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LECCE (di Italo Aromolo) – La metamorfosi del Lecce secondo Eugenio Corini avanza sui binari di Ascoli: il 2-0 firmato Henderson e Mancosu vale il primo successo in campionato dei giallorossi. Il tecnico erede di Fabio Liverani orchestra una prestazione paradigmatica del suo calcio e ne disvela i dettami: ricerca del gioco con criterio e sapiente equilibrio tra reparti, mai spregiudicatamente allungati; buona costanza nella gestione delle fasi del match, senza scompensi psichici; spiccata personalità nella padronanza del campo tradotta matematicamente in un baricentro abbastanza alto.

La squadra è ancora un cantiere, alcuni interpreti non ad agio per una rosa incompleta, ma la terza partita ufficiale di fila senza subire gol parla abbondantemente. E lo fa con un 4-3-3 altamente dipendente dalle mezzali di centrocampo e dalle loro capacità di fare “fisarmonica” tra difesa e attacco: in questo senso, quello di Henderson potrà essere l’acquisto dell’anno; l’arretramento di Mancosu sulla mediana l’ha reinvestito di quella centralità – di posizione e non – che più si confa alle caratteristiche del numero 8 sardo.

Da monitorare c’è l’evoluzione della fase offensiva, ancora acerba: in fase di possesso i centrocampisti salgono sulla linea degli attaccanti, creando una linea a 5 efficace solo in ampiezza e nell’occupare spazio, ma abbastanza statica e connotata da scarsa profondità. A ciò si aggiunga l’ovvia intesa da affinare tra chi gioca insieme solo da poche settimane. Sarà il tempo a stabilire se parliamo di deficit congenito – naturale contraltare della solidità difensiva? – o auspicabilmente di fase primordiale di un processo di maturazione.

L’ultimo tema che ci lascia la sfida del Del Duca è l’interpretazione dei cambi da parte del tecnico di Bagnolo Mella. In quello di Tachtsidis per Zuta risalta il pronto intervento sugli ingranaggi fin lì scricchiolanti: un Majer centrale senza ritmo viene spostato nel ruolo di mezzala; Adjapong, avulso in avanti, è abbassato a terzino destro, mentre il trascendente Tachtsidis viene posizionato in cabina di regia a verticalizzare più e più volte. La linfa verde dei giovani Maselli e Lo Faso – ultimi due cambi – apporta corsa, rapidità e l’attenzione tipica di chi è al primo giorno di lavoro: bando alle emozioni, i ragazzi paiono pronti a questo campionato di Serie B. Come il Lecce, d’altronde.

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