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CALIMERA – (di Gabriele De Pandis) –  Al “Colaci” di Calimera il Lecce impatta per 2-2 e stoppa la sua cavalcata di quattro vittorie consecutive. Il risultato è maturato a seguito dell’ennesima buona prestazione del Lecce, che oggi però ha sofferto di una serie di amnesie soprattutto nei primi minuti delle due frazioni di gioco, frangenti di tempo in cui il Foggia ha colpito i giallorossi. I ragazzi di Pasculli hanno poi peccato di scarso cinismo sottoporta specialmente nei periodi di maggior pressione.

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La formazione iniziale del Lecce

Il Lecce si schiera con il 4-5-1 ad ali alte che vede i centrali difensivi Morello e Risolo davanti al portiere Chironi. Sugli esterni i soliti laterali Versienti e Fersini. Capitan Gianmarco Monaco è il metronomo del gioco giallorosso e comandante di un centrocampo che vede Guadalupi e Parlati al centro con Cicerello e Montinaro sugli esterni pronti a servire il centroboa Mattia Persano.

La prima azione pericolosa del Lecce è al 3′ con una discesa di Fersini che però non trova il seguito della punta Persano.

Al 5′ però sono i Satanelli a passare in vantaggio con una discesa di Liberio che supera Fersini, mette al centro dove il pennellone offensivo Sciangalepore è bravo ad eludere la copertura dei centrali leccesi ed a servire la seconda punta Ardore che è abile a sfruttare il rigore in movimento battendo Chironi in uscita.

I ragazzi tentano di imbastire una pronta reazione ma il cross di Fersini trova ancora Persano in leggero ritardo all’impatto con la sfera. Il Lecce si sbilancia troppo in avanti ed il Foggia rischia di colpire in ripartenza con il solito Sciangalepore bravo a lavorare di sponda per Ardore che supera Risolo con un dribbling delizioso ma trova l’opposizione di Morello sulla sua sassata.

Il Lecce dà la sensazione di arrivare con facilità in porta e raggiunge il pari al 14′con Cicerello che sfrutta un lancio di capitan Monaco nello spazio e dal vertice destro dell’area di rigore incrocia una parabola perfetta che beffa il portiere dauno colpevolmente più avanti rispetto alla posizione ottimale. Il pari tranquillizza il Lecce che macina gioco più facilmente e si presenta ancora dalle parti di Monaco al 16′: è Montinaro dalla lunetta dell’area di rigore ad esaltare le qualità del portiere dei Satanelli che alza sulla traversa il tiro a giro sul secondo palo. Il Foggia è come un pugile alle corde e Parlati due minuti dopo non trova la giusta imbeccata per Persano. Al 21′ arriva al tiro capitan Monaco, dopo uno scambio con Fersini, ma la conclusione è centrale e telefonata quindi facilmente controllabile per Monaco. Il Lecce è in palla ma mister Pasculli chiede ai suoi maggiore velocità, soprattutto a Guadalupi a tratti lontano dal cuore della manovra. Anche la difesa prende le misure all’attacco foggiano che è guidato dal numero 9 Sciangalepore, classe 1995 di mole imponente rispetto ai suoi coetanei

La risposta della squadra di Lo Polito al dominio leccese è affidata ad un destro da fuori del numero 4 Martino che però non ha fortuna e si spegne sulla rete di recinzione. Il Lecce manca ancora l’appuntamento con il gol al 26′ con capitan Monaco che, servito nell’area piccola da Montinaro, non trova il varco giusto per il gol. Pasculli sbotta per la scarsa cattiveria sottoporta e per la frittata preparata qualche minuto dopo da Morello e Montinaro che, per fortuna del Lecce, non ha però portato i dauni davanti a Chironi.

I richiami dell’argentino sembrano scuotere ancor di più il Lecce che arriva al gol ancora con Cicerello servito da un Fersini perfetto nelle discese fino al fondo. L’assistente Nardi però annulla la marcatura per posizione irregolare di Montinaro, largamente il migliore in campo del Lecce nella prima frazione. I giallorossi spadroneggiano sulla fascia sinistra, con Montinaro e Fersini largamente superiori all’asse Liberio- Dinielli.

La superiorità disarmante del Lecce frutta l’agognato vantaggio. Al 31′ Montinaro, servito da Versienti in una rara azione sviluppatasi sulla fascia destra, trova la risposta dell’estremo difensore dauno ma sulla respinta il più lesto è Guadalupi che con un tiro sporco elude la selva di gambe presente in area e porta in vantaggio la squadra di Pasculli. Potrebbe subito arrivare anche il tris ma la legnata da fuori di Parlati sfiora il palo sinistro. Il leitmotiv della partita vede il Lecce sfondare sulla sinistra ed il Foggia cercare una serie di ripartenze facendo perno sulla punta centrale Sciangalepore. A conferma di tutto questo al 44′ c’è uno slalom gigante di Fersini che reclama il rigore per un contatto con Dinielli: il direttore di gara Bizio opta per la non concessione.

Il Foggia nella ripresa passa al 4-3-3 con Monopoli che subentra al difensore Dinielli. La sostituzione porta subito ad un immeritato pari con Sciangalepore che anticipa Morello nell’area piccola e batte Chironi. 2-2 e tutto da rifare per il Lecce di Pasculli che tenta di ovviare al relax di inizio ripresa con l’ingresso di Gaetani più offensivo rispetto a Parlati. La scossa sembra arrivare dai piedi di Guadalupi che al 56′ sfiora il palo con un pallonetto dalla trequarti. Dall’altra parte il Foggia continua a macinare gioco, ma senza sporcare i guanti di Chironi. Per i dauni sono da menzionare, oltre alla grande partita del numero 9 Sciangalepore, le belle azioni del centrocampista di quantità Di Gregorio e della seconda punta Ardore.

La squadra di Pasculli, forte del maggior peso offensivo, al 70′ sfiora il 3-2 con Guadalupi ma il suo rasoterra bacia il palo interno e si allontana dallo specchio della porta difesa da Monaco. Il mister foggiano Lo Polito avverte il pericolo ed intima ai suoi di giocare palla a terra ed in modo semplice. Ancora Guadalupi sfiora il gol al 73′ con una punizione centrale da venti metri. Nonostante il maggior quantitativo di occasioni prodotte dal Lecce il Foggia dà la sensazione di poter essere pericoloso da un momento all’altro. Pasculli richiama Montinaro in panchina per Rotunno ma è ancora occasione sciupata al 78′ con Monaco che spara in aria un pallone da buona posizione con il portiere Monaco ancora posizionato troppo in avanti. Le folate del Foggia ed il calo in fase di costruzione esaltano Versienti, autore di una serie di recuperi da applausi sugli avanti dauni. Il calo colpisce il capitano Gianmarco Monaco che, dopo un primo tempo eccellente, si macchia di una serie di errori evitabili.

I Satanelli arrivano vicini ad un vantaggio insperato con il metronomo Martino all’81’che da distanza siderale tenta il jolly. Il Lecce merita da vincere ma prima Gaetani all’85’ e poi Fersini all’86’, dopo l’ennesima bell’azione di Guadalupi, non inquadrano la porta. I cinque minuti di recupero portano al forcing finale del Lecce che però è sterile a causa dell’incapacità nell’ultimo passaggio ed anzi è il Foggia ad impensierire Chironi al 93′. Il Lecce impatta immeritatamente ma c’è da dire che è mancata una quota abbondante di cinismo sottoporta.

 

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