LECCE – Direttamente o indirettamente, l’U.S. Lecce continua a fare notizia oltreoceano. Dopo la partecipazione di Helen Mirren al The Tonight Swow di Jimmy Fellon, il New York Times ha pubblicato un articolo in cui si approfondisce l’iniziativa promossa da Lecce Love, ramo sociale della società giallorossa nel pre-partita di Lecce-Monza, per ricordare la squinzanese Lorena Isceri, vittima di femminicidio da parte dell’ex compagno. A spiegare il perché dell’iniziativa è stata la signora Marina D’Arpe, moglie del presidente Saverio Sticchi Damiani, che è stata intervista dal redattore del noto quotidiano statunitense.
«Lorena era della nostra terra», ha raccontato la first lady del club salentino a The Athletic. «Parlare di lei al passato è fonte di infinita tristezza. Faceva parte della nostra comunità e qui c’è un forte senso di appartenenza e di identità. Si trovano italiani del Sud e salentini ovunque; ci sono comunità in ogni parte del mondo, ma restiamo uniti. Lorena era salentina come tutti noi. Ho pensato che quanto le è accaduto meritasse un momento di attenzione particolare, una rottura rispetto al protocollo ed alle convenzioni. Volevo che la ricordassimo in modo da lasciare il segno».
«Il Lecce ha una voce», afferma ancora la signora Marina. «Non siamo solo undici giocatori che disputano una partita a settimana. Il nostro ruolo nella società non può esaurirsi al fischio finale. Quando ho saputo della tragedia che ha colpito Lorena, ho voluto che dimostrassimo senso di responsabilità e usassimo la voce del Lecce per gridare, forte, perché quanto accaduto è stato orribile: l’ennesimo episodio atroce di una lunga serie. Purtroppo ormai ci siamo abituati, e questo non deve accadere».
L’U.S. Lecce porta avanti un’iniziativa benefica chiamata “Lecce Love“, attiva sul territorio. Invece di limitarsi a replicare le iniziative che la Serie A promuove ogni novembre in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Marina D’Arpe ha lavorato con Ilenia de Pascalis ed Angelica Treglia a qualcosa di più incisivo. Hanno chiesto alla Lega Serie A se, per la partita con il Monza, le mascotte che accompagnano l’ingresso in campo dei calciatori potessero essere delle ragazze. A loro è stato chiesto se volessero partecipare, poi sono state informate sul tema del femminicidio e rese consapevoli dell’importanza di accendere i riflettori su questa problematica. “Molte di loro si sono commosse“, ha concluso la moglie del presidente.















