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LECCE – (di Massimiliano Cassone) – A mente lucida è giusto sottolineare che ieri il Lecce ha giocato bene; è mancato solo il gol al Via del Mare nell’incontro con il Barletta. Un pallone stregato che in nessun modo ha voluto varcare la linea bianca, e un arbitro ostinato a non concedere il calcio di rigore a Miccoli, unito comunque al rammarico di non avere una punta cinica capace di battere anche la sfortuna, hanno condizionato l’esito di una gara in cui il Lecce è stato padrone del campo.

Il monologo leccese messo in atto ieri è frutto delle idee di mister Lerda che sta trasmettendo ciò che nella prima metà dell’anno scorso si era ammirato nella città dei due mari.

Come sempre, specialmente nel calcio che per antonomasia non è la scienza esatta, c’è chi prova piacere a far notare che il Barletta non è di certo il Barcellona, e questo sembra ovvio visto che parliamo di Lega Pro. Sarebbe corretto però da parte di tutti dopo aver detto, nelle settimane scorse, che questa era una squadra “non squadra”, senza l’anima, senza la voglia e senza la condizione fisica, che ieri si sono visti segnali di miglioramento, e Ferreira Pinto a parte, tutti sono sembrati a livello sia fisico, sia mentale, in ripresa rispetto alle settimane scorse.
Abbiamo sempre scritto che questa squadra formata da venti elementi nuovi, seppur monca di un centrale e di una punta di peso, avesse bisogno di tempo per diventare forte e fluida, ci dispiace solo che abbia pagato Moriero, ma il nostro pensiero è sempre quello, ci vuole il tempo necessario perché questo accada.

Non è da sottovalutare la spinta che la Curva Nord ha dato ai calciatori, in uno stadio in cui ieri per la prima volta i calciatori sono usciti tra gli applausi; l’urlo dell’amore ha superato il silenzio frastornante di quattro apparizioni incolori. Senza dimenticare che qualcuno ebbe anche il coraggio di fischiare i ragazzi dopo la vittoria contro il Foggiama la Nord era chiusa.

Sia chiaro, i problemi del Lecce non sono stati cancellati da un punticino “magro magro” conquistato contro una modesta squadra ma ieri è stata posta la pietra miliare sulla via di quello che è stato e quello che potrà essere questo strano campionato di una buia categoria in cui il Lecce, ricordo ancora a tutti gli smemorati, non è giunto per colpe proprie ma per volontà e imprudenze altrui .

In chiusura evidenziamo ciò che abbiamo sempre scritto, anche in quest’articolo, per completare questa squadra servirebbero un centrale e un attaccante importante… speriamo che le voci su un interessamento per Evacuo trovino seguito.

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