MONZA (di Giovanni De Leonardis) – La trasferta di Monza evoca piacevoli ricordi per i colori giallorossi. Meno di quattro mesi fa andava in scena il penultimo atto dello scorso campionato ed il Lecce espugnava lo U-Power Stadium con un calcio di rigore trasformato da Colombo (oggi avversario) al minuto 112: vittoria e salvezza con un turno d’anticipo. E quest’oggi ancora un rigore per il Lecce sblocca la partita dopo un paio di minuti. Il pressing alto di Almqvist in area avversaria costringe Caldirola al fallo: rigore ed ammonizione per il centrale del Monza. Krstovic realizza lo 0-1.

I brianzoli provano a reagire ma il diagonale di Birindelli prima ed il colpo di testa di Caldirola poi non centrano la porta. Il Lecce cerca di contenere il Monza che, come da copione, occupa la metà campo giallorossa per recuperare lo svantaggio. La manovra dei brianzoli si fa via via più rapida per impensierire un Lecce compassato che cerca di addormentare il gioco. Al minuto 24 una combinazione in velocità Colpani-Colombo-Colpani porta quest’ultimo a trovarsi in area davanti a Falcone e a fare centro in diagonale.
Il Lecce accusa il colpo ed il Monza cerca di approfittarne: nel giro di pochi minuti Gagliardini, Ciurria e Colombo vanno vicini al raddoppio, ma i loro tiri terminano di poco fuori. Il Lecce agisce per lo più di rimessa, sfruttando la velocità sulle corsie esterne, e così sul finire del primo tempo Almqvist e Banda organizzano una veloce ripartenza vanificata dal tiro debole dello zambiano. Durante i quattro minuti di recupero è Dany Mota (subentrato all’infortunato Caprari) ad avere un’ottima chance ma tira tra le mani di Falcone. All’intervallo è quindi 1-1.
Nel secondo tempo il Lecce rimane in dieci uomini: a centrocampo Baschirotto anticipa Colombo e rinvia il pallone ma rovina con i tacchetti sulla caviglia del centravanti monzese. L’arbitro Marinelli estrae il cartellino rosso diretto e conferma l’espulsione dopo la revisione al VAR. Mister D’Aversa ridisegna il Lecce mettendo Blin (nel frattempo subentrato a Rafia) sulla linea dei difensori e abbassando Almqvist e Banda per formare un 4-4-1. Pongracic riceve così la fascia di capitano.
La superiorità numerica consente al Monza di chiudere il Lecce nella propria area. I giallorossi vanno in affanno e ci deve pensare Falcone a disinnescare un potente tiro di Dany Mota che poi tira fuori la respinta, fallendo di fatto un rigore in movimento. Al 69′ il Monza va in rete dopo una convulsa azione in area leccese che ha visto una traversa colpita, un salvataggio sulla linea di Krstovic ed una rovesciata vincente. Il gol però viene annullato per fuorigioco dopo revisione dell’arbitro al VAR.
D’Aversa cerca di resistere agli assalti del Monza inserendo forze fresche: entrano via via Strefezza, DorguTouba e Piccoli ma sono sempre i brianzoli a rendersi pericolosi, dapprima con Gagliardini che tira fuori e poi con il solito Dany Mota che costringe Falcone ad una non facile parata. Falcone si aggiudica così il duello personale con il portoghese.
A 5′ dal 90° viene ristabilita la parità numerica quando Piccoli sfugge a Caldirola che commette fallo, ed essendo già ammonito, guadagna anzitempo gli spogliatoi. La parità numerica rallenta la pressione del Monza che comunque, nel corso dei 9 interminabili minuti di recupero, si rende ancora pericoloso. Pongracic rischia l’autogol per deviare in angolo un traversone di Colpani e un minuto dopo Gagliardini si divora una palla gol a pochi passi dalla porta leccese schiacciando troppo la sfera che dopo il rimbalzo supera la traversa.
Il Lecce porta dunque a casa un pareggio dopo una prestazione dignitosa, di sofferenza ma di personalità. Quarto risultato utile consecutivo, squadra imbattuta, 8 punti in classifica e quarto posto dietro Inter, Juventus e Milan, aspettando il posticipo tra Verona e Bologna. Sembrerebbe il copione di un campionato di fantascienza, ma a volte capita che la realtà superi la fantasia. Non si deve però commettere l’errore di perdere di vista l’obiettivo stagionale: la permanenza in Serie A. Pensare di essere bravi o ad un campionato in discesa potrebbe risultare fortemente nocivo.
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