LECCE – Ernesto Javier Chevanton,  storico ex giocatore del Lecce, ha parlato alla Gazzetta dello Sport alla vigilia di Lecce-Parma, partita che vale sì un’intera stagione, ma non sarà legato solo a quella gara il futuro dei giallorossi, visto che a “MarassiGenoa e Verona si batteranno per i tre punti e, in caso di vittoria rossoblù, non ci sarà trionfo che tenga allo stadio “Via del Mare” per evitare l’immediato ritorno in B. L’iconico attaccante uruguaiano si è soffermato così sulle due gare di stasera, auspicando la permanenza in Serie A della sua vecchia squadra e sperando che non ci siano biscotti vari a rovinare l’ultima giornata di campionato.

IN UN CALCIO PULITO. ED IN UN LECCE SALVO... – “Per salvarsi non basterà soltanto riuscire a battere il Parma. Al Via del Mare ed al Ferraris si disputeranno due partite che contano assai nell’ultima giornata di A. Spero che prevalga il calcio vero, non quello dei favoritismi. Da calciatore o da tecnico, non ce la farei a giocare un match senza stimoli”.

GIALLOROSSI, PROVATECI – “Possibilità di salvezza? Abbastanza poche, però bisogna sempre provarci e crederci. È inutile pensare a ciò che sarebbe stato e mangiarsi le dita per i punti lasciati per strada. Per il gioco espresso, i giallorossi meriterebbero la permanenza in massima serie. Liverani ha saputo dare un precisa identità al suo Lecce, giocando alla pari anche con squadre del calibro di Inter e Juventus. Mi piace tantissimo capitan Mancosu, uomo-simbolo della crescita del club salentino salpato dalla C per attraccare in A. Mancosu è capace di farsi valere sia da mezzala che trequartista, ma anche da attaccante aggiunto, è duttilissimo”.

amoreFINO ALL’ULTIMO – Una situazione simile a quella che sta passando il Lecce oggi, l’ho vissuta in cadetteria con Delio Rossi. Nel 2003 conquistammo la promozione all’ultima giornata grazie allo schiacciante 3-0 sul Palermo, anche se io non giocai quel match perché squalificato. Invece, in Lega Pro nel 2013, perdemmo una finale play-off per mano del Carpi, che con un’1-1 ci sentenziò ad un altro anno di C. Nei momenti decisivi, quando magari le gambe non girano per la stanchezza, risultano decisivi testa e cuore”.

QUELLA RETE AL NAPOLI – Per me fu il premio di Dio, visto che in quella stagione fui tenuto spesso in disparte da mister De Canio. Con le mie reti contro il Parma ed il Napoli contribuii alla permanenza in massima serie. Spero di rivedere i supporters giallorossi sotto casa mia festanti come l’anno scorso. Sarei pronto a sventolare la bandiera giallorossa in caso di salvezza. Comunque, mi piacerebbe lavorare come tecnico nel Settore Giovanile del Lecce. Forza, ragazzi”.

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