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Beers-cheersLECCE – La vicenda è tutt’altro che semplice da gestire e comprendere per chi non è addentro alle dinamiche che portano migliaia di giovani a darsi appuntamento in spiaggia e nei locali più in ad ascoltare musica ad altissimo volume e bere quantità mostruose di alcolici e superalcolici, creando in alcuni casi problemi di sicurezza per tutti gli altri villeggianti o turisti ma anche per i residenti abituali, costretti a fare i conti con una popolazione estiva che si decuplica rispetto a quella del resto di tutto l’anno.

Il fenomeno è in larga ascesa da qualche tempo ormai e le recenti notizie di cronaca che hanno interessato Gallipoli e la vita notturna delle località marine del Salento hanno fatto sì che i riflettori si accendessero forzatamente su vicende tutt’altro che nuove anche a queste latitudini, che sconfinano talora nell’uso di sostanze stupefacenti o nell’assunzione inconsapevole della cosiddetta “droga dello stupro” da parte delle vittime di violenze sessuali.

Se l’allarme stupri (o presunti tali) nel Salento rischia dunque di segnare negativamente una stagione con numeri invece da record, ecco che arriva la “ricetta” delle autorità territoriali per tentare di porre un freno e prevenire altri casi.

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Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica si è così riunito in mattinata, nella Prefettura di Lecce, stabilendo che da oggi e fino alla fine della stagione estiva (tra l’altro ormai al termine…), a Gallipoli saranno proibiti gli happy hour nei lidi balneari con il conseguente divieto di somministrare alcolici e superalcolici. Saranno inoltre ridotte le autorizzazioni ed i permessi per organizzare feste e spettacoli che non si potranno più svolgere in concomitanza di orario.

Ma può essere realmente efficace e sufficiente l’adozione di simili misure? Forse sarebbe necessario iniziare a riflettere sull’idea di divertimento ad ogni costo, nonché sulla spregiudicata sessualità di consumo che porta teen ager e ragazzi di tutte le età a sperimentare sulla propria pelle il brivido del proibito, incuranti ed incoscienti del valore della vita e della persona.

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