LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Nelle pagelle di Lecce-Brescia c’è l’esatta fotografia di ciò che la squadra giallorossa è diventata da qualche settimana a questa parte. L’ansia e la paura che la squadra avverte alla prima difficoltà blocca gambe e testa permettendo anche alle Rondinelle di banchettare al Via del Mare e portare a casa un punto insperato arrivato in pieno recupero. Positive le prove di Hjulmand e Rodriguez. Ancora in ombra i “senatori”.

GABRIEL: Ayé lo grazia nell’unica occasione da rete che il Brescia crea nei primi 45′. Per il resto è solo normale amministrazione. Il secondo tempo sembrava una formalità ed invece la beffa arriva nell’ultimo quarto d’ora ed all’ultimo assalto del Brescia grazie anche alle sviste del primo assistente di Calvarese che concede il primo gol ospite in netto fuorigioco. VOTO: 5,5

MAGGIO: Qualche buona discesa lungo la fascia destra e diversi palloni scodellati a centro area nella prima frazione di gioco in cui concede poco e nulla agli esterni di Clotet. Il finale di gara lo vede in affanno ed in preda alla paura che attanaglia questo Lecce alla prima avversità. Si perde Ayé sul 2-2 al 93′ che gela tutti. VOTO: 5

LUCIONI: Attento e reattivo, guida la difesa giallorossa con personalità e buzzo buono lasciando le briciole alla coppia di attanti lombardi. Prova a tenere tutti sulla corda dopo la prima rete del Brescia ma non riesce nell’impresa. VOTO: 6

PISACANE: Primo tempo giocato con carattere e antenne sempre dritte per non farsi prendere d’infilata da Donnarumma e Ayé. La manovra passa spesso e volentieri dai suoi piedi in fase di impostazione. Il secondo tempo lo gioca di conserva fino allo sciagurato finale in cui la vittoria sfuma. VOTO: 6

ZUTA: Si fa vedere con continuità in avanti sovrapponendosi a Bjorkengren lungo l’out sinistro della formazione salentina. In fase difensiva è sul pezzo non tirando mai indietro la gamba e rischiando in più circostanze colpi in testa nei duelli aerei pur di non farsi superare. VOTO: 6

BJORKENGREN: Arriva anche per lui la gioia del primo gol con la maglia del Lecce a impreziosire una prestazione convincente in cui conferma le buone impressioni lasciate nelle ultime apparizioni. Il tocco sotto misura che vale il 2-0 sembrava aver messo in cassaforte il risultato ma purtroppo così non è stato. Viene richiamato in panca per dare energie fresche al gruppo. VOTO: 6,5

→ (dal 26’st) NIKOLOV: Pochi spunti nello spezzone di gara che gioca ed in cui non riesce a mantenere gli equilibri necessari a tenere lontano il Bresca dall’area leccese. VOTO: 5,5

TACHTSIDIS: Inizia la partita con tocchi di prima a illuminare la manovra del Lecce. Cerca di verticalizzare le giocate e innescare le punte anche se col passare ei minuti finisce con l’avvertire la stanchezza e si annebbia. Avvicendato per cambiare pelle alla formazione nella ripresa. VOTO: 5,5

→ (dal 1’st) MAJER: Da applausi la verticalizzazione con cui offre ad Henderson il pallone che poi lo scozzese pennella per l’accorrente Bjorkengren in occasione del secondo gol giallorosso. Nel corso del match viene poi dirottato ad agire sul centrosinistra ma difetta nell’abbassarsi troppo dopo la prima rete avversaria che mette in crisi le certezze giallorosse. VOTO: 6

HJULMAND: È sua l’unica conclusione (da fuori area) del primo tempo per il Lecce, allo scadere però si divora una ghiotta occasione su svarione della difesa ospite. Stesso copione nella ripresa quando spreca di testa una buona palla. Lotta con grinta su ogni pallone e cerca il fraseggio con i compagni dell’attacco che però talvolta non parlano il suo stesso linguaggio calcistico. Con l’uscita di Tachtsidis va a giocare da play. Finale in apnea come tutti i compagni. VOTO: 6

MANCOSU: Fa quel che può ma la condizione attuale è questa e deve stringere i denti per sopperire alla scarsa brillantezza del momento. All’intervallo resta negli spogliatoi per lasciare spazio ad Henderson. VOTO: 5

→ (dal 1’st) HENDERSON: Perfetto nell’incunearsi e offrire a Bjorkengren l’assist per il raddoppio che mette in naftalina il match. La sua freschezza giova alla sua squadra che spesso gli affida le ripartenze anche se nel finale pecca di eccessiva apprensione nel gestire il possesso palla. VOTO: 6

CODA: Gira spesso e volentieri al largo dell’area di rigore avversaria lasciando il solo Stepinski a occupare gli ultimi sedi i metri. Egoista nella ripresa nell’unica palla che ha tra i piedi quando calcia alle stelle da posizione defilata anziché servire i compagni meglio piazzati di lui. Unico lampo il pallone che serve a Rodriguez in apertura di secondo tempo che vale un assist. VOTO: 5,5

(dal 43’st) GALLO: Scampoli di gara per lui che il suo ingresso porta il Lecce a giocare con un 4-5-1 fin troppo conservativo. S.V.

STEPINSKI: L’impegno c’è ma i palloni che perde in quantità industriale reclamano giustizia. In pratica si marca da solo agevolando il compito della retroguardia bresciana. Resta negli spogliatoi al 45′ per fare posto al giovane compagno. VOTO: 5,5 

→ (dal 1’st) RODRIGUEZ: Tutta un’altra musica con lui in campo. Ci mette appena 19 secondi a trovare il gol che sblocca la partita. Sfrutta la sua capacità di penetrare nella difesa bresciana e superare Joronen con un tocco a scavalcare il portiere delle Rondinelle. Terzo centro stagionale per lui che si conferma talento puro e prezioso per il timoroso Lecce. VOTO: 6,5

All. CORINI: Primo tempo soporifero sulla falsariga delle precedenti gare. La scossa arriva ancora una volta dai cambi che rinvigoriscono la squadra e che le fanno scrollare di dosso la paura che l’attanaglia alla minima avversità. Il copione si ripete a 15′ dalla fine, col Lecce in vantaggio di 2 reti, quando lascia che il Brescia rialzi la testa e trovi il pareggio sfruttando il cambio di modulo giallorosso ad una sola punta che schiaccia troppo Lucioni e compagni negli ultimi trenta metri. VOTO: 5

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