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LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Nelle pagelle di Lecce-Frosinone si ritrova lo specchio di un match che ha visto i giallorossi ancora costretti al pareggio interno dall’avversario. Decisioni arbitrali a parte, Mancosu e compagni hanno offerto nel complesso una prestazione scialba, al di sotto delle attese, anche se l’aver ribaltato lo svantaggio inziale pareva aver risolto i problemi. Invece la solita fragilità difensiva costa altri due punti in classifica alla vigilia della trasferta infrasettimanale in casa della capolista Salernitana.

GABRIEL: Nel primo tempo incassa il gol ospite su un rigore dubbio senza aver mai dovuto prima compiere alcun intervento. Poco dopo neutralizza l’unico tiro nello specchio di una certa consistenza e controlla le timide conclusioni di testa del Frosinone. Nella ripresa deve incassare l’altra rete del Frosinone allo scadere del match dopo aver sventato un paio di minacce. VOTO: 6,5

ADJAPONG: In campo nonostante una condizione non ottimale, dimostra di non essere il solito Adjapong a cui ci ha abituati e provoca ingenuamente il penalty con cui i ciociari si portano in vantaggio. Tocca però proprio a lui ristabilire l’equilibrio con il primo gol in giallorosso allo scadere della prima frazione di gioco. Alza il ritmo nel secondo tempo e chiude bene la sua fasci competenza. Va pure vicino alla doppietta con un tiro a giro fuori di poco. VOTO: 6

LUCIONI: Il più lucido della retroguardia salentina finché resta in campo. Il suo pomeriggio è infatti sfortunato visto che deve alzare bandiera bianca dopo soli 39′ e lasciare il terreno di gioco per problemi al ginocchio destro. VOTO: 6

→ (dal 39′) MECCARIELLO: Appare insicuro in alcune chiusure e si fa beffare nel finale dall’azione del pareggio avversario. VOTO: 5,5

DERMAKU: Era al rientro dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dal terreno di gioco per diverse settimane. Alterna qualche incertezza a chiusure tempiste ma troppo spesso gli avversari godono di eccessiva libertà nel colpire di testa da dentro l’area leccese. Esce a metà ripresa quando le energie erano esaurite. VOTO: 6

→ (dal 70′) CALDERONI: Su di lui la difesa gialloblù commette un possibile fallo da rigore ma Ghersini non è dello stesso parere e lascia correre. Ha qualche responsabilità nell’azione del 2-2 in cui tarda a chiudere sull’avversario che calcia sporco e serve un assist involontario a Novakovich per il pari finale. VOTO: 5,5

ZUTA: Preferito a Calderoni sull’out mancino cerca di limitare le incursioni avversarie e di portare palloni in area frusinate ma non sempre ha la necessaria misura negli appoggi. Stringe i denti fino al 95′ anche se appare annebbiato. VOTO: 5,5

MAJER: Tocca a lui il compito di fare da cerniera tra i reparti e non sembra propriamente a suo agio. Poco dinamico e impreciso nei passaggi, il più delle volte corre e fa correre a vuoto i compagni. Finisce con l’essere avvicendato a gara in corso. VOTO: 5,5

→ (dal 70′) LISTKOWSKI: Più mobile e fresco del compagno, assicura più soluzioni alla sua squadra in fase di possesso. VOTO: 6

TACHTSIDIS: Cerca di accendere la lampadina ma la manovra leccese oggi stentava a decollare. Tanti i passaggi sbagliati, così come la scelta delle giocate da fare che lo rendono particolarmente nervoso. Situazione che si trascina fino al termine dell’incontro quando reclama a gran voce un penalty ma l’arbitro ravvede una simulazione e lo ammonisce. VOTO: 5,5

PAGANINI: Affronta da ex la squadra nella quale è cresciuto calcisticamente e pare patire qualche nostalgia. Cross sempre fuori misura e solo una palla spizzata verso la porta di Bardi che esce di poco allo scadere del primo tempo. Viene richiamato in panchina in avvio di secondo tempo senza aver lascito tracce. VOTO: 5

→ (dal 50′) HENDERSON: Innesto che almeno dà più compatezza e copertura alla mediana leccese. Recupera diversi palloni ed è pronto a far scattare alcune ripartenze. VOTO: 6

MANCOSU: Molto al di sotto del suo normale rendimento. Sembra fare una fatica immane a portare palla e offrirla al compagno meglio piazzati. S’inventa il gol del momentaneo vantaggio strappando la palla dai piedi di Bardi e tirando in porta con fare liberatorio ma l’esito del match doveva ancora essere scritto. VOTO: 6

CODA: Pomeriggio grigio per il capocannoniere giallorosso che non trova mai l’occasione per battere a rete. Molti errori di controllo e nei passaggi gli fanno disputare la sua partita meno convincente da quando è a Lecce. Nonostante resti in campo fino al triplice fischio, non trova mai quel guizzo rapace che oggi sarebbe servito alla sua squadra. VOTO: 5,5

STEPINSKI: Difende male i pochi palloni giocabili che gli capitano o che gli vengono serviti. Galleggia anonimamente lungo la linea d’attacco leccese finché non viene sostituito. VOTO: 5,5

→ (dal 50′) FALCO: Corini affida a lui la speranza di accendere e rendere meno prevedibile la manovra d’attacco della sua formazione ma la cosa gli riesce a corrente alternata. VOTO: 6

All. CORINI: Quello visto oggi all’opera è stato il Lecce apparso più in difficoltà di tutta la stagione. Praticamente tutti i calciatori impiegati hanno dimostrato un approccio approssimativo all’incontro e la mole enorme di palloni sbagliati è lo specchio fedele di una gara che poteva anche chiudersi con ben altro punteggio. Porta a casa il secondo pareggio di fila per 2-2 e la sensazione è che a qualcuno serva un po’ di riposo, ma proprio ora inizia quel tour de force che potrebbe dire molto sulle reali ambizioni di questa squadra. VOTO: 5,5

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