LECCE – Domani, mercoledì 19 agosto, alle ore 21:00, nella suggestiva cornice di Belvedere Acquaviva, a Marittima di Diso, la pianista Eleonora Pertz sarà protagonista del concerto “Terra“, per la sezione “Altre tastiere” del Festival Organistico del Salento. Un recital che invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra l’uomo e la natura attraverso la musica. Il programma si sviluppa come un percorso narrativo, nel quale opere di epoche diverse dialogano tra loro attorno a un tema comune: la terra come luogo di appartenenza, forza primordiale, memoria e rinascita. Dai grandi autori del repertorio europeo fino alle voci della musica contemporanea, il concerto propone un itinerario capace di attraversare paesaggi sonori molto differenti, mantenendo però un forte filo conduttore poetico.

Eleonora Pertz è una pianista di formazione internazionale che svolge un’intensa attività concertistica in Europa e negli Stati Uniti. Il suo repertorio spazia dalla musica classica alla produzione contemporanea. Ad aprire il concerto sarà Black Earth di Fazıl Say, una delle pagine pianistiche più celebri del compositore turco. Ispirata ad una melodia popolare dell’Anatolia, l’opera sorprende per la capacità di trasformare il pianoforte in uno strumento dal timbro quasi percussivo. La “terra nera” del titolo diventa metafora delle radici, della memoria e della continuità tra uomo e natura, dando avvio a un percorso musicale di intensa forza evocativa.

Accanto a questa pagina si collocano le due composizioni di Tristan Visser, Etna Boati, ispirate all’energia del vulcano siciliano. Qui la natura non è contemplazione, ma movimento, trasformazione e potenza creatrice, resa attraverso una scrittura pianistica ricca di contrasti timbrici e ritmici. Il recital attraversa poi alcuni dei vertici della letteratura pianistica europea. Particolarmente significativa è la scelta del terzo movimento della Fantasia op. 17 di Robert Schumann, una delle pagine più intense del Romanticismo. È una musica che invita all’ascolto profondo e che conclude idealmente il viaggio iniziato con la forza primigenia della terra.

Il concerto rappresenta così un’occasione per ascoltare una delle interpreti più interessanti della nuova generazione in un programma che supera i confini cronologici della storia della musica e propone una riflessione sul nostro rapporto con il paesaggio, con la natura e con il tempo.

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