LECCE – Parla Filip Marchwinski a circa una settimana dal suo addio dal Lecce ed il conseguente approdo al Cracovia, in Ekstraklasa, dove cerca il rilancio dopo un biennio particolarmente difficile e sfortunato con i giallorossi. Il centrocampista offensivo ha infatti rilasciato un’intervista al portale polacco Przegladsportowy.onet.pl, in cui ha commentato il periodo non semplice in Salento fra i diversi stop fisici, la difficoltà nel salire nelle gerarchie dei vari allenatori e poi la scelta di ripartire da casa.

Marchwinski si è espresso così sulla sua avventura leccese, condizionata da infortuni e coincidenze poco fortunate: “Al Lecce ho giocato solo amichevoli, due mesi dopo il mio arrivo in Italia ho subito un infortunio alla caviglia durante un allenamento. Ci sono state delle complicazioni ma mi sono ripreso però poi è arrivato quel brutto infortunio al ginocchio, la rottura del legamento crociato nel gennaio 2025. Sono sceso in campo per il riscaldamento pre-partita, poi il mio piede è scivolato creando un effetto leva e purtroppo il ginocchio ha ceduto. Infortuni dovuti da allenamenti più intensi? Potrebbe aver avuto un ruolo, ma è stata solo una coincidenza sfortunata, ancor’oggi mi è difficile parlare di questo periodo duro. I primi due mesi dopo l’intervento li ho gestiti bene, ma poi ho toccato il fondo e mi sono serviti dei periodi per ritrovare positività. Gli allenatori con me hanno avuto un atteggiamento altalenante, per così dire, ognuno ha bisogno di un tipo specifico di calciatore ed evidentemente non rientravo nei loro piani. Ho lottato per il mio posto per come meglio potevo, dopo la fine della scorsa stagione mi sono allenato solo per conto mio, non con la squadra“.

Così, quest’estate è arrivata la proposta del Cracovia e la possibilità di rilanciarsi ripartendo dal calcio polacco: “La possibilità di cambiare è emersa presto, c’erano anche altre opzioni, ma il progetto del Cracovia mi ha convinto di più. Ci è voluto un po’ per l’accordo tra club ma sono contento di essere qui. Altre opzioni? In Serie B, Austria o Benelux, ci sono stati anche altri club polacchi interessati, ma non voglio entrare nei dettagli. Il Lech Poznan? Non mi risulta nulla. Il mio trasferimento al Lecce? Allora fu il momento giusto per separarsi, la squadra giocava bene, io facevo ottime prestazioni e sentivo di poter fare il salto di qualità. All’epoca era la scelta giusta, col senno di poi sono maturato in una grande esperienza, gli ultimi due anni mi hanno formato ulteriormente e vedo aspetti positivi del mio percorso a Lecce. Ora sarò il numero 10 del Cracovia e voglio diventare uno dei leader, questo numero l’ho già indossato al Lech Poznan e non è un peso”.

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