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COMO (di Pierpaolo Sergio) – Il Lecce domina per 70′ al “Sinigaglia” contro il Como ma alla fine rischia di uscire addirittura sconfitto in un incontro in cui i giallorossi hanno sbagliato l’impossibile in area avversaria, compreso un calcio di rigore con Massimo Coda all’86’. Grazie ai concomitanti risultati sugli altri campi i salentini mantengono la prima posizione in classifica ma devono mordersi le mani per l’occasione di allungare sciupata. Bene Listkowski, autore del pareggio, Calabresi e Strefezza. Incerto Gabriel, appannati Hjulmand, Faragò e Ragusa.

GABRIEL voto: 5,5
Intuisce ma non arriva a deviare il calcio di rigore con cui Cerri porta subito in vantaggio i lariani. Per tutto il primo tempo non compie più alcun intervento degno di nota. Nella ripresa prima è salvato dalla traversa su sporadica conclusione di Gliozzi, poi si complica da solo la vita con un’allegro alleggerimento su cui stava per scapparci la frittata. Poco dopo salva però il risultato su La Gumina in un finale di gara inatteso per l’andamento a senso pressoché unico dell’incontro, mentre il neo-entrato Gabrielloni lo grazia da ottima posizione calciando a lato.

GENDREY voto: 6,5
Tra i migliori del Lecce. È suo l’assist dell’1-1 per Listkowski a suggello di una prova personale di grande spessore fatta di continue scorrerie nella metà campo comasca ed alle quali i difensori lombardi non riescono a porre argine. Non si fa superare neppure in fase difensiva ma a metà secondo tempo deve abbandonare anzitempo il terreno di gioco per un problema muscolare e allora cominciano i dolori.

→ (dal 72′) HELGASON voto: 6
Cambio che spiazza perché stravolge lo scacchiere degli uomini in campo anche se non il modulo. Strefezza viene infatti arretrato per un frangente sulla linea dei difensori e lui ne prende il posto in avanti. Lucido quando entra nell’azione topica del finale di partita in cui viene anticipato in uscita dal portiere sull’incursione in area avversaria che sfocia nella concessione del rigore ai salentini per il susseguente fallo su Gargiulo.

LUCIONI voto: 6
Qualche confidenza di troppo col pallone tra i piedi in fase di contenimento. Duella con Cerri sulle palle spioventi che il Como cerca di sfruttare ma su cui fa buona guardia. Nella ripresa ha subito una clamorosa occasione per portare in vantaggio il Lecce, ma anche lui come i suoi compagni d’attacco trova in Facchin un ostacolo insuperabile. In confusione nel finale come tutta la squadra giallorossa anche se mantiene la calma e sbroglia un paio di situazioni complicate.

CALABRESI voto: 6,5
Sfortunato in occasione del penalty che Piccinini gli fischia subito e che il VAR conferma alla prima conclusione dei padroni di casa verso la porta di Gabriel. In più viene anche ammonito per un tocco col braccio sicuramente involontario. L’episodio tuttavia non lo scompone e da lì in poi gioca con grande carattere. Si fa apprezzare per alcune chiusure tempestive e per le incursioni in avanti a creare superiorità numerica. Provvidenziale il suo decentramento sulla destra dopo che Gendrey alza bandiera bianca e Strefezza ne aveva momentaneamente coperto il ruolo.

GALLO voto: 6
Garantisce un propulsione costante per tutti i primi 45′ lungo la fascia destra proponendosi in avanti con puntualità per aggirare la difesa lariana. Attento anche in marcatura sui tentativi di ripartenza avversari che neutralizza per tutta la prima frazione di gioco. Va però in calando nella ripresa e perde la bussola nell’ultimo quarto d’ora dell’incontro quando va in riserva di energie fisiche, mentali e si fa pure ammonire.

BJÖRKENGREN voto: 6
Nel pomeriggio opaco di Hjulmand, giostra meglio lui in mediana dando impermeabilità al centrocampo giallorosso in cui Faragò, l’altra mezzala, è maggiormente votato ad offendere. Resta perciò ancorato al suo posto per non sbilanciare la squadra. Nella ripresa Baroni cambia volto al centrocampo e così torna in panchina.

→ (dal 60′) MAJER voto: 6
Entra in campo col piglio giusto lasciandosi alle spalle le polemiche per l’episodio con Meggiorini della precedente uscita e garantendo alla mediana leccese nuova spinta e compattezza.

HJULMAND voto: 5,5
In avvio di gara si macchia del grave errore in uscita perdendo palla al limite della sua area di rigore e permettendo ai padroni di casa di creare l’azione da cui scaturisce il rigore. Inoltre al 23′ si becca un cartellino giallo che, in quanto diffidato, gli farà saltare la prossima sfida interna col Benevento. Poco dopo offre a Coda un bel cross non sfruttato a dovere dal numero 9. La sua partita complicata finisce prima del triplice fischio per ridare equilibrio alla formazione leccese.

→ (dall’80’) SIMIC voto: 6
Ingresso reso urgente dalla piega che l’incontro stava prendendo con l’abbassamento di Strefezza sul versante destro della difesa. Da quella parte il Como sfonda che è una meraviglia dal 70′ in poi e deve così forzare i tempi del suo esordio in giallorosso riordinando da centrale la improvvisata retroguardia leccese permettendo a Calabresi di metterci un toppa slittando sulla fascia al posto dello spaesato Strefezza.

FARAGÒ voto: 5,5
Gioca ancora titolare e al 20′ si divora la palla del possibile vantaggio sparando alto di sinistro da ottima posizione. Si fa vedere a sprazzi negli ultimi venticinque metri con inserimenti pericolosi ma è leggerino nei contrasti e perde qualche pallone di troppo in mediana. Al quarto d’ora della ripresa viene quindi avvicendato.

→ (dal 60′) GARGIULO voto: 6
Ha il merito di conquistare il penalty col fallo che Facchin commette ai suoi danni ma che Coda spara sul palo. Viene spedito nella mischia nel momento peggiore del Lecce in cui tutti facevano fatica a ragionare a far girare il pallone come fatto nei precedenti 70′.

STREFEZZA voto: 6,5
Grande mobilità sul fronte destro dell’attacco da cui il Lecce crea i maggiori grattacapi ai biancazzurri di Gattuso soprattutto nella prima mezz’ora di gioco. Va tre volte alla conclusione in porta ma il portiere comasco si salva con le unghie e con i denti. Nella ripresa l’uscita per infortunio di Gendrey lo porta a giocare da terzino ma soffre l’inenarrabile prima che il suo allenatore lo riporti in attacco per tentare la via della rete che stava per trovare sulla respinta del palo dopo il rigore di Coda, ma Facchin era in vena di miracoli e gli nega per l’ennesima volta il gol.

CODA voto: 5,5
Sta tornando alla forma migliore e lo dimostra disputando un gran primo tempo in cui è sprecone ma mai quanto lo sarà nel finale. Va infatti vicino al gol in almeno quattro occasioni ma i suoi tiri finiscono sempre addosso all’estremo difensore avversario che evita il sorpasso dei giallorossi. Il copione non cambia neppure nel secondo tempo quando si mangia una nitida palla-gol che il portiere del Como si ritrova addosso, fino all’errore dagli 11 metri che nega alla sua squadra i 3 punti e il possibile allungo sulle inseguitrici.

LISTKOWSKI voto: 6,5
Ci ha preso gusto. Dopo il gol segnato col Vicenza nello scorso match, si ripete anche a Como riequilibrando in fretta il match. Bello il tocco al volo con cui, almeno lui, sorprende Facchin sul primo palo avventandosi con ottima scelta di tempo sul cross basso di Gendrey. I primi 45′ lo vedono protagonista di altre buone incursioni sull’out destro in collaborazione con Gallo con cui spadroneggia lungo quella fascia. Nella ripresa va in calando e lascia il posto all’esordiente Ragusa.

→ (dal 60′) RAGUSA voto: 5,5
Prima presenza con la nuova maglia per l’ex Hellas Verona che Baroni manda in campo per cercare di mantenere alta la pericolosità anche su quel versante. Esordio con più ombre che luci tuttavia visto che il Lecce perde di colpo verve e imprevedibilità anche se ovviamente non solo per sua colpa.

All. BARONI voto: 5,5
Perdere così due punti è autolesionistico e, se si considera che poteva scapparci addirittura la beffa, il quadro che si delinea dopo la trasferta in riva al Lago di Como rende chiaro come il Lecce abbia sprecato una ghiotta occasione per mettere maggior distacco su chi lo cerca di sorpassare in classifica. Ottimi i primi 70′ ma poi, anche dopo i cambi effettuati e le alchimie tattiche proposte ma rinnegate nell’arco di pochi minuti, la squadra vive un vero e proprio black-out che rende pazzo l’andamento finale del match.

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