
LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Non riesce neppure questa volta al Lecce l’impresa di battere la Juventus, una delle big del calcio italiano, sia pure in un momento complicato, e così arriva un’altra sconfitta interna che lascia per di più strascichi in termini di assenze forzate nell’immediatpo futuro. L’infortunio di Tiago Gabriel e l’espulsione di Gaspar complicano i piani di mister Di Francesco che prova a mischiare le carte con un assetto tattico a tre in difesa prima ed a due punte nel finale che, tuttavia, non portano frutti. Migliore in campo tra i giallorossi Maleh che corre e lotta per due. Male lo stesso Gaspar per la follia commessa a gara ormai finita e Geubbels che esce tra i fischi degli oltre 27.000 spettatori del “Via del Mare“. Giovedì a Frosinone turno infrasettimanale che si fa complicato.
FALCONE voto: 5
Dopo qualche sporadica occasione sventata dai compagni della difesa, incassa due reti in 10 minuti che mettono la gara in discesa peer una Juventus in controllo totale per tutto il primo tempo. Qualche responsabilità sul primo gol di McKennie su cui tarda l’uscita lasciando il bianconero libero di colpire a colpo sicuro. Sul raddoppio di Douglas Luiz tocca il diagonale ma non quel tanto da mandarlo fuori dallo specchio. Nella ripresa non deve intervenire se non per l’ordinaria amministrazione, facendosi notare per la tirata di orecchie a Gaspar quando viene espulso per proteste in pieno recupero.
D. VEIGA voto: 5,5
Si sfianca in un continuo proporsi in avanti e rientrare per controlare le folate avversarie che dalle sue parti sfondano più raramente rispetto al fronte opposto. Tuttavia concede troppi spazi a Cambiaso che più volte nei primi 45 minuti crea pericoli disinnescati per lo più da errori dell’esterno ospite. Meglio nel secondo tempo in cui si affaccia nella metà campo avversaria con frequenza e mette palloni interessanti in area senza che nessuno riesca a sfruttarli. Soffre in marcatura ma sullo 0-2 era la scelta meno grave.
TIAGO GABRIEL voto: 6,5
Vive sul chi va là visti i ripetuti scatti della coppia di attaccanti schierata oggi titolare da Spalletti. Tanti i duelli che ingaggia e molte volte ne esce vincitore, eppure la porta giallorossa non riesce ad essere schermata a dovere. Sua l’unica conclusione del primo tempo verso la porta di Vicario quando al 42° calcia a lato da fuori area. Inizia il secondo con grande piglio e si affaccia in area ospite cercando la spizxzata vincente sui corner. Fa in tempo a recuperare un paio di situazioni potenzialmente pericolose nella propria area ma poi si infortuna e deve lasciare il campo sconfortato tra gli applausi dei 27.130 spettatori in tribuna.
→ (dal 60°) NDABA voto: 6
Partecipa alla fase didfensiva con ordine anche perché la Juve non attacca più con convinzione e deve limitarsi a liberare l’area nelle mischie sui corner battuti dai bianconeri.
GASPAR voto: 4
Nasce da un suo errato rilancio in avanti l’azione che porta alla punizione per la Juve ed al vantaggio che sblocca l’incontro. Fino ad allora aveva controllato non senza fatica gli avanti bianconeri a cui non concede conclusioni verso Falcone. Il peggio arriva nella ripresa quando riceve un’ammonizione discutibile che lo innervosisce perché aveva subito fallo prima lui da Woltemade, fino alla ingiustificabile protesta finale quando si fa cacciare dall’indisponente Maresca che gli sventola il cartellino rosso che gli farà saltare almeno due gare e, visto lo stop di Tiago Gabriel, risulta una follia inaccettabile dopo quella dello scorso anno contro il Como.
GALLO voto: 5,5
Preso nella tripla morsa preparata da Spalletti lungo quella fasxia, vive una serata da incubo vedendosi surclassare da maglie bianconere che sfrecciano veloci verso la sua area di rigore. Rincorre ora Kalulu, ora Gatti, ora McKennie ma da quel versante arrivano i pericoli maggiori per la porta del Lecce. Scarso il contributo che i compagni gli offrono e così diventa impossibile opporre resistenza come invece l’occasione richiedeva. Le cose migliorano nei secondi 45 minuti in cui viene tenuto meno sulla corda e trova il modo di apingere in avanti a mettere palloni in area anche se senza frutti.
KABA voto: 5,5
Pressing alto solo nei primi 5 minuti di gioco poi solo tante rincorse appresso i portatori di palla avversari che lo surclassano in velocità e capacità di recuperare il possesso ogni volta che la retrogiuardia salentina alleggeriva. Cerca di farsi rispettare col fisico e farsi vedere in area juventina ma con scarsi risultati. All’intervallo resta negli spogliatoi con Di Francesco che ridisegna l’assetto tattico del Lecce.
→ (dal 46°) SIEBERT voto: 6
Con il suo ingresso in campo il Lecce passa alla difesa a 3 e la situazione diventa sicuramente più sostenibile contyro un avversaria che bada a mantenere il dioppio vantaggio e lascia l’iniziativa ai padroni di casa. Si affaccia in attacco a più riprese e innesca qualche contropiede non finalizzato a dovere ma è vincente nei corpo a corpo contro gli attaccanti ospiti e a Frosinone toccherà a lui guidare la difesa leccese viste le sicure assenze degli altri comprimari.
NGOM voto: 5
Troppo lento e prevedibile nelle giocate che compie, perde troppi palloni in mezzo al campo e non trova lo spunto vincente per ribaltare l’azione e lanciare in avanti verso gli attaccanti di serata. La mediana viene travolta dalle veloci ripartenze della Juventus e la squadra di casa soffre maledettamente senza trovare modo di offendere e limitare le giocate in verticale che mettono in ambasce la difesa salentina. Infarcisce il suo secondo tempo di qualche errore tecnico di troppo e finisce senza sussulti una gara anonima.

MALEH voto: 6,5
Il migliotre in campo stasera tra i leccesi. Lotta e corre per due a centrocampo ma il suo forcing non è accompagnato efficacemente dal resto del reparto e dagli altri compagni che spesso sono in ritardo e lasciano tutte le seconde palle agli ospiti. Si danna l’anima ma non riesce a dare la scossa al resto dei giallorossi che a più riprese appaiono sonnacchiosi e lenti. Tenta la battuta a rete senza fortuna nel secondo tempo e gira a ritmi alti fino al triplice fischio.
FATAH voto: 5
Prestazione incolore e senza acuti in una partiota in cui non trova mai il modo di penetrare in area juventina, ma deve sudare e non poco nel rincorrere gli esterni bianconeri che imperversano sulla propria fascia destra senza trovare degna opposizione. Perde molti contrasti e patisce il mismatch fisico con i difensori di Spalletti. Non rientra sul terreno di gioco per disputare la ripresa ed a giusta ragione.
→ (dal 46°) MONTEIRO voto: 5,5
Entra bene in gara anche se si fa vedere in area juventina siolo con un colpo di testa deviato da un difensore che Vicario poi neutralizza senza affanni. Tanto movimento, qualche pallone recuperato e ripartenze in velocità in più occasioni ma poi si annebbia nel finale e non punge più.
GEUBBELS voto: 5
Altra prestazione incioliore. Gira ben a largo dall’area di rigore e non ha neppure una occasione per impensierire Vicario. In più, legge male le trame di gioco e si fa triovare più volte in colpevole fuorigioco ritardando il rientro in linea con la difesa avversaria, Nel secondo tempo ha un solo pallone da calciare in porta ma spara in curva ed esce subito dopo tra i fischi del pubblico spazientito.
→ (dal 71°) ESTEBAN voto: 6
Entra tra l’ovazione dei suoi tifosi e prova subito a colpire di tacco e sorprendere Vicario sul primo palo, ma il tocco elegante non inganna il portiere. Da lì in poi perde qualche contrasto e viene toccato duro dai difensori juventini senza che l’arbitro Maresca usi lo stesso metro di giudizio nei loro confronti.
N’DRI voto: 6
Molto mobile e propositivo, approccia bene al match giocando sempre con propensione ad offendere. Spesso predica a vuoto non accompagnato dagli altri compagni di reparto e il Lecce perde il modo di diventare pericoloso. Ci prova allora a tirare direttamente in porta ma senza la necessaria precisione. Nel finale di partita esce esausto dopo aver dato tutto.
→ (dall’85°) STULIC voto: S.V.
Pochi minuti per lui che fa passare la linea d’attacco a due punte ma non gli capita neppure mezzo pallone giocabile.
All. DI FRANCESCO voto: 5
Si aspettava un Lecce umile, coraggioso e attento e lo vede solo nei primi 5 minuti della gara. Poi la sua squadra si abbassa troppo e subisce il martellamento ai fianchi della Juventus che attacca a spron battuto dalla fascia destra dobe Gallo e soci vanno in apnea senza opporre freni. Falcone capitola su una dormita della retroguardia sulla punizione di Douglas Luiz che permette a McKennie di sbloccare il match e poi concede il raddoppio non andando a chiudere in tempo sulla battuta dal limite dello stesso brasiliano che blinda il riosultato e permette ai bianconeri di placare gli animi di chi voleva la testa di Spalletti. Di contro, giocare solo un tempo col piglio necessario non può bastare ad una squadra che lamentava assenze importanti soprattutto in mezzo al campo. Il cambio di modulo produce qualche risultato ma l’epilogo, pur preventivabile, lascia comunque l’amaro in bocca anche per l’uscita anzitempo di Tiago Gabriel e la sciagurata protesta di Gaspar che si fa espellere a partita ormai chiusa creando ulteriori difficoltà in vista delle prossime gare.















