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LECCE – (di Massimiliano Cassone) – Il Lecce ha vinto ancora, il Lecce ha vinto bene, il Lecce ieri è stato, a tratti, bello da impazzire. Ognuno ha svolto il proprio compito con dedizione e precisione unica e chi (Ferreira Pinto e Zigoni) sembrava un elemento da dover cedere a gennaio, nelle ultime uscite ha dimostrato di essere calciatore non di categoria ma forse di categoria superiore.

La squadra inizia a carburare e, indipendentemente dall’avversario che ha di fronte, gioca al calcio, non subisce il gioco degli avversari e sembra convinta dei propri mezzi. A livello psicologico, oltre che fisico, i calciatori sembrano i parenti “giganti” di quei “poveri” ragazzi che avevano perduto cinque gare di fila nelle prime cinque giornate di campionato.

Lerda ha dato ordine alla squadra? Ha motivato? Sta lavorando bene? Il campo, come sempre, risponde a tutti ed ha risposto di sì a Franco Lerda. Quello che più ha impressionato ieri è stata la prontezza di Melara e Rullo non appena entrati in campo; per quanto riguarda il primo, la sua posizione sarà rivalutata perché anche lui è in crescita, così come il difensore campano che, pur mancando da tanto, ha saputo gridare il suo “presente”.

Nonostante la sfortuna stia falcidiando la rosa con infortuni anche dell’ultima ora (vedi Miccoli), chi scende in campo lo fa “cu llu sangu all’ecchi” così come è scritto sul colletto della maglia, così come vogliono i tifosi, così come deve essere. Ed allora qui sorge l’interrogativo più pesante: “La campagna acquisti di Tesoro non era insufficiente”?

Sulla pagella del calciomercato a Tesoro concedemmo un 7-, affermando che sarebbe stato 8 nel caso in cui quel calciomercato non fosse stato così a singhiozzo e fosse arrivato un altro attaccante con un altro centrale di difesa. Ad oggi, nonostante la bufera sia passata e il Lecce inizi a macinare gioco, gol e punti, rimaniamo di quel parere; non c’è vento che condizioni il nostro pensare.

La squadra salentina ha iniziato la scalata verso quello che è l’obiettivo che al momento sembra più plausibile; ora si placheranno per un po’ i detrattori degli imprenditori originari di Spinazzola.

Quello che chiediamo noi è cautela, pazienza e coerenza. Non erano brocchi prima, non sono il “Barcellona” ora. I giallorossi sono sulla buona strada, il tunnel della crisi sembra ormai alle spalle, ma occhio però, tra mercoledì (Grosseto) e domenica (Pontedera) ci sono due grandi scogli da superare e se dovessero arrivare delle battute d’arresto (potrebbe succedere) bisognerà usare lo stesso metro di giudizio e cioè se la crisi ad oggi sembra superata, facciamo dunque lavorare il mister di Fossano in santa pace. Nessuno guardi la classifica fino a gennaio (dopodiché una piccola occhiata la si potrà dare); i conti si faranno alla penultima giornata di campionato, il 27 aprile a Pisa, l’ultima giornata il Lecce riposerà. Se quel giorno Lerda avrà portato i suoi ragazzi nelle prime nove posizioni ne vedremo delle belle. Anche perché siamo certi che a dicembre la proprietà farà qualche bel regalo ai tifosi: un attaccante e chissà, forse, anche qualcun altro… abbiate fede e pazienza (anche quando il Lecce perderà qualche incontro).

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