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LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Questa sera si chiude il campionato più lungo della storia della Serie A. Una stagione durata un anno intero e fortemente penalizzata dalla pandemia di coronavirus. Da fine febbraio in poi il calcio italiano (come del resto in altre parti d’Europa) non è più stato lo stesso. Partite rinviate, o giocate in un clima surreale, hanno di fatto reso irripetibile la stagione 2019/2020.

Con mezza Serie A già in vacanza dopo gli anticipi di ieri, stasera calerà definitivamente il sipario su questo sciagurato campionato, ripreso quasi alla fine di giugno solo ed esclusivamente per la volontà dei presidenti dei club di massima serie che non erano intenzionati a perdere i lauti proventi dei diritti TV garantiti da SKY e DAZN ma senza più i tifosi sugli spalti.

Un susseguirsi di partite ostinatamente giocate in orari ed in contesti ambientali improponibili che hanno comunque portato all’emissione di quasi tutti i verdetti per la soddisfazione dei vertici del calcio italiano, che però ora guardano all’immediato futuro con timore e tanti interrogativi in attesa di risposte che non si sa se e quando arriveranno da parte del governo.

Manca solo di conoscere chi tra Lecce e Genoa seguirà in B il Brescia a la Spal che sono già retrocesse da un paio di turni. Il “Via del Mare” ed il “Ferraris” avranno l’attenzione di mezza Italia che si divide tra il tifo per i giallorossi o i rossoblù. In palio c’è la sopravvivenza, la permanenza in Serie A, la possibilità di continuare a giocare in quel torneo che assicura grossi introiti.

Il Lecce si è guadagnato la possibilità di giocarsi le ultimissime chance nel faccia a faccia con il Parma, formazione che non ha più nulla da chiudere a questa stagione e che arriva nel Salento rilassata ma non certo in vena di fare regali. Proprio il fatto di avere gli occhi di un’intero Paese addosso farà sì che nessuno conceda il minimo vantaggio all’avversario. Una sorta di piccola, illusoria garanzia, se tale ragionamento viene applicato anche alla sfida Genoa-Verona.

Lasciando ora da parte sospetti e veleni, sarà il campo (ce lo auguriamo anche noi come il presidente Saverio Sticchi Damiani…) a decretare l’ultima verità. Il popolo giallorosso freme e soffre impossibilitato com’è a dare una mano alla propria del cuore. Il tam tam mediatico sui gruppi social dei supporters leccesi che si stanno dando appuntamento davanti le porte dello stadio per salutare ed incitare Liverani e i suoi vuol essere un modo per ribadire quanto sia viscerale l’attaccamento che c’è con questo gruppo capace di conquistare due promozioni in due anni ricchi di emozioni incancellabili.

Stasera si saprà se la società di via Costadura potrà partecipare o meno anche l’anno prossimo (ossia da settembre…) al campionato di Serie A o se, malauguratamente, dovrà rimboccarsi le maniche e rifondare una rosa che dovrà puntare all’immediato ritorno nel calcio che conta. Di certo resterà vivo il ricordo di un torneo troppo strano per sembrare vero ma che potrebbe regalare sul filo di lana un miracolo calcistico capace di far piangere sì, ma di gioia. E allora, Lecce, crediamoci! Combatti come vuole la tua gente e quel che sarà, sarà comunque una pagina di storia giallorossa da raccontare…

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