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LECCE – Il risultato del Genoa non fa testo e, al tirar delle somme, conta ben poco perchè al Lecce non è riuscito l’indispensabile successo contro il Parma dimostratosi, diciamolo subito, avversario di qualità e di sostanza, classifica docet…

I giallorossi retrocedono dunque a prescindere dal risultato di Genova; retrocede per tanti motivi (ciascuno li scoverà nei giudizi personali) tra cui l’ennesima sconfitta in un incontro cruciale: Lecce-Parma era partita cruciale ed il Lecce non l’ha saputa vincere. Raccontare la partita è compito un tantino ingrato (per via del risultato e non solo), ma vediamo come è andata…

Le prime insidie sono a carico di Gabriel e recano la firma dei ducali. Al decimo il primo colpo gobbo: è Lucioni a spedire nella propria porta una maligna carambola tra il palo ed il suo piede; autorete irridente che fa il paio con quella subita a Genova, protagonista il portiere leccese. Psicologicamente è una terribile mazzata, appesantita dalle notizie che rimbalzano da Genova: Sanabria ha portato in vantaggio i liguri…

Il Parma gioca con la tranquillità di chi è consapevole delle proprie qualità e del futuro; costruisce, detta il gioco in maniera lineare e fantasiosa e sfiora il raddoppio con Caprari solo soletto al cospetto di Gabriel. Nel Lecce funziona abbastanza bene la catena di destra con Donati e Falco supportati dall’ala protettrice di Mancosu; è a sinistra che le cose funzionano meno, molto meno; iniziative al lumicino e precisione negli appoggi, nelle progressioni e nei lanci praticamente latitante (Dell’Orco ancora titolare, perchè ?)…

Lo 0-2 matura sulla spinta di un Parma di D’Aversa di gran lunga, almeno fino ad ora, meglio organizzato del Lecce di Liverani e, in estrema sintesi, più bravo. Senza menare il can per l’aia, è proprio il caso di sottolineare che il Parma gioca davvero bene e che possiede quella precisione chirurgica nel tiro a rete che i giallorossi hanno talvolta sfiorato, ma con scarsa continuità

Alla mezzora la situazione appare veramente compromessa: lo spettro della retrocessione aleggia sempre più minaccioso: 0-2 a Lecce, 2-0 a Genova… Il Parma continua a riversare le sue giocate nella metà campo giallorossa tenendo costantemente in allarme la retroguardia salentina, mentre il Lecce risponde con un mezzo liscio di Mancosu (ad un paio di metri dalla porta) ben servito da un taglio di Lapadula

Il colpo di testa con cui Barak accorcia le distanze nasce proprio da uno scatto di Mancosu che da destra scodella palla sul secondo palo; il Lecce ha ritrovato il ritmo giusto e gioca ora alla pari con gli emiliani che forse hanno bisogno di rifiatare; intanto il Genoa arrotonda sul 3-0 il che riduce a semplice corollario il colpo di testa con cui Meccariello fissa il punteggio sul 2-2 con cui si chiude la prima frazione…

Nel secondo tempo si riparte cullando ancora qualche residuo spicciolo di speranza, ma dopo cinque minuti Caprari viaggia lungo linea, aggira l’occasionale controllore e scodella la palla del terzo gol sul puntuale tocco di Cornelius. Allora Liverani ne cambia tre tutti insieme: Mancosu, Tachtsidis e Falco fanno spazio a Majer, Petriccione e Shakhov. Poco dopo spazio a Vera ed ala baby Monterisi che esordisce in A…

Al 20° si ha la sensazione che il sipario cali definitivamente a causa della pennellata di Barillà che mette Inglese in condizione di battere per la quarta volta Gabriel. Amara pillola solo di poco addolcita dal gol finale di Lapadula che fissa così il definitivo punteggio di 3-4 perchè non c’è più partita… Non resta che salutare malinconicamente la Serie A, ma con un “arrivederci“…

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