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LECCE – (di Massimiliano Cassone) – 1, 2, 3, 4, 5… 536: Robba te pacci. Si potevano contare in pochi minuti gli spettatori presenti al “Via del Mare” per assistere all’incontro di Coppa Italia Lecce-Foggia; Pasquale Padalino ex giallorosso, ora allenatore dei dauni, a fine gara ha detto di essere rimasto colpito dallo stadio vuoto.

padalino e Lerda
L’ex Pasquale Padalino e Franco Lerda

E non solo lui, tutti i presenti si sentivano in un deserto, anche se di reali tifosi mancavano solo i ragazzi della Nord, tra gli altri assenti potremmo annoverare quelli che criticano la società, che vorrebbero magari organizzare dei sit-in di protesta, praticamente i tastieristi che sui social sfogano le frustrazioni personali. Ai 536 paganti bisogna poi togliere gli ultras del Foggia per capire quanti “leccesi” ci fossero realmente.

Ieri sera la squadra di Lerda ha vinto con il minimo scarto, ma era quello che serviva per cercare di dare un calcio alla malinconia, alla paura, alla mancanza di positività sperando che l’ambiente cambi rotta e ritorni a dare fiducia ai ragazzi che sono stati fischiati (da una minoranza) nonostante la vittoria.

Nel pentagramma di ieri, le note positive sono state tante, ad iniziare dalla mossa apparsa in un primo momento avventata e cioè di dare la fascia di capitano a Vinetot; a mente lucida, invece, si capisce di come Lerda, usando lo zelo del buon padre di famiglia, abbia voluto spronare questo calciatore sembrato la brutta copia di se stesso nelle prime, dannate 5 giornate. Poi possiamo parlare dell’ottimo esordio del giovane Gianmarco Monaco, figlio d’arte, che ha dimostrato di avere le qualità giuste, zittendo qualche maligno (a Lecce non mancano mai). E del gol di Beretta ne vogliamo parlare? Ottima la prova dell’ex milanista che dimostra di essere più in forma del suo compagno di reparto (Zigoni) e segna un gol da attaccante vero. E per finire a Bleve che ha dimostrato la maturità giusta per far fronte alle critiche ricevute dopo la sua prima da titolare in campionato, disputando una gara precisa.

Altra nota di colore, gli ultras foggiani che hanno cantato per tutta la gara senza mai offendere il Lecce o schernire chi o qualcuno; hanno cantato contro la tessera del tifoso, hanno gridato il loro pensiero: “Ultras liberi” e la loro identificazione odierna e cioè Curva Nord Franco Mancini, nella quale s’identificano i tre gruppi storici ULTRAS 1980, VECCHIO REGIME e CIURMA NEMICA. Presenti e corretti.

E come per magia, se il Lecce continuerà a vincere una, due, tre, quattro partite ancora di fila, siamo certi che il clima di sfiducia pian piano lascerà il posto alla speranza che la serie B possa essere centrata.

Basta poco nella vita per far cambiare il corso delle situazioni, a molti basta un po’ di vento. “Robba te pacci”…

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