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LECCE – (di Massimiliano Cassone) – Al catechismo da piccoli ci insegnavano a fare i “fioretti”. Lo ricordiamo tutti, e come ogni immagine dell’infanzia che ritorna alla mente ci regala se positiva un sorriso.

Quello che sorge spontaneo chiedersi “ammirando” il panorama calcistico leccese (ma non si può chiamare nemmeno calcistico perché qui si parla di extra-calcio o di intrinseco al calcio) è quando verrà messo a tacere questo “leitmotiv” della vendita dell’Unione Sportiva Lecce.

Sembra una partita a tennis giocata sui mezzi di informazione: “Quello ha detto che…” puntuale la replica: “Quello ha risposto che…” con tutti gli annessi e connessi di un ping pong interminabile.

Ecco, a questo punto chiediamo solo una cosa ai signori Iurlano e Tesoro: “Perché non fate il fioretto del silenzio (mediatico) e non vi ritrovate nel chiuso di un comodo ufficio, seduti su delle confortevolissime poltrone, in compagnia di advisor e commercialisti vari, e di tutti (sono tanti?) gli imprenditori della cordata e parlate seriamente di questa cessione?”

Solo dopo aver trovato un accordo o anche dopo non averlo trovato, magari in una conferenza stampa congiunta, si potrebbero delucidare tifosi e mezzi di stampa, una volta per sempre, sulla questione.

In un momento nel quale i risultati tardano ad arrivare e qualcuno ha già pagato il conto al fato (Moriero), ci sembra alquanto inopportuno continuare queste chiacchierate così rumorose sotto al fuoco di un sole d’autunno che non vuole spegnersi. C’è un gruppo di venti persone che tenta di diventare squadra, c’è un allenatore serio che per l’ennesima volta ci sta mettendo la faccia, ci sono i tifosi che pazientano e quelli lo fanno meno, non mancano però gli ingredienti giusti per poter risalire la china… perché non lasciare lavorare in pace questi calciatori e il loro mister?

Tutte queste voci, questi sussurri alla luna, questi innamoramenti improvvisi di un progetto che non conosciamo possono solo destabilizzare l’ambiente e la squadra… e che nessuno dica che un professionista serio non dovrebbe avere ripercussioni psicologiche in campo di fronte a situazioni del genere. E poi, se Savino Tesoro non intende vendere questo Lecce rispedisca al mittente qualsiasi forma di richiesta di informazioni e lavori sul progetto di rilancio di questa squadra (urge un centrale di difesa e un attaccante). Supponiamo che il diesse Antonio lo stia già facendo perché siamo certi che lui vuole più di tanti la risalita della china da parte di questa squadra che ha raschiato il fondo del barile.

Non chiediamo un tesoro, ma chiediamo a Tesoro di fare insieme agli altri il fioretto del silenzio o, se il termine fioretto sembra troppo austero, si potrebbe pensare al giochino del silenzio… e, come dicevamo da piccoli: “Chi parla per primo perde…”

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