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LECCE (di Carmen Tommasi) – Morale sotto i tacchi. Zero punti in classifica. Quattro sconfitte di fila. Dieci gol incassati. Quattro messi a segno. Infermeria pericolosamente affollata con Miccoli e Bogliacino out e gli stessi Rullo, Parfait, Papini e Bencivenga fuori causa.

Questa l’amara eredità lasciata da mister Francesco Moriero a Franco Lerda, un fardello pesante e sicuramente non facile da azzerare in poco tempo. E lo sfortunato tecnico salentino avrebbe sicuramente voluto e meritato un qualcosa di più per quella che era sempre stata la panchina dei suoi sogni.

Ma si sa, a torto o a ragione, l’allenatore nel calcio è sempre il primo a pagare ma, come ha dichiarato il responsabile dell’area tecnica giallorossa Antonio Tesoro, il giorno della presentazione del tecnico di Fossano, “ringrazierò Checco quando questo brutto periodo sarà passato e sono certo che ne usciremo, perché sarà soprattutto allora che mi ricorderò di lui”.

Ora spetta all’ex Toro, richiamato dai Tesoro dopo l’esonero della scorsa stagione, la missione per niente facile di dare un perché ad una squadra apparsa priva di una condizione fisica accettabile, senza una consapevolezza tattica ben definita e soprattutto con la zavorra mentale di un inatteso e solitario ultimo posto in classifica ed a secco dello straccio di un almeno un punto.

Domani c’è la partita-verità, nel “caldo” stadio “Renato Curi“, contro il Perugia di mister Camplone e di certo in una settimana di lavoro con Lerda alla guida del suo nuovo Lecce non ci si possono aspettare i “miracoli”, ma una squadra con una mentalità più aggressiva e rinnovata tatticamente, di certo sì. E forse anche quel 3-5-2 che potrà esaltare al meglio le qualità di Bellazzini e compagni. O almeno si spera. In attesa del ritorno di capitan Miccoli e delle sue magie, delle geometrie e della classe di Bogliacino, l’uruguaiano timido e silenzioso del Lecce.

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