano ha proposto sin dalla prima giornata. Nel suo modulo di stampo sacchiano sembrano funzionare a meraviglia i meccanismi difensivi: con soli 9 gol incassati, il Pisa si fregia del titolo di difesa meno battuta del campionato; anche in questo caso, le gare in trasferta rivelano un rendimento sorprendentemente positivo, se si pensa che, Sabato a parte, l’età media del reparto difensivo pisano è inferiore ai 21 anni: fuori casa i rossocrociati hanno incassato soltanto 3 gol in 7 partite. L’attacco, invece, è da rivedere: polveri bagnate nelle ultime 4 partite (solo 2 gol realizzati) per un reparto che è apparso fin troppo Arma-dipendente (le altre punte nel complesso hanno realizzato il magro bottino di 3 gol). E’ significativo, in tal senso, il fatto che il Pisa, in due gare in cui abbia disputato gran parte della partita in superiorità numerica (Pisa-Frosinone 1-1 e Pisa-Salernitana 0-0), non sia riuscito a portare a casa il risultato pieno; a ciò, si aggiunga la spiccata predisposizione per le gare in trasferta di cui sopra ed è facile intendere come il Pisa sia squadra che non ama andare ad aggredire l’avversario, ma gongola nell’aspettarlo nella propria metà campo per poi ferirlo in contropiede.

Per quel che riguarda la scelta degli interpreti da opporre al Lecce, il tecnico Pagliari ha non pochi grattacapi che dovrà risolvere: al centro della difesa, il 21enne Paolo Rozzio potrebbe soffiare il posto da titolare a Kosnic, mentre in avanti è ballottaggio tra Forte e Bollino, con il primo che appare comunque favorito. Questi i probabili 11 iniziali: Provedel; Pellegrini, Goldaniga, Kosnic (Rozzio), Sabato; Napoli, Favasuli, Sampietro, Martella; Arma, Forte (Bollino).

Infine, una notizia di cronaca che in settimana ha interessato il mondo nerazzurro: domenica il Pisa giocherà con il lutto al braccio per l’improvvisa scomparsa di Enrico Gerbi, presidente del club toscano dal 1995 al 2002.

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