Tempo di lettura: 3 minuti

LECCE (di Gavino Coradduzza) – È il secondo rallentamento in sette giorni; numericamente 2 punti su 6 potenziali da incamerare grazie al doppio turno casalingo, ma il Lecce, specialmente quello di gran parte della ripresa, è squadra ben organizzata, squadra di personalità e carattere, guidata dal suo capitano emblema: Marco Mancosu, a nostro parere in questa gara una spanna abbondante pù in alto di compagni e avversari…

Una buona partita tra due squadre che ambiscono al primato di categoria. Vediamo come è andata: nonostante il suo allenatore (Alessandro Nesta) sia stato tra i più bravi difensori al mondo, il reparto arretrato del Frosinone si rivela alquanto approssimativo specialmente nei disimpegni per quanto, almeno per qualche diecina di minuti, debba confrontarsi con l’attacco giallorosso alquanto lento nell’entrare in partita…

Ed infatti non accade proprio niente di emozionante fino al 14°, quando il direttore di gara dice di aver colto Adjapong in azione fallosa in piena area. Se così è, pare conseguenziale sia il calcio di rigore che l’ammonizione al difensore leccese, ma sempre che l’arbitro Ghersini abbia valutato correttamente… Palla sul dischetto e colpo secco per il vantaggio frusinate

Il Lecce sembra non accusare il colpo e riparte con la sua impostazione manovriera tentando ripetutamente di sfondare per vie centrali (dalle corsie giunge poca roba) con gli inserimenti di Mancosu in attesa che Stepinski venga informato che la partita è iniziata da una trentina di minuti… Il Frosinone, intanto, chiama a qualche lavoro straordinario Gabriel e ogni tanto mette sotto scacco i suoi compagni di reparto…

Un problema al ginocchio costringe Lucioni a riparare in panchina; va in campo Meccariello. Il Lecce non brilla particolarmente ma è industrioso, si dà da fare; ad accendere sprazzi di vivida luce ci prova, quando può, sempre il solito Marco Mancosu impegnato a liberarsi dalla stretta guardia cui è sottoposto ed inseguire attimi di impostazione e conclusione; il resto della formazione è manovriero e riesce a trovare incisività solamente nel finale di tempo con Adiapong che, con un sinistro dinamitardo, scaraventa in porta la palla dell’1-1. Il Lecce in questo primo tempo è stato più manovriero, ma il Frosinone si è presentato più spesso dalle parti di Gabriel (10 conclusioni in porta contro 5)…

In avvio di ripresa mister Corini richiama in panca Stepinski e Paganini spedendo in campo Falco ed Henderson. Gli equilibri della partita mutano rapidamente anche con il generoso concorso del portiere ciociaro Bardi in veste di Babbo Natale, ma anche per la energica e caparbia volontà di Mancosu che intercetta lo scellerato tentativo di dribling del portiere ed infila la palla nella porta sguarnita per il vantaggio leccese…

C’è così spazio anche per Calderoni e Listkowski che subentrano rispettivamente a Majer e Demarku (ma quante “K” ci sono in questa squadra?!). È una ripresa con il Lecce sempre all’altezza; Lecce che concede davvero poco all’avversario, salvo un gran colpo di testa di Novakovich su cui Gabriel si inarca prodigiosamente deviando in angolo…

Fatale è però il minuto 89 quando Calderoni si fa uccellare in piena area da un avversario che si smarca, calcia sporco col pallone che diventa un assist per il più rapido a colpire palla e spedirla alle spalle di Gabriel, ossia lo stesso attaccante gialloblù Novakovich che fissa così il 2-2 finale.. C’è solo il tempo per altre protrste giallorosse con Tachtsidis che viene ammonito dal direttore di gara per proteste. Poi tutti sotto la doccia con la trasferta di martedì a Salerno che già bussa alle porte…

Commenti