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Ascoli_calcioLECCE (di Italo Aromolo) – Tra problemi economici e difficoltà societarie, ad Ascoli ormai è il regno del caos. Il prossimo avversario del Lecce sta attraversando una profonda crisi a livello finanziario e rischia fortemente di scomparire dal mondo del calcio: mancano i soldi e si sa che in questo mondo a comandare è il dio denaro. Il presidente dimissionario, Roberto Benigni, è stanco e soprattutto impossibilitato ad investire ancora e così, dopo 14 anni, ha abbandonato il timone della nave: dal 30 settembre a capo dell’Ascoli Calcio c’è il commercialista Guido Manocchio, figura di transizione o verso un – piuttosto insperato- passaggio di proprietà, o verso una lenta agonia che cancellerebbe una delle più antiche società d’Italia, nata nel 1898.

In questi casi l’aspetto calcistico resta dietro le quinte: la scena, tragica, è tutta per tifosi e calciatori. I primi, fino a pochi giorni fa, non hanno potuto abbonarsi (la campagna abbonamenti è partita con due mesi di ritardo) e hanno più volte manifestato – invano – contro la proprietà, per un mercato estivo ritenuto non all’altezza. I secondi, costretti ad alloggiare gratuitamente nei vari ritiri, hanno dimostrato grande senso di responsabilità e di attaccamento alla maglia, riducendosi lo stipendio per aiutare economicamente la dirigenza: ciò tuttavia non ha evitato i 2 punti di penalizzazione inflitti mercoledì per i mancati pagamenti Inps ed Irpef, punti che si sommano a quello già comminato all’inizio del campionato.

Ascoli-TifosiIl cammino fin qui: sul campo orgoglio e riscatto- Per quel che riguarda il calcio giocato, i calciatori stanno dando risposte da “uomini veri”, isolandosi dal patatrac societario: sul campo l’Ascoli, in zona play-off, ha conquistato 9 punti in 7 partite (turno di riposo già osservato), ma si ritrova all’11esimo posto (con soli 6 punti) per via della penalità di 3 punti. La squadra allenata da Rosario Pergolizzi, ex allenatore della Primavera del Palermo, è imbattuta da tre giornate, in cui ha ottenuto una vittoria a Grosseto (1-0) e due pareggi (entrambi per 1-1) contro Salernitana e Catanzaro, tuttavia non è riuscita ancora a gioire per i tre punti tra le mura amiche.

In settimana, i bianconeri sono stati eliminati dalla Coppa Italia Lega Pro perdendo malamente contro il Grosseto (4-0) in una partita in cui Pergolizzi ha lasciato spazio alle seconde linee, preservando i big per la delicata sfida contro il Lecce.

La storia recente: così finisce l’era Benigni- L’era Benigni si chiude dopo 14 anni, in cui i bianconeri hanno disputato 2 campionati di Serie A (2005/06 e 2006/07), per un totale di 16 partecipazioni nella massima serie. Dopo la retrocessione del 2007, i piceni hanno disputano consecutivamente 6 campionati di Serie B, ottenendo risultati medio-bassi (campionati da centro classifica o salvezze particolarmente sofferte), fino alla stagione 2012/2013, che ha condannato i bianconeri del tecnico Massimo Silva alla Lega Pro. A capo della società ci sono sempre state figure di rilievo: tra gli altri il vulcanico Costantino Rozzi, storico presidente per 26 anni, dal ’68 al ’94, e Cino Del Duca, a cui è co-intitolato lo stadio del club.

pergolizziLa rosa: Pestrin e Tripoli sugli scudi Sul valore del parco giocatori dell’Ascoli pesano fortemente le scelte di una società che ha badato soprattutto a far cassa: il campionato di transizione in tal senso può aiutare ad uscire da una tunnel che sembra senza fine. Ceduti alcuni pezzi pregiati come Soncin e Peccarisi, sono arrivati nel mercato estivo molti under 25: tra questi il difensore centrale, ex Como, Marco Schiavino, pilastro della retroguardia marchigiana insieme a Alberto Bianchi, navigato stopper con il fiuto del gol (253 presenze in Lega Pro e 20 gol); il terzino destro Matteo Di Gennaro, tornato dalle giovanili del Parma nella sua città natale, ed il laterale sinistro Andrea Giacomini, che proviene da due stagioni al Latina e ha giocato in Salento nell’annata 2008/’09 con la maglia del Gallipoli; il centrocampista offensivo Marcello Falzerano, già temprato da un anno di Serie B con il Grosseto e fresco di marcatura nell’ultima uscita a Catanzaro; il versatile trequartista Andrea Schicchitano, ancora a secco di gol tra i pro’, nonostante le 41 presenze collezionate con le maglie di Poggibonsi, Pisa e Sangiovannese; l’inglese Mark Randall, interno di centrocampo che nel suo passato vanta addirittura due apparizioni in Premier League con l’Arsenal. Il fiore all’occhiello della campagna acquisti è stato il regista 34enne Manolo Pestrin: l’ex Messina, Torino e Cesena è capitano e faro della squadra, sia in campo che nello spogliatoio. Insieme a Pestrin, l’altro top player è il bomber Pietro Tripoli, già 3 gol in questo campionato: il 26enne ex Varese, solo di passaggio nella città delle “olive”, è in prestito dal Parma. L’argentino Mattias Vegnaduzzo può essere un valore aggiunto per l’attacco bianconero: acquistato per pochi spiccioli e partito come oggetto misterioso, l’ex Viterbese sta convincendo anche i più scettici a suon di buone prestazioni; a mancare sono i gol, segno di un processo di ambientamento non ancora completato. Tra i pochi superstiti di una rosa quasi totalmente rinnovata rispetto alla scorsa stagione, troviamo due centrocampisti rocciosi come Giorgio Capece (classe ‘92) e Davide Colomba (classe ’88, figlio dell’allenatore Franco): entrambi hanno calcato i campi della Serie B e sulla carta sono certamente di valore sopra la media, ma, forse privi delle giuste motivazioni per affrontare un campionato così insidioso, non stanno rendendo al massimo. C’è anche un po’ di Salento tra le fila bianconere: il portiere è infatti il neretino Stefano Russo, ex Brescia e Nocerina.

modulo ascoliTattica e stato di forma: Pergolizzi sceglie il 4-3-2-1. Il sistema di gioco su cui mister Pergolizzi sta insistendo dal pre-campionato è il 4-3-2-1; Vegnaduzzo farà da apriscatole per sprigionare la fantasia dei due trequartisti Tripoli e Falzerano. A seconda delle fasi del match, la schema ad albero di natale può diventare un più offensivo 4-3-3, con il conseguente avanzamento dei due trequartisti, o un più coperto 4-5-1, atteggiamento tattico che ben si adatta al gioco di contropiede su cui l’Ascoli anti-Lecce farà affidamento. Una delle armi più pericolose dei piceni, che poco c’entra con la tattica, è l’aggressività, come dimostra il dato medio sui cartellini gialli a partita: quasi 4 a partita. Servirà tanta quantità, più che qualità, per reggere la forza d’urto di avversari che non risparmieranno le caviglie dei giallorossi.

I marchigiani arrivano alla sfida di domenica con l’infermeria affollata: all’assenza dello squalificato Simone Malatesta, si aggiungono quelle, per infortuni, di Acampora, Piacenti, Hanine e Gragnoli; Pergolizzi, non certo in vena di esperimenti, dovrebbe affidarsi alla formazione-tipo scesa in campo nelle ultime giornate: Russo; Di Gennaro, Schiavino, Bianchi, Giacomini; Capece, Pestrin, Colomba; Tripoli, Falzerano; Vegnaduzzo. Non è da escludere l’impiego, probabilmente a partita in corso, di Randall a centrocampo e di Schicchitano sulla trequarti.

Sarà un Ascoli col coltello tra i denti, come ha rivelato capitan Pestrin ai microfoni di picenotime.it: “Sappiamo che la partita è difficile, noi lotteremo in ogni zona del campo, loro sono più bravi tecnicamente ma se restiamo umili, se ci sacrifichiamo, la vittoria è alla nostra portata”.

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