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(di Massimiliano Cassone) – Il Lecce arriva a Benevento per dare e darsi una risposta. Troppo brutto quello visto contro L’Aquila, così e così quello della prima giornata a Salerno. Due sconfitte che bruciano come sale al sole su ferite aperte, un bilancio che ha sbalordito in negativo tutti, addetti ai lavori compresi.

L’unica realtà, non è un alibi, è che la compagine giallorossa al momento sta cercando di diventare un gruppo e di cementarsi per diventare una vera squadra. Di fronte hanno il Benevento di Mister Carboni che arriva all’appuntamento di oggi con 4 punti da imbattuto, dopo aver dimostrato di giocare un calcio molto offensivo, votato allo spettacolo.

La squadra di casa scende in campo con un 4-3-3: Baiocco; Zanon, Som, Mengoni, Milesi; Vacca, Mancosu, Di Deo; Evacuo, Montiel, Campagnacci.

Moriero sceglie di cambiare modulo e disegna un 4-4-1-1 con Perucchini in porta, Bencivenga e D’Ambrosio sulle fasce difensive con Martinez e Vinetot centrali; Parfait e Salvi a Melara, Ferreira Pinto e Bellazzini al servizio di Miccoli.

Benevento in maglia giallorossa e pantaloncini neri e Lecce total White.

Al 3’ il Benevento si rende pericoloso con Evacuo di testa, nell’azione si fa male Bencivenga, al suo posto entra Nunzella che passa a sinistra con D’Ambrosio a destra.

I padroni di casa partono spavaldi ma i giallorossi sembrano ordinati e propositivi.

Al 10’ Di Deo sguscia sulla sinistra sfruttando un leggero ritardo di Nunzella e calcia di poco a lato provocando le ire di Perucchini che richiama i compagni all’attenzione. Al 13’ lo stesso Nunzella viene ammonito per fallo su Campagnacci appena fuori dall’area, brividi per la retroguardia salentina.

Gara ruvida; a centrocampo Salvi e Parfait fanno a sportellate con Mancosu e Di Deo.

Al 15’ Miccoli gira da fuori area un pallone che il portiere ribatte in angolo e un minuto dopo è Parfait a provarci da fuori ma il suo tiro è velleitario.

Partita gradevole con capovolgimenti di fronte veloci e repentini. Al 21’ Vinetot s’addormenta e regala la palla del vantaggio ad Evacuo che però sbaglia a tu per tu con Perucchini.  Al 24’ Miccoli innesca Ferreira Pinto che al volo, dal lato destro appena entrato in area, lascia partire una sciabolata che Baiocco para. Al ancora 26’ Miccoli regala una palla d’oro a Bellazzini in area ma lui manca la sfera e fallisce l’appuntamento con il gol. Sul capovolgimento di fronte, Montiel impegna Perucchini che si fa trovare pronto. Al 29’ Salvi viene ammonito per fallo su Mancosu a centrocampo, involontario ma pericoloso, lo colpisce al ventre con la suola della scarpa.

Al 31’ il gol del Benevento: Mancosu da fuori area castiga Perucchini che tocca con la punta delle dita ma non evita alla sfera di insaccarsi.

Due minuti dopo D’Ambrosio è costretto al fallo su Mancosu che sulla destra andava verso la porta, giallo per lui. Il Benevento prende il sopravvento ed il Lecce entra in confusione fino al 36’. La squadra di Moriero ci prova timidamente al 39’ con Bellazzini da fuori area ma la difesa devia in angolo. Al 42’ Melara in azione di confusione in area manda alto sopra la traversa e qui si spegne il Lecce. Un black-out che porta al secondo gol dei sanniti che al 45’ raddoppiano: Evacuo riprende il pallone respinto da Perucchini e fa sprofondare il Lecce nel pozzo degli orrori. Termina così il primo tempo, con il Benevento in vantaggio di due gol.

Nessun cambio ad inizio secondo tempo se non un movimento sulla panchina del Lecce: Zigoni, Doumbià e Ferrero iniziano il riscaldamento.

I padroni di casa partono con lo stesso piglio del primo tempo dimostrando di non accontentarsi dei 2 gol di vantaggio. Per il Lecce è una dura salita ma non fa nulla per cambiare le sorti dell’incontro tanto che al minuto 56’ Campagnacci al volo di destro timbra la traversa che trema ad oltranza. Nemmeno un giro di lancette d’orologio e Perucchini respinge con i pugni il sinistro al veleno di Di Deo. Benevento vicino al gol anche al 61’ con Montiel di testa. Al 62’ dalla distanza Mancosu colpisce il palo, salentini in confusione.

Moriero tenta di riacciuffare la gara per i capelli e manda in campo Beretta per Ferreira Pinto e Zigoni per Bellazzini. Al 65’ Beretta impegna di destra Baiocco; il Lecce sembra dare segnali di vita. Carboni risponde a Moriero e manda in campo Espinal e Agyei che rilevano Montiel  e Som. Al 68’ terzo gol del Benevento, su punizione Mengoni buca una barriera che si apre proprio sul più bello ed umilia il Lecce. Al 73’ il Lecce accorcia le distanze: Miccoli su punizione per un fallo subito da Beretta, disegna una parabola all’incrocio dei pali da posizione defilata che non lascia scampo a Baiocco.

Al 75’ quarto goal del Benevento: l’arbitro assegna un calcio di rigore per un’entrata scomposta di Vinetot su Evacuo. Dal dischetto lo stesso Evacuo fa poker e per Moriero cala la notte più buia.

Tra il minuto 85 e 88 Baiocco compie tre miracoli su Miccoli; il “Romario del Salento” è l’unico a lottare “cu llu sangu all’ecchi”. Tolto lui, la squadra di casa sembra il miglior Barcellona di fronte all’inconsistenza del Lecce.

È triste, molto triste vedere la formazione di Piazza Mazzini ridotta in queste condizioni: troppo brutti per essere veri. La difesa si è dimostrata ancora una volta incapace di contenere le più elementari azioni degli avversari. Fisicamente inferiori, mentalmente raccapricciati dall’avversario di turno, inermi subiscono ogni schema e giocata altrui. La sensazione più brutta di questa domenica guardando la gara è stata quella che il Lecce sembrava non vedesse l’ora di udire il triplice fischio finale.

A questo punto la panchina di Moriero barcolla e le prossime ore potrebbero essere decisive per il suo futuro in giallorosso. Un sogno inseguito una vita, potrebbe essere distrutto in tre sole sconfitte. Anche se, dalle carenze oggettive notate in molti elementi in campo, non si guarisce certamente con il cambio d’allenatore. L’unico rammarico è che il Lecce non sembra ancora una squadra di calcio ma una comitiva di persone che si vestono da calciatori. Il tempo aiuterebbe il tecnico di Lecce a fare gruppo, però qui il tempo sembra ormai scaduto.

A fine gara Miccoli, Salvi e Nunzella vanno dai tifosi, è proprio il capitano che discorre a testa alta scusandosi e regalando la maglia.

Il Lecce cercava di dare risposte e l’unica data è quella di non essere ancora una squadra. È un momento difficile per il team dei due mari, bisogna lavorare, lavorare e lavorare… Esonerare Moriero non sarebbe la migliore delle soluzioni. Un dato è certo, in avanti c’è bisogno di un attaccante, perché non tesserare subito Cortelezzi? In attesa che Zigoni o Beretta dimostrino se sono da Lecce oppure no, sarebbe opportuno avere un altro attaccante. E in difesa urge un centrale, al momento Vinetot è inguardabile.

Tabellino

Benevento: Baiocco, Zanon, Som (66’ Agyei), Vacca (78’ De Risio), Mengoni, Milesi, Montiel (66’ Espinal), Di Deo, Evacuo, Mancosu, Campagnacci. A disp: Zummo, Frasciello, Altinier, Buonaiuto. Allenatore: Carboni.

Lecce: Perucchini, Bencivenga (5’Nunzella), D’Ambrosio, Salvi, Vinetot, Martinez, Bellazzini (53’ Zigoni), Parfait, Ferreira Pinto (53’ Beretta), Miccoli, Melara. A disp: Bleve, Ferrero, Amodio, Doumbia. Allenatore: Moriero.

Marcatori: 31 Mancosu, 45’ e 75’ Evacuo, 68’Mengoni, 73’ Miccoli

Ammoniti: 13′ pt Nunzella, 33′ pt D’Ambrosio, 47′ st Agyei

Arbitro: Pietro Dei Giudici di Latina.

Commenti

1 commento

  1. Un primo tempo volenteroso, ma evanescente. Nel secondo tempo assai poco, se non la classe di Miccoli ed un promettente Beretta…

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