LECCE – (di Pierpaolo Sergio) Aria pesante negli spogliatoi del “Via del Mare” come pure in sala stampa. Il ko ineccepibile rimediato da Miccoli e compagni è di quelli che fanno suonare inevitabilmente il campanello d’allarme. L’unico volto disteso e soddisfatto è quello del tecnico abruzzese Pagliari: “Abbiamo fatto una grande prestazione. Siamo stati praticamente perfetti in fase di possesso palla, anche se abbiamo sbagliato qualche ripartenza di troppo. Il Lecce? Non sempre si deve giudicare una squadra solo in base a se stessa. Occorre valutare anche i meriti dell’avversario. Avevo visto i giallorossi nella gara di Salerno e, constatando che erano stati micidiali nelle ripartenze, ho modificato il mio schema tattico in un 4-3-3 anche perché potevo contare sul rientro di Carcione e su Ciotola che considero un valore aggiunto“.

A presentarsi ai giornalisti per il Lecce è stato per primo il Direttore tecnico, Antonio Tesoro, sconcertato e preoccupato per la prova della squadra giallorossa: “Non sono qui per fare l’analisi della partita – ha esordito il diesse – Sento il dovere di metterci la faccia e chiedere scusa a tutti i tifosi per una prestazione a cui non trovo altri aggettivi da dare, davanti a tanta mediocrità, se non inguardabile ed inqualificabile. L’unica cosa che a stento mi consola è che non si può essere più brutti di come lo siamo stati stasera. Non salvo nessuno, compresi i reduci dell’anno scorso, anche se una nota di merito la rivolgo a Salvi e Bencivenga, non a caso i più caratteriali in questo gruppo. Se il Lecce fosse quello visto oggi significherebbe essere in mezzo ad una strada, che ho sbagliato proprio tutto in campagna acquisti, avendo davanti agli occhi solo lacune, tutte lacune. Preferisco pensare che non sia possibile. Come accaduto a Salerno – ha proseguito con tono alterato Tesoro e con lo sguardo basso – al gol subito non ha fatto seguito alcuna reazione. Hanno passeggiato in campo. E’ il momento di tirar fuori il carattere, oppure si prenderanno schiaffi morali e materiali. Stasera spero e credo che si sia toccato il punto più basso. Un atteggiamento intollerabile ed indecoroso verso la città di Lecce. L’ambiente non è, giustamente dopo i fatti dell’anno scorso, positivo ed una squadra con così poco carattere come questa ne risente“.

Dello stesso tenore le dichiarazioni del tecnico Francesco Moriero, fiero ma scuro in volto e con una certa dose di nervosismo tutt’altro che latente: “Ho sbagliato io a fare tutte le scelte. Mi assumo le colpe di questa sconfitta. Non ci sono alibi. Serve abbassare la testa, ora, e rimettersi al lavoro, occorre sacrificio, cercando di restare compatti. Mi prendo tutte le responsabilità di come la squadra è scesa in campo, delle scelte tecnico-tattiche fatte e ci metto la faccia. Sapevo che avrei dovuto affrontare queste difficoltà accettando la panchina del Lecce, le avevo messe in conto, non mi spavento ma comunque non mi aspettavo di partire così male in campionato. Era un rischio connesso al ruolo che occupo e di cui ero conscio fin dalla firma del mio contratto. Credo in ciò che faccio e vado avanti“.

Poi conclude con un paio di considerazioni che fanno riflettere: “Non mando i giocatori allo sbaraglio. Le soluzioni tattiche le maturo coscientemente e me ne prendo la paternità. Non si può abbandonare adesso la baracca“.

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