PALERMO (di Pierpaolo Sergio) – Davanti a ben 32.000 spettatori il Lecce esce subito dal tabellone della Coppa Italia 2026/’27 cedendo le armi ad un Palermo più cinico e preciso sotto porta, a cui basta giocare solo un tempo per guadagnarsi i Sedicesimi di Finale. I giallorossi concedono troppo nel primo tempo e incassano le reti di Vavassori e Pohjanpalo che decidono il confronto anche se nella ripresa i salentini hanno avuto diverse occasioni per riaprire il match con Geubbels e Stulic schierati insieme in avanti, ma con la mira imprecisa. Giallorossi che ora si concentrano sul campionato con l’esordio di domenica a Venezia in cui servirà ben altro atteggiamento soprattutto tra difesa e centrocampo, aspettando eventuali innesti di mercato che urgono come non mai.

FALCONE voto: 5,5
Inizia con un tocco in area per costruire dal basso l’azione su cui il Palermo va vicino a far centro. Si mette poi evidenza già al 13° su diagonale basso di Johnsen ma, sugli sviluppi dell’azione, incassa la rete del vantaggio di Vavassori su cui non può nulla. Incassa il secondo gol da Pohjanpalo al 42° che lo beffa con un rasoterra su cui ha qualche responsabilità visto che non gli riesce la deviazione col piede e la sfera s’insacca sotto la traversa. Seconda frazione con meno interventi degni di nota se non quallo al 65° quando nega a Segre la terza trete su bolide dalla distanza che devia a mani aperte.

VEIGA voto: 5
Praticamente inesistente per tutto il primo tempo sia in marcatura che in fase propositiva. Non è un caso che le reti del Palermo arrivino dalla corsia destra leccese. Johnsen e Augello sulla fascia di sua competenza godono di eccessiva libertà. In più non offre la necessaria collaborazione a Pierotti che spesso lotta da solo contro più avversari andando ad infrangersi contro il muro della difesa palermitana. Anche nella ripresa resta sempre ai margini della manovra e stenta ad accendersi lasciando ampi varchi lungo l’out di sua competenza. Al momento è senza un sostituto e deve restare sul terreno di gioco anche se senza più una goccia di energia.

GASPAR voto: 5
Nell’azione del gol dei padroni di casa si addormenta sul fallo laterale e da lì scaturisce la zampata sotto misura di Vavassori. Stesso spartito in occasione del raddoppio dei siciliani che arriva sempre sugli sviluppi di un fallo laterale su cui la difesa giallorossa dorme concedendo la possibilità di andare al tiro con troppa libertà. Poca attenzione negli uno contro uno ed eccessiva confidenza in area di rigore. In campionato servirà tutt’altro attegfgiamento.

TIAGO GABRIEL voto: 6
Pezzo pregiato sul mercato ma al momento ancora in giallorosso, si presenta subito con una chiusura tempestiva Johnsen lanciato a rete. In marcatura va a piazzarsi sulle tracce di Pohjanpalo in collaborazione con Gaspar ma in una serata appannata per entrambi. Al 30° è bravo a stoppare in piena area palermitana un pallone che giungeva dalle retrovie e tentare il pallonetto su Fortin in uscita ma il tutto mentre era in fuorigioco. Nella ripresa, si fa vedere in area avversaria al 48° quando alza troppo la mira colpendo di testa ma spedendo la palla alta oltre l’incrocio dei pali. Cerca di reggere fino alla fine con un Palermo che si limita a gestire il doppio vantaggio.

GALLO voto: 5
Forse emozionato dal ritorno nella sua città natale, si fa ingenuamente anticipare da Vavassori che gli arriva da dietro e lo anticipa toccando sotto rete la palla dell’1-0. Lento e impacciato per larghi tratti del match, si accende al 56° quando offre un preciso cross a Geubbels che però fallisce l’impatto. Fino alla fine non costruisce nulla di interessante e si limita all’ordinario.

NGOM voto: 5
Gioca un primo tempo senza sussulti con tanti passaggi a vuoto, poche idee e poca propensione a fare da filtro davanti alla difesa. La squadra di Inzaghi penetra più volte per vie centrali senza trovare la minima opposizione. Scarsa capacità di lettura delle azioni manovrate avversarie e nessuna attitudine a fornire assist ai compagni dell’attacco. Inspiegabilmente resta in campo dopo l’intervallo mentre ad essere sacrificato è il compagno di reparto Maleh. La sostituzione arriva comunque al minuto 73, in netto ritardo rispetto a quanto fatto vedere in campo. Aspettarsi da lui un campionato da titolare,m in grado di prendersi il Lecce sulle spalle per costruire gioco è un azzardo fin troppo rischioso.

→ (dal 73°) GORTER voto: 6
Sembra più pimpante di qualche altro compagno di reparto e questo già non è poco.

MALEH voto: 5,5
Il buon precampionato disputato gli è valso la fiducia del suo allenatore che gli ha garantito la titolarità nella prima uscita ufficiale della stagione. A tratti troppo leggero nei contrasti corpo a corpo con i rosanero, cerca di farsi trovare pronto per la battuta dal limite ma da lì spesso i padroni di casa imbastiscono micidiali ripartenze che tagliano a fette la retroguardia salentina. All’intervallo viene lasciato negli spogliatoi per ridisegnare tatticamente la squadra giallorossa.

→ (dal 46°) STULIC voto: 6
Con lui in campo il Lecce si ripresenta con due punte centrali e già questa è una buona notizia perché la sqwuadra gira molto meglio. Ha subito ha sulla fronte una ghiotta occasione per accorciare le distanze ma, su cross preciso di N’Dri dalla sinistra, salta indisturbato ma manca il contatto pieno con il pallone che termina a lato abbondantemente. Altra ottima palla-gol al 53° non trasformata su assist di Pierotti con cui triangola bene ma con il difensore che gli mura il tocco sotto misura destinato a rete. Cerca il dialogo con Geubbels in più situazioni dimostrando di poter conviverci.

COULIBALY voto: 5
Lasciato libero di svariare dietro la linea d’attacco, ha sul destro una clamorosa palla da appoggiare a Pierotti ma sbaglia a calibrare la poitenza e spara un rasoterra su cui neppure Geubbels riesce a trovare il tap-in vincente. Al 35° viene ammonito e da lì in poi deve contenere l’irruenza negli interventi. A lui il Lecce affida il compito di creare gioco ma non è una delle sue caratteristiche peculiari e la manovra ne risente negli ultimi 30 metri. Arretra il suo raggio d’azione quando Di Francesco ridisegna tatticamente la sua squadra ma non si vede praticamente più se non al momento della sostituzione.

→ (dall’88°) KABA voto: S.V.
Si rivede in giallorosso dopo l’esperienza di metà stagione al Nantes in attesa di capire se il suo futuro sarà ancora o meno a Lecce.

N’DRI voto: 5,5
Dall’eccessiva abbondanza di esterni d’attacco dello scorso anno, oggi il Lecce deve fare i conti con la mancanza di alternative in quei ruoli. Gioca così da titolare una gara in cui è subito involontario protagonista dell’infortunio del portiere Joronen in uno scontro di gioco col compagno Pierozzi. Beccato dal pubblico rosanero dopo quell’episodio, al 26° reclama un possibile penalty ma l’arbitro Arena lascia correre. Subisce falli su falli e fa rischiare a Palumbo il secondo cartellino giallo. Si rivede nel secondo tempo nella concitata azione in cui il Lecce riesce a fallire tre gol in pochi secondi trovando la respinta di piede di Fortin in angolo. Due minuti dopo è egoista calciando in curva da ottima posizione anziché servire il liberissimo Stulic a centro area. Stanchissimo sbaglia molto nel finale.

GEUBBELS voto: 5,5
Buono l’esordio assoluto con la sua nuova squadra per l’ex Paris FC. Inizio promettente con alcuni buoni palloni recuperati ad innescare un paio di ripartenze vanificate dai compagni. Al 27° riceve palla al limite da N’Dri e calcia a giro ma la sfera non inquadra lo specchio della porta. Poi ha due occasioni intorno alla mezz’ora in cui va vicinissimo al pareggio che non trova per questione di centimetri. Al 56° è ancora impreciso su perfetto cross di Gallo che gli pennella un pallone sulla fronte ma la torsione e l’incornata sono fuori misura. Clamoroso l’errore che commette al 61° su assist di Stulic quando si calcia addosso un pallone da mezzo metro dalla linea di porta. All’80° ultima opportunità per segnare ma apre troppo il piattone e la palla termina larga di poco. Esce affaticato ma lasciando buone sensazioni nonostante gli errori sotto rete.

→ (dall’83°) ESTEBAN voto: S.V.
Spedito sul manto erboso nel finale a risultato ormai deciso.

PIEROTTI voto: 5,5
Riportato nel tridente d’attacco per cause di forza maggiore, l’argentino stenta a rendersi pericoloso per tutti i primi 45 minuti in cui va puntualmente ad infrangersi contro i difensori di Inzaghi che lo raddoppiano e lo triplicano. Non viene aiutato da Veiga che latita nel sovrapporsi lungo la fascia destra, mentre lui tarda su qualche chiusura dovendo coprire tutto il campo in una serata calda e umida. Inizio di ripresa incoraggiante con un paio di incursioni che avrebbero potuto essere finalizzate meglio, ma poi esce stremato a poco più di un quarto d’ora dal triplice fischio.

→ (dal 73°) LAERKE voto: 6
Il giovanotto di belle speranze va vicino alla rete alla prima occasione ma il tiro di prima intenzione su passaggio di N’Dri viene deviato d’istinto dal portiere rosanero.

All. DI FRANCESCO voto: 5,5
Giocare con gli uomini più che contati pesa, figurarsi se poi si regalano due reti agli avversari come avvenuto stasera. La difesa alta e un centrocampo troppo leggero e senza inventiva penalizzano le aspirazioni di un gruppo che deve essere puntellato a dovere senza ulteriori remore e ritardi. Dove intervenire lo sanno anche i muri, ma il tempo stringe e domanica sarà già scontro diretto in casa del Venezia. Meglio l’attacco a due punte visto nella ripresa anche se gli errori di mira sotto porta continuano ad essere penalizzanti oltre misura.

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